Partito Comunista Internazionale

Punti oscuri

Categorie: Spain, Spanish Civil War

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Esiste nel corso degli avvenimenti di Spagna tutta una serie di quelli che chiameremo “punti oscuri”.

La ribellione dei generali scoppia con una preparazione talmente meticolosa che non può essere avvenuta senza che sentori siano giunti al governo al potere, quello del Fronte Popolare. Generali notoriamente ostili ad esso riempiono i quadri dell’esercito e possono liberamente dislocarsi per complottare. Il governo nulla sa. Scoppiato il movimento, il suo primo atto è quello di cercare il compromesso coi “faziosi”. Ecco un primo punto oscuro. Sono i proletari che s’armano di loro iniziativa e spazzano di botto la rivolta degli ufficiali e dei preti loro alleati a Barcellona ed a Madrid. Il governo non può che “legalizzare” il fatto compiuto. Arma o meglio lascia armarsi i proletari e li invia su un fronte militare dove saranno impotenti davanti ad una forza numericamente inferiore ma tecnicamente troppo preponderante. Lascia sino dal primo momento al “nemico” il vantaggio dell’iniziativa pur disponendo delle linee interne che avrebbero dovuto essere decisive. Subisce passivamente il corso degli avvenimenti che gli vengono imposti. Mentre resta impotente davanti Saragozza, a Toledo dove non riesce neppur espugnar l’Alcazar, davanti Oviedo, lascia cadere successivamente Irun, San Sebastiano, liberar Toledo, preparar la marcia su Madrid. Ecco un secondo punto oscuro. La superiorità tecnica del nemico è troppo schiacciante, si obietterà. Oggi forse sì. Ma in un primo momento in cui “teoricamente” sarebbe stato padrone del mare — gran parte della flotta e tutti i piroscafi mercantili facilmente trasformabili in incrociatori ausiliari — il governo del Fronte Popolare ha lasciato impunemente sbarcare ripetuti rinforzi dal Marocco, covo dei ribelli, nella penisola. Tutta la sua iniziativa è stata una inutile spedizione contro le Baleari, conclusasi ai suoi danni e beffe. Mancano i fucili? Ma chi vorrà seriamente sostenere che in possesso di grandi città come Barcellona, Madrid o Valenza, dotate di industria metallurgica ed almeno in un primo tempo anche dei centri minori dove esistevano fabbriche di armi, sia impossibile approntare un materiale bellico per la lotta? L’Abissinia no che non poteva improvvisare una industria di guerra, ciò che non si può asserire per la Spagna certamente anche se deficiente per non aver partecipato al conflitto mondiale. Sorvolo l’argomento decisivo che di fronte al “nemico” meglio armato ma numericamente altrettanto inferiore ci sarebbero state nelle masse proletarie —se realmente si avessero volute mobilizzare- possibilità inesauribili di resistenza. Il governo fa del suo meglio adunque per essere battuto. Altro punto oscuro…

I bollettini del governo —vederne i titoli di scatola anche nella Batalla organo del Poum- cantano vittoria su tutti i fronti. Ma questi asseriti successi si concretizzano, nella realtà, con massacri di operai ed avanzata continua del “nemico”. Perché il proletariato non venga allertato sulla sorte che lo attende e che già gli sovrasta. A Irun i proletari che sono restati per battersi sono stati privati delle armi e gettati inermi in preda alle iene del fascismo. Davanti l’Alcazar le truppe del governo battono in ritirata abbandonando alla loro sorte nuclei di proletari che non possono che finire col soccombere nella impari lotta.

La reazione militar-fascista fucila spietatamente a centinaia, a migliaia, i proletari in tutte le località che rioccupa o dove è imbattuta: a Badaioz, a Irun, a Toledo come a Saragozza, a Merida. A Corugna, al Ferrol… Vuole col terrore premunirsi da ogni conato di riscossa. Dove impera il Fronte Popolare sono generalmente solo i pesciolini piccoli che pagano le spese: qualche ufficiale subalterno, qualche gerarca locale… Solo tre generali sono stati finora passati per le armi. Altri, semplicemente arrestati, sono lasciati fuggire come il famigerato Anido, il boia del proletariato di Barcellona. I magnati, i pescicani della finanza e della industria, il grosso clero, i ministri reazionari sfuggono traverso le maglie allentate dei “tribunali del popolo”.

Si potrebbe continuare a sazietà nella elencazione di questi “punti oscuri”.

Ma come diventano chiari, cristallinamente chiari appena che si pensi che destra o sinistra, Franco o Azana, hanno un unico nemico comune, un vero nemico: il proletariato che lotti per la sua emancipazione!