Partito Comunista Internazionale

[RG-77] Biologia e capitale

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La borghesia procede in tutto il mondo a spazzare via tutto ciò che ha di più sacro. Le notizie si accavallano e tutte sconcertano e spaventano la cosiddetta opinione pubblica, in particolare nella misura in cui non sono comprese. Le ultime riguardano la concessione del brevetto per isolare, selezionare e produrre cellule staminali d’animali transgenici; l’autorizzazione da parte del governo Blair alla produzione di cellule di tessuto umano da utilizzare per trapianto di tessuti in pazienti umani; la determinazione della sequenza genica di un individuo di homo sapiens da parte di una società privata.

 Queste notizie ed altre non meno importanti riportate sulla stampa quotidiana s’inseriscono in un processo storico che è definito dagli stessi borghesi “brevetto e commercio della vita umana” e che noi con le parole di Marx definiremmo “valore di scambio alla quarta potenza”, collegandoci ad una profetica citazione della Miseria della Filosofia. Questo valore di scambio è appena ai suoi inizi ma si annuncia d’estrema peculiarità per la stessa sopravvivenza della specie umana. Si fonda sul monopolio delle ultime forze produttive di potenza “divina” e che, se controllate dalla specie, potrebbero veramente trasformare l’uomo in Dio, materialisticamente inteso come natura che si conosce e si trasforma secondo un piano, e non casualmente.

 Il comunismo ha un suo atteggiamento circa i gravissimi problemi posti dalla cosiddetta rivoluzione biologica, già contenuto, in definitiva, in vecchi chiodi già confitti da babbo Marx. Il Partito nel campo della biologia molecolare, delle biotecnologie, della sperimentazione e commercio d’embrioni umani, del trapianto e commercio d’organi umani ha una sua peculiare posizione, discendente dalle sue tesi programmatiche, in opposizione frontale sia a quelle religiose, sia a quelle grandi-borghesi laiche, sia a quelle dell’accozzaglia filistea piccolo-borghese che a Seattle ha avuto la sua “giornata radiosa”.

 La nostra tesi, in estrema sintesi, è questa: proceda la borghesia a rendere l’uomo merce anche nella sua carne vivente, altro non sarà che un’estensione dell’universale prostituzione mercantile del rapporto salariale. Renda tutta la vita organica oggetto di mercato. Svilisca, alieni e azzeri l’individuo, a terrore e scandalo dei reazionari: lavora per la Rivoluzione. Renderà possibile che l’Uomo, dopo la rivoluzione e la cancellazione di ogni “brevetto” e monopolio, possa riprendere a studiare, senza l’incubo che le maligne sotterranee forze del mercato gli sottraggano le magiche creature del suo lavoro e del suo pensiero. Potrà allora riprendere a pensare a sé, discutere prima, sapendo di non sapere, per poi cautamente e lentissimamente estendere a sé stesso il suo millenario modellare la vita delle specie vegetali ed animali, stavolta con mezzi più potenti e secondo un piano finalmente di specie.