Partito Comunista Internazionale

Uno sciopero nel paradiso della “pace del lavoro”

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Da settimane si trascinavano inutilmente le trattative salariali alla Lavanderia Aare a Rheinfelden nel cantone Aargau finché i dipendenti arrivarono a denunciare pubblicamente i loro salari di fame. Quando, dopo pochi giorni la direzione, arriva a licenziare senza preavviso un delegato sindacale, i lavoratori – fatto scandaloso in Svizzera – decidono di riappropriarsi della loro unica arma di proletari, lo sciopero! Inizia al turno delle 4 di giovedì 4 maggio con la partecipazione di almeno la metà dei dipendenti. Subito il giorno dopo l’esecutivo del cantone incarica il presidente dell’Ufficio Arbitrale – quello che per la legge svizzera dovrebbe evitare la lotta di classe – di una mediazione fra le due parti, che viene però condizionata alla riassunzione del licenziato. Si muove anche il sindacato per riprendere il controllo del conflitto, avanza anch’esso la richiesta di riassunzione e la ripresa delle trattative salariali. La Lavanderia accetta subito tutte le richieste e si riprende quindi a lavorare.

 Il sindacato dopo questa dimostrazione di forza da parte dei dipendenti si dice sicuro di riuscire a fare passare alle prossime trattative salariali la sua richiesta di un salario minimo di 3.000 Franchi Svizzeri.