Partito Comunista Internazionale

[RG-76] Storia della Sinistra

Categorie: Party History, PCInt

Questo articolo è stato pubblicato in:

 Il rapporto sulla Storia della Sinistra ha voluto essere un primo esame introspettivo del partito nato nell’ultimo dopoguerra. Solo in questo modo sarà possibile anche comprendere ed interpretare nel giusto modo le vicende che negli anni successivi investirono l’organizzazione e ne determinarono la spaccatura. Compito nostro sarà quindi quello di documentare il percorso reale della nostra organizzazione nelle sue importanti affermazioni positive, escludendo ovviamente ogni tipo di personalismo e pettegolezzo.

Il P. C. Internazionalista, nato nel 1943-1945, rivendicava la propria continuità da Livorno 1921 e da tutta la tradizione della Sinistra Comunista italiana, caratterizzata soprattutto dalla coerente ed inflessibile battaglia contro la degenerazione della III Internazionale e la successiva controrivoluzione stalinista. Non a caso aveva assunto posizioni ben nette sul carattere imperialista della II guerra mondiale e sulla funzione controrivoluzionaria svoltavi dalla Russia, alleata, alternativamente, delle potenze nazi-fasciste e di quelle democratiche; sul rifiuto dei blocchi partigiani etc. Risentiva però della tremenda sconfitta subita dalla classe proletaria che era stata schiantata sotto i colpi congiunti di fascismo, democrazia e stalinismo e dissanguata per sei anni dalla bestiale carneficina imperialista.

Quello che al piccolo partito difettò fu la coscienza della situazione oggettiva e cioè della forza della controrivoluzione. Questa errata valutazione fece sì che stati d’animo troppo ottimisti che intravedevano vigilie insurrezionali si alternassero a teorizzazioni pessimistiche che decretavano la classe operaia ormai indissolubilmente legata agli interessi capitalistici. Da tale mancanza di chiarezza derivavano errori tattici non di poco conto che, a loro volta, si riflettevano sul terreno dei principi: questione nazionale e coloniale; questione sindacale; astensionismo e parlamentarismo; vita interna di partito.

 Dopo un’introduzione così intonata, appoggiata da articoli significativi tratti dalla stampa, resoconti congressuali etc., il relatore passava alla lettura di alcuni coevi documenti di partito esprimenti la prioritaria necessità di compiere un vasto lavoro di riordinamento teorico al fine di ricollocare al loro giusto posto i termini della dottrina della lotta di classe quanto a cause determinanti, fattori agenti e rapporti di forze. Prima di avere adempiuto a questo fondante lavoro di ricerca collettivo sarebbe stato inutile, se non dannoso, pretendere di dare indirizzi di azione pratica al proletariato, soprattutto se frutto di estemporanee decisioni e valutazioni contingenti, mossi solo dalla preoccupazione “di non essere trovati in casa dalla Rivoluzione”. La consegna quindi era. “La Rivoluzione bussa sempre mille volte. Meglio ancora: trova sempre qualcuno in casa”.