Conoscenza e scienza nel partito
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Nelle sue tesi il partito rintraccia le risposte alle questioni che la storia gli pone, ma, soprattutto, è il metodo di lavoro che permette di capire il contenuto da cui è stato tratto: la lotta di classe tra borghesia e proletariato.
Il Partito non è un luogo di discussione, una stupida tavola rotonda che organizza dibattiti dove gli esperti-dementi di turno dicono l’ultima opinione alla moda. Il Partito è l’organismo di lavoro della classe per la distruzione del capitalismo e di direzione della stessa nel periodo di transizione e nel socialismo. Gli scambi di opinioni tra di noi sono molto fitti, ma sono resi possibili solo perché abbiamo dei principi ed una teoria comune su cui non si discute, non la si mette in dubbio.
La chiarezza dell’esposizione è il punto d’arrivo, è l’approdo di un percorso in cui chi scrive ha già chiaro nella sua testa l’argomento. Una tesi essenziale del materialismo è che non si può avere scienza prima della conoscenza, che vuol dire banalmente che per essere scienziati, occorre prima conoscere.
Chi conosce? Presupposto che di Marx ne nascono 1 ogni 5 secoli circa, noi dobbiamo essere un po’ più umili. La coscienza si ottieni non come singolo ma come membro di un partito, del partito della sola classe che può conoscere questo mondo in quanto è destinata a distruggerlo. Questo non nel senso che ogni singolo militante del partito capisce tutto di tutto e sa tutto di tutto, o peggio che ci sono degli esperti in sindacalismo, in crisi, in finanza, ecc., ma nel senso che il partito come organo collettivo è il solo soggetto in grado di avere coscienza del percorso che deve attraversare questo modo di produzione, dalla nascita alla morte, per omicidio.