[RG-77] Irriformabilità del salariato
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Come ultimo rapporto ascoltavamo un esposto critico delle attuali invenzioni dell’economia professorale e della sociologia di ex-sindacalisti-di-regime, sempre costrette ad inventar nuovi inganni per assicurarsi dalla classe dominante la razione di lesso. Si prendevano a spunto due dei tanti saggi usciti di recente, che teorizzano, per intercessione di Santa Informatica, il superamento dei rapporti lavorativi tradizionali del capitalismo classico, nonché possibilità utopistiche di un “lavorare meno per lavorare tutti”, all’interno ovviamente del modo di produzione fondato sul salario.
Data brevissima lettura di tale esilarante letteratura si dimostrava quanto le fondamentali asserzioni di Marx e di Engels sui rapporti vigenti nella società capitalistica classicissima ed ottocentesca siano tipiche ed invarianti di tutte le fasi del ciclo vitale borghese. Solo la legge del valore scoperta da Marx arriva a spiegare la differenza fra costo di produzione e valore di produzione, tramite il sopralavoro proletario, e sola ha potuto nettamente prevedere tutta l’evoluzione posteriore del capitalismo, fino alle forme estreme e ultra mature attuali. Il proletariato si trova di fronte oggi lo stesso nemico di ieri, purtroppo difeso da sbirri e preti sempre più camuffati.