[RG-77] Sul materialismo dialettico
Categorie: Marxist Theory of Knowledge
Questo articolo è stato pubblicato in:
Apriva i lavori l’indomani la relazione sul materialismo dialettico che cercava di riesporre sinteticamente le linee principali del nostro metodo, la cui costruzione completa si deve a Marx ed Engels.
La prima parte del lavoro dava una veloce sintesi dei percorsi teorici della filosofia e della scienza dal XIV al XIX secolo, premettendo a tutto che le ideologie di un dato periodo sono per noi il riflesso dei rapporti di produzione. Così si ricordava che per il marxismo la religione ebbe, ad esempio, lo stesso scopo della più sviluppata scienza, cioè la spiegazione di dati fenomeni naturali e storici.
La seconda parte mirava innanzitutto a spiegare il nostro metodo materialista. Innanzitutto esso pone le basi dell’analisi di qualsiasi fattore storico nelle condizioni economico-sociali in cui l’uomo si trova a vivere, nel mondo di produzione di una data epoca e in diversi fattori dello stesso genere quali ad esempio il livello raggiunto dai rapporti di produzione e la maggiore o minore intensità della lotta fra le classi. Si ricordavano a proposito diverse citazioni in modo particolare dalla Ideologia tedesca, dalle Tesi su Feuerbach, dall’Antidühring e da alcune lettere di Engels. Si chiariva però che il nostro materialismo, a differenza di quello borghese del XVII e XVIII secolo, non analizza un fenomeno ritenendolo isolato nello spazio e statico nel tempo, bensì nelle sue varie correlazioni con l’esterno e nella sua logica e naturale evoluzione. La struttura economica è la base per ogni analisi, ma anche le varie e complesse sovrastrutture ideologiche agiscono sul fenomeno, pur essendo determinazioni della struttura.
Si confrontava poi il nostro schema materialista con quello di altre ideologie, quali quelle volontaristico-immediatistiche (tipo Gramsci), staliniana e fascista, notando che queste fanno sì determinare un fenomeno dalla struttura economica, ma questa struttura economica agisce direttamente sulla Volontà e sulla Coscienza delle classi e degli individui. Per noi invece questa struttura agisce prima sulla Prassi, ovvero come attività, azione, e solo dopo questa Prassi il proletariato si può elevare alla Coscienza e alla Volontà, dunque al suo Partito storico.
Il nostro materialismo non è finalistico: prevede che l’acuirsi dello scontro di classe determinerà il rafforzarsi del Partito Comunista Mondiale e che quest’ultimo interverrà rovesciando lo schema, sovrapponendo la sua anonima e cosciente Volontà al movimento rivoluzionario rendendo possibile il parto della società futura. Immediatismo e volontarismo sono esclusi: lo schema è rovesciabile soltanto in quei rari momenti nei quali, per condizioni materiali, il modo degli uomini è in bilico fra passato e futuro.
La terza parte, che si è dovuto riassumere molto per rispettare i tempi prestabiliti per le numerose relazioni della Riunione, illustrava le leggi della dialettica con l’aiuto di citazioni soprattutto dalla Dialettica della natura di Engels e dai Quaderni filosofici di Lenin. La dialettica, il cui uso non è separabile dal materialismo, è innanzitutto la scienza “dell’universale interdipendenza” e del “movimento della materia”. Tutto è movimento e la quiete – fin da Galileo – altro non è che uno stato particolare del movimento. Tutto è correlato all’altro, agli altri fenomeni, e il metodo dialettico prevede l’abbattimento di ogni barriera posta tra le diverse discipline del conoscere, tanto naturali, quanto storiche.
Gli elementi che rendono costante il movimento della materia e che permettono a questa, in date condizioni, di fare dei salti e delle trasformazioni radicali ed improvvise, sono le contraddizioni che ogni essere e ogni fenomeno contiene nel suo esplicarsi. Quello che, ad esempio, nell’astronomia è la contraddizione fra attrazione e repulsione dei pianeti, è nella scienza storica la contraddizione, lo scontro, fra le classi, dovuto agli opposti interessi economici. Le leggi che regolano questo scontro fra poli opposti, questo sviluppo delle contraddizioni, sono da studiare nella causalità interna ed esterna di un fenomeno.