Partito Comunista Internazionale

Panorama internazionale

Categorie: Brazil, Chechnya, Chile, Colombia, Greece, Iraq, Kuwait, SEPLA, Spain, Sweden, Taiwan, Turkey, UGT

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Proteste in Brasile
 I risultati miracolosi del ricettario economico propugnato dal FMI e messo in pratica in Brasile dal borghese governo di Cardoso sono davanti a tutti. Il saggio di disoccupazione è balzato alle stelle, in un paese dove di fatto non esistono sussidi economici per i disoccupati, aumentando ancora la già enorme cifra dei proletari totalmente diseredati. Le proteste popolari, organizzate sotto la copertura dell’apparato parlamentare di opposizione al governo di turno, dovranno prima o poi sfuggire al suo controllo, nella lotta per rivendicazioni genuinamente operaie e classiste.

La dimenticata guerra del Golfo
 Per mantenere alto il prezzo del petrolio un buon metodo sembra essere inviare di quando in quando un’incursione aerea sul territorio irakeno. Questa risulta l’opinione dei governi di Usa e Gran Bretagna, visto che dal dicembre 1998 fino all’agosto di quest’anno gli aerei dei due paesi hanno – democraticamente – sganciato 1.100 missili contro 359 obbiettivi, cioè il doppio dei bersagli attaccati durante l’operazione Volpe del deserto.

Crumiri di mestiere all’Iberia
 Non contenti di aver perorato e accettato un piano draconiano di ristrutturazione della compagnia aerea spagnola Iberia, a base di licenziamenti, contratti al ribasso, privatizzazione, riduzioni salariali e altre piacevolezze, il sindacato filo-statale e filo-padronale UGT ha dichiarato guerra al “corporativo” sindacato dei piloti SEPLA per i suoi «misfatti, spropositi e provocazioni» in occasione dello sciopero dello scorso maggio-giugno. Stavolta, oltre alla solita denuncia dei piloti in sciopero, questi crumiri di professione, queste vere sanguisughe attaccate al corpo della classe operaia sono andati oltre chiedendo senz’altro alla direzione dell’impresa la punizione esemplare con il licenziamento degli scioperanti. Fedeli alla loro ripugnante, ma necessaria, missione per il capitale, questi organismi statali lotteranno sempre contro i lavoratori per difendere l’economia nazionale e gli interessi dell’impresa.

Super approvvigionamento alimentare
 Il capitalismo non conosce barriere nella sua marcia per diminuire i costi di produzione delle merci. Gli alimenti, in quanto merce, non sfuggono a questa legge determinista, minacciando l’integrità fisica di quanti si trovano costretti a cibarsene. L’ultima novità “tecnica”, come ha rivelato una serie di denunce, è il mescolare al foraggio resti fecali, materia prima con la quale, detto di passata, è giustamente modellata la sacra morale della società capitalista.

Intervento russo nel Caucaso
 Approfittando delle mortifere conseguenze dell’ondata di attentati spacciati per “islamici”, il governo imperialista russo ha dato il via ad un’operazione militare in grande stile contro la Cecenia. L’opportunità di quegli attentati e delle rappresaglie conseguenti è evidente a tutti: il capitalismo russo si trova a dover controllare il mercato petrolifero del Caucaso e la rete di oleodotti che attraversa la regione. Il contrario significherebbe un duro colpo per la sua disastrata economia ed è in ballo, inoltre, la difesa della sua stazza fra i briganti dell’imperialismo mondiale.

Pensioni in Spagna: demagogia e menzogne
 La prossimità del periodo elettorale apre la stagione delle promesse sui miglioramenti assistenziali, ben propagandati dai mezzi di comunicazione del regime capitalista. È successo recentemente con la firma di un accordo sulle pensioni fra il governo e i sindacati UGT-CCOO, mettendo in chiaro quale sarà l’andazzo dei prossimi anni. Tanto i pensionati, molti dei quali con pensioni da fame vera e propria, quanto gli impiegati pubblici vedranno le loro entrate progressivamente ridursi. Nel frattempo le imprese avranno diminuite le loro quote per la sicurezza sociale. Anche in Spagna la politica della concertazione sociale dei sindacati di regime fa sì che non aumentano i salari mentre i prezzi si europeizzano sempre di più.

La terra trema, il Capitale si rigenera
 La condizione indifesa alla quale il capitale costringe gli strati più poveri della popolazione si rende evidente quando capitano disastri “naturali”. I recenti terremoti in Turchia, Taiwan, Grecia… dimostrano la totale connivenza dei cosiddetti “poteri pubblici” con gli interessi dell’industria delle costruzioni. Un’industria e una classe che aspettano e si augurano la favorevole occasione di grossi affari offerta dalla disgrazia di centinaia di migliaia di esseri umani.

Colombia: massacri permanenti
 Prendendo a pretesto le attività della guerriglia, bande di assassini al soldo dei latifondisti e dello Stato capitalista stanno seminando il panico in alcune zone del paese. Le vittime di queste bande bianche sono attentamente individuate fra i membri più in vista del combattivo proletariato agricolo colombiano. Unire le sue generose lotte a quelle dei compagni delle città, garantendo con essi un’adeguata risposta alle aggressioni capitaliste, con totale indipendenza politica ed organizzativa dalla guerriglia democratica e borghese, è una questione di sopravvivenza per la classe operaia colombiana.

Si vis pacem para bellum
 Questa parrebbe essere la massima delle ennesime conversazioni di pace in Medio Oriente. La visita negli Stati Uniti lo scorso luglio del primo ministro israeliano Barak pare confermarlo. Con gran pompa ha dichiarato davanti all’amico padrone americano la convenienza della pace nella regione: infatti gli costerà un oneroso contratto per 50 caccia bombardieri americani F-16, valutati un 2.500 milioni di dollari. Come si vede, un vero accordo di pace.

Protezioni insperate
 La classe operaia e i diseredati non possono sperare niente dalla giustizia capitalista, come si dimostrerà ancora una volta con il processo al macellaio Pinochet. La borghesia cilena, infastidita da questa bega passeggera, fa però pressioni perché, giustamente, difende un suo uomo fedele. Ed è noto che la Spagna mantiene in Cile notevoli investimenti su cui si fa leva, più per finta che per davvero, per far pressione in favore della totale libertà per l’adorabile vecchietto. Alcuni di questi argomenti, con profonde radici nei portafogli, devono esser state avanzati poiché anche Felipe Gonzales ha spezzato una lancia in favore di Pinochet. Il maramaldo ha dissimulato il motivo reale della sua indulgenza con un ragionamento di sapore anticoloniale, il fatto che da 180 anni il Cile è indipendente dalla Spagna. Il Gonzales, anticolonialista di convenienza, mira a far dimenticare il post-coloniale imperialismo economico e le truffe che le imprese spagnole continuano ad ordire contro l’America Latina.

Argilla e costola primigenia
 Questo sembra che sarà il contenuto didattico-scientifico sull’origine dell’uomo e delle specie nelle scuole di alcuni Stati dell’onnipotente Unione. Tutta la campagna che si svolge in Usa contro l’evoluzionismo e in favore della validità scientifica di quanto si narra nella Bibbia, evidentemente è orientata al consumo delle grandi masse, ottenebrate da abili telepredicatori in un paese nel quale, pare, un 47% dei suoi abitanti è candidamente convinto che Dio “creò” l’uomo, a sua immagine e somiglianza si dice, un 10.000 anni fa. Con questo potenziale mercato di spettatori quanto tarderanno i marpioni di Hollywood a mandare Indiana Jones a cercare l’Argilla e la Costola primigenia?

Terrorismo bianco in Svezia
 Come anticipazione sui tempi che si preparano per i proletari socialmente molesti per la borghesia, ci arriva dalla molto democratica Svezia la notizia dell’ultimo lavoro sporco delle bande di picchiatori al servizio del capitalismo. In questa occasione è stato assassinato uno dei militanti della SAC, Sveringes Arbetares Centralorganisation, una organizzazione anarcosindacalista svedese.

Lotta di classe in Kuwait!
 All’inizio di ottobre in Kuwait, (quello “liberato” dagli invasori iracheni qualche anno fa e restituito ai dollari degli sceicchi), migliaia di lavoratori, per la maggior parte emigrati dall’Egitto, sono scesi in piazza per rivendicare salari più alti e migliori condizioni di lavoro. Nonostante la facilità con cui intasca le sue rendite pare che la florida classe dominante del Kuwait non sia particolarmente generosa con i lavoratori. La polizia ha attaccato la manifestazione facendo ben duemila arresti tra i dimostranti. Era proprio necessaria una tale guerra sanguinosa per difendere i diritti inalienabili di simile genìa? Certamente sì, risponde la canaglia borghese.