La situazione internazionale
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Spagna
La battaglia si è intensificata in queste ultime settimane intorno a Madrid. E poiché la resistenza del proletariato, in una metropoli di un milione di abitanti, non si può così facilmente sabotare, sinora gli attacchi furiosi delle milizie italo-tedesche, che sembrano formare con i marocchini la massa d’assalto, sono stati ributtati.
Mentre la reazione ha concentrato tutte le sue forze per schiacciare la resistenza di Madrid — poi sarà la volta di Barcellona, se avanti il tradimento non sarà arrivato a conclusione — in tutti i restanti settori del fronte bellico regna la calma. Per gli strateghi del Fronte Popolare non si tratta di profittare per attaccare alla loro volta sui settori che il nemico ha sguarnito, ma di contro, di restare nella passività che significa un appoggio prezioso e decisivo all’attacco dei generali “faziosi”.
E nel frattempo le navi ribelli dominano il mare, catturando o calando a picco a tutto spiano e l’aviazione di Franco bombarda impunemente Madrid, Valenza, Barcellona stessa.
Nella sola Madrid, senza contare i sobborghi pure duramente provati. 980 edifici sono stati completamente distrutti, tra cui 14 scuole, 8 chiese, 4 ospedali e le vittime umane ascendono a 1921 uccisi, 3502 feriti, 430 spariti.
E sebbene otto mesi siano ormai trascorsi, il proletariato non ritrova il suo terreno di classe. La politica generale dei partiti cosiddetti proletari resta la stessa.
Gli anarchici restano abbarbicati al potere e avvallano, colla loro presenza, le mene controrivoluzionarie dei vari Caballero e Companys.
Essi perdono, a loro stessa ammissione, sempre più terreno anche in Catalogna.
Di pari passo è incontestabile il rafforzamento dei partiti borghesi e del centrismo, che si fa forte della manovra interventista di Mosca.
L’unico partito che comincia a veder chiaro sembra sia il POUM …, ma solo da quando è stato eliminato dal governo della Generalità di Catalogna e perseguitato come controrivoluzionario. A Madrid è stato disciolto, a Barcellona stessa è stato sospeso l’organo centrale.
Esso ha indetto recentemente una grande manifestazione politica in cui hanno parlato i vari capi Nin, Andrade, Gorkin. “Perché si deve dire al popolo la verità e la sola verità” ha dichiarato Nin, forse in omaggio alla sua breve permanenza come Ministro della Giustizia, dobbiamo affermare che la rivoluzione è attualmente in regresso.
Nel luglio, il potere dello Stato borghese era distrutto. Il potere era nelle strade. Il proletariato era in armi. Oggi è in corso un processo di ricostruzione del potere statale, distrutto il 19 luglio. Oggi il proletariato viene disarmato”.
Perché tutto questo? Nin si guarda bene di dirlo. Per averlo spiegato noi — quando il POUM era in auge e Nin sedeva nel governo — siamo stati tacciati di controrivoluzionari in una risoluzione del suo C.C. e a “Prometeo” si è vista rifiutata l’introduzione a Barcellona.