Partito Comunista Internazionale

Contro il collaborazionismo e in difesa del salario e della sicurezza sul lavoro i ferrovieri in Italia scendono in lotta

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Dopo poco più di un anno dalla strage di Brandizzo, dove cinque operai addetti alla manutenzione delle linee ferroviarie erano stati travolti e uccisi da un treno in corsa, il 9 ottobre la stessa sorte accade ad Attilio Franzoni, di 47 anni, a San Giorgio del Piano sulla linea Bologna-Venezia.

Già il 6 settembre lavoratori della manutenzione ferroviaria e l’8 settembre macchinisti e capitreno erano stati chiamati alla mobilitazione da varie sigle di base, contro i recenti accordi, firmati dai sindacati di regime, che, anziché occuparsi di un rafforzamento delle misure di sicurezza, andavano ad equiparare le condizioni dei manutentori della RFI a quelle peggiori delle ditte esterne, piuttosto che il contrario.

Il 12-13 ottobre la CUB Trasporti, il SGB (Sindacato Generale di Base), e l’Assemblea Nazionale PdM e PdB (Personale di Macchina e di Bordo) hanno indetto uno sciopero nazionale del personale viaggiante rivendicando consistenti aumenti salariali, contro gli accordi firmati dalla Triplice, e l’adozione di protocolli di sicurezza adeguati, anche riguardo agli orari di lavoro e alle ore di riposo.

La “Commissione di Garanzia”, sollecitata dalla direzione aziendale, nel frattempo aveva ordinato alle sigle sindacali di rispettare i termini di preavviso previsti dalla Legge 146 del 1990, e, prendendo a riferimento lo sciopero dei manutentori della settimana precedente, dichiarava “illegale” questa successiva azione sindacale.

I ferrovieri di Trenitalia, Italo e Trenord (Lombardia) hanno coraggiosamente rigettato queste minacce e sono scesi in lotta con una media del 70% di astensioni e punte fino al 90%, bloccando gran parte del traffico locale e numerose linee di lunga percorrenza e alta velocità.

Al di fuori e contro le Confederazioni, portatrici di contratti capestro, si organizzano e si mobilitano i ferrovieri. Che il risultato di queste lotte non sia solo il successo di queste rivendicazioni, ma la riorganizzazione verso il futuro ricostituirsi del Sindacato di Classe in tutte le categorie operaie!