[RG-77] Il “processo di pace” in Irlanda
Categorie: Ireland, Northern Ireland, UK
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Un terzo relatore riferiva su quello che attualmente viene denominato “processo di pace in Irlanda”. Le trattative, che durano ormai da oltre due anni, fra alti e bassi, non sono la conseguenza dei buoni sentimenti dei due responsabili, premiati con il Nobel della pace, e neppure della mediazione dei governi americano e britannico, ma dalla scomparsa del contrasto economico fra la borghesia unionista del nord e quella nazionalista del sud in seguito allo sviluppo recente del più povero sud, spinto dagli investimenti angloamericani ed europei, e dalla stagnazione del nord, che ha oggi perso il primato di sviluppo capitalistico sul resto del paese.
L’unione dell’isola alla Gran Bretagna seguì la sconfitta delle sommosse giacobine verso la fine del ’700, permettendo il trionfo della controrivoluzione britannica.
I tentativi nazionalisti perdurarono fino all’indipendenza parziale del 1922, ma né la borghesia nazionalista, né il proletariato seppero andare oltre una sovranità limitata.
Negli ultimi 10-15 anni il sud è stato ricolonizzato economicamente dagli imperialismi che ormai dominano l’economia, chiudendo ogni spazio alla vecchia diatriba unionista-nazionalista. È così che i politicanti locali potevano avviare il “processo di pace” al nord, estendendo la dominazione del capitale sul proletariato del sud anche su quello del nord.
Perciò sono al momento da abbandonare i ricorsi ai vari bigottismi ed il sobillare gli elementi più violenti, al fine di spingere il proletariato nelle braccia di due borghesie ormai al tramonto.