Partito Comunista Internazionale

Il Patto Massimalista-Anarchico

Categorie: Anarchism, Spanish Civil War

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E’ in vista della difesa della “rivoluzione spagnola” che questo patto è stato concluso. Gli assassinati del 4 maggio a Barcellona, i seviziati di tutti i giorni a Valenza, Barcellona, Madrid, gli imprigionati nelle carceri “repubblicane” devono contemplare sinistramente questa farsa crudele che non cessa della “rivoluzione spagnola”.

Perché, si chiederanno i proletari, non fare un patto in vista della difesa delle vittime proletarie nei centri repubblicani allo stesso titolo che nei centri fascisti? Giacché questa è la situazione: si assassinano qui come là, da Franco come da Negrin i proletari  che non si piegano alle crescenti esigenze del regime capitalista che fa la guerra in Ispagna.

La risposta a questa questione non è difficile. Massimalisti ed anarchici sono infangati fino al collo nelle responsabilità degli avvenimenti spagnoli. Parlarono di “rivoluzione” nel luglio 1936 e mobilitarono gli operai per partire per la “Spagna rivoluzionaria”. Oggi che cosa dicono? Dicono forse che la guerra in Ispagna non è una guerra “rivoluzionaria”? Dicono che si sono sbagliati nel 1936? Ma nemmeno per sogno. Sarebbe troppo domandare a massimalisti ed anarchici i quali, perché non armati da una teoria marxista, hanno diritto a che non siano messi sul conto delle loro capacità intellettuali tutti i crimini che hanno commesso contro il proletariato.

Oggi come ieri massimalisti ed anarchici restano per la guerra, la vogliono combattere fino all’ultima goccia di sangue e Caballero in Ispagna resta una riserva per il capitalismo da impiegare forse quando Negrin sarà troppo discreditato per condurre al suo pieno sviluppo il massacro dei lavoratori.

Noi che parteciperemo ad ogni occasione che ci si presenterà di portare soccorso alle vittime del regime fascista o di quello repubblicano, dobbiamo mettere in guardia gli operai contro il tentativo politico di salvataggio delle loro correnti che fanno massimalisti ed anarchici. Questi sono definitivamente fissati al chiodo delle loro responsabilità, dei loro appelli del 1936 per la guerra, appelli interventisti che continuano d’altronde ancora oggi e la cui risposta proletaria non può consistere, come lo fu il caso nel 1917, che nello scatenamento della lotta di classe per fare, della guerra civile del capitalismo contro il proletariato, la guerra civile e rivoluzionaria del proletariato contro la borghesia.