Partito Comunista Internazionale

Peggio di San Pietro

Categorie: Popular Front, Spain, Spanish Civil War

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Peggio di San Pietro

Il Fronte Popolare, anarchici compresi, ha dato prova di una solidarietà commovente. Nel tagliar la corda e scappare a Valenza abbandonando il proletariato di Madrid alle prese con il fascismo cui la sua politica di tradimento ha permesso di concentrarsi contro la metropoli. A tale proposito è comparsa sulla stampa una noterella che, se non vera, gli è tuttavia verosimile. La carovana dei ministri —pardon! dei consiglieri- aveva appena lasciata la capitale, che si vide nel primo villaggio arrestata dai proletari che imprecando alla loro viltà li costrinse, puntando contro le mitragliatrici, a tornare indietro. Duemila anni fa, secondo la tradizione, San Pietro, il pastore del gregge cristiano, aveva lui pure abbandonato Roma mentre infuriava la persecuzione contro i cristiani. Ma bastò che sulla via Appia s’imbattesse con Gesù perché si inducesse a tornare indietro ad incontrar il martirio. Ma i nuovi pastori del popolo spagnolo sono tornati anch’essi addietro, ma per subito dopo sfilare a tutta velocità verso Valenza su una di quelle autostrade costruite da Primo De Rivera di cui Caballero era anche allora consigliere.

E non esitiamo ad affermare che come “consigliere” della dittatura la sua posizione era meno ripugnante che nella attuale veste di “consigliere” del governo del tradimento.

“Madrid non cadrà ” assicura Largo Caballero dal suo sicuro asilo a Valenza.

Il fatto che sia possibile a ministri sedicenti “proletari” abbandonare i lavoratori in lotta e che, questo è peggio ancora, si trovino in Spagna e all’estero, chi li giustifichi è una prova inequivocabile del disorientamento e della dislocazione in cui è precipitato il proletariato internazionale e della vittoria che ha ottenuto la borghesia con l’appoggio diretto dei vecchi e dei nuovi traditori.

Sempre più nel fango

Il P.U.M. protesta… Vorrebbe collaborare più attivamente con la borghesia e questa non accetta i suoi servizi a Madrid. Vuole partecipare alla Giunta di difesa di cui fanno parte già i rappresentanti di tutti i partiti “antifascisti” cui il governo rimpastato di Caballero ha affidato l’incarico di difendere la città “fino alla fine” mentre lui se ne scappava a Valenza. Il P.O.U.M. protesta, vuole il suo posto tra i traditori che inchiodano gli operai in una tomba di acciaio. A che pro? Il posto del P.O.U.M. è già ben marcato in due dei suoi ultimi manifesti. Si è immerso nell’ignominia di un tradimento che non riesce a dissimulare con le sue frasi “trosckiste”.

Poco dopo l’assalto dei social-centristi di Madrid al locale della gioventù comunista iberica il P.O.U.M. ha avuto il coraggio di lanciare un manifesto per salutare l’intervento della Russia in Ispagna e riconoscervi non l’intervento del capitalismo mondiale, ma l’aiuto del proletariato russo. Solo dei traditori possono accreditare la manovra della Russia che interviene con i suoi aeroplani e con i suoi tanks quando Caballero ha organizzato il suo esercito regolare e quando bisogna mantenere ad ogni costo gli operai sui fronti territoriali con la illusione che, malgrado tutto, lottino per il socialismo. L’intervento della Russia è dello stesso tipo dell’intervento dell’Italia, della Germania o della Francia; esso tende a distruggere il proletariato mantenendolo lontano dal suo cammino di classe ed attorno alla mistica capitalista dell’ “antifascismo”. E l’ironia delle cose ha voluto che sia proprio la sezione del P.O.U.M. di Madrid che affaccia posizioni trotskiste a salutare il beccamorto sovietico ed accreditarlo fra gli operai.

Finalmente un’altra manifestazione deve essere ricordata. Il 4 novembre, nel momento in cui si tramava già con l’aiuto della C.N.T. la fuga di Caballero, a Madrid il P.O.U.M. lanciava un manifesto con la parola d’ordine “mobilitate e mobilitatevi!” Un solo obiettivo, una sola volontà e noi passeremo sul fascismo.

Neppure una parola per mettere in guardia gli operai contro la “quinta colonna” di Mola, quella dei Caballero che pugnalano gli operai e ne preparano il massacro. Fino alla vittoria e fino alla morte dirà il P.O.U.M. agli operai come la socialdemocrazia del 1914 diceva agli operai: fino all’ultimo uomo.

Ma l’impudenza di questi messeri va oltre. Per l’anniversario della rivoluzione russa, sotto l’egida di Companys, dell’ambasciata sovietica e dei partiti repubblicani e social-centristi e della C.N.T., sarà organizzata a Barcellona una manifestazione. All’inizio il P.O.U.M. non sarà invitato ed ecco il P.O.U.M. che protesta manifestando il desiderio di partecipare al corteo posto sotto l’egida dei fucilatori di Mosca che il P.O.U.M. aveva denunciato, sia pur timidamente, due mesi avanti. Ma i tempi sono passati e il P.O.U.M. è divenuto un partito governamentale a Barcellona. E la borghesia che sa apprezzare i suoi servitori ha accolto la richiesta del P.O.U.M. e gli ha permesso di partecipare accanto alla C.N.T. e alla F.A.I. ad un corteo che fu tutto un insulto agli assassinati e a tutti quelli che gemono nelle galere sovietiche. Il P.O.U.M. può essere contento: può figurare nei cortei capitalisti mostrando di essere ben degno di collaborare con la borghesia. E se per caso la C.N.T. od i social-centristi lo trascurassero in qualche manovra tendente a strangolare sempre più gli operai, a opporre lo sbarramento delle “consegne sindacali” a proletari delle officine che non possono più lottare per le loro rivendicazioni, esigere il pagamento delle ore supplementari e che devono lavorare “più che avanti il 19 luglio” per vincere la guerra “antifascista”, basterà al P.O.U.M. di protestare ancora una volta perché gli sia rilasciato il posto che gli compete nella funzione controrivoluzionaria.

Però i dirigenti del P.O.U.M. non si facciano illusioni che se sarà facile domani per loro tornare a formulazioni radicali e alla demagogia rivoluzionaria, non sarà così facile per essi far dimenticare il loro tradimento. Questo partito, fratello degenere del massimalismo che gli operai italiani conoscono bene e che ha loro costato sì caro, può elaborare a iosa risoluzioni internazionali per rabberciare i brandelli del Bureau di Londra financo gabellandosi di nuova internazionale. I lavoratori di tutti i paesi però non si lasceranno ingannare e si allontaneranno abbandonando nel brago il P.O.U.M. ed i suoi alleati.