Marketing elettorale
Categorie: Electoralism, Italy
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La lunga campagna elettorale tra i due schieramenti sta consumando i suoi logori riti: polemiche, spauracchi agitati e camarille vengono proposte ed imposte per convincere il fantomatico corpo elettorale che si scontrano programmi assolutamente inconciliabili ed alternativi, quando invece, nonostante i loro sforzi di telegenia e arguzia, si è scoperto ancora una volta che i programmi sono tutti identici! Su temi nevralgici come peggioramento delle condizioni di lavoro e smantellamento di quel poco di welfare sono concordi, ed anche sulla demagogia spicciola (tasse, sicurezza, ambiente, immigrati) gli slogan “politicamente corretti” degli uni si confondono sui decametri quadri di manifesti degli altri! Il “destro sorridente” sarebbe paladino dei pensionati al minimo, il “sinistro” fa la faccia seria sulla “sicurezza” dei cittadini…
La verità è che, rappresentanti tutti della borghesia italiana, non possono che essere allineati ed esprimere le linee di interesse obbligate dell’imperialismo italiano. Sulla guerra in Kosovo prima, sulla conferenza dell’Unione Europea di Nizza poi entrambi i “poli” hanno tenuto la stessa posizione, per atto di “responsabilità verso il Paese”, come direbbero. Le differenze quando ci sono vertono su interessi legati a opposti gruppi di pressione borghesi e alla gestione particolare di risorse pubbliche: concessioni, appalti, sanatorie…
“Rifondazione” pascola il suo elettorato sul fieno secco dell’olografia stalinista. Orfani del mentito socialismo russo, del Patto di Varsavia e del Maresciallo Tito, i rituali e senza vita ammiccamenti a Milosevic, l’anti-americanismo e filo-europeismo certo non vanno nella direzione della politica internazionalista del proletariato ma sono piagnistei ribellisti senza altro fine se non quello di tener lontani i proletari, che si collabora ad intruppare verso le urne repubblicane, dal programma comunista e dal partito comunista, storico e formale.
Il Governo di Centro-Sinistra, cui oltre ai DS fanno parte i Comunisti Italiani di Cossutta, getta briciole elettorali sulle folle, ma da lontano le istituzioni finanziarie del Capitale inorridiscono a queste manovre demagogiche e additano al Governo una politica fiscale più severa per frenare i conti pubblici dissestati, nonostante le fanfare di risanamento maastrichttiano: certezza di nuove stangate antioperaie nel dopo-elezioni.
Mentre le condizioni del proletariato peggiorano e l’economia capitalistica prosegue a falciare la piccola borghesia, funzionando secondo il meccanismo scoperto dal marxismo, le contraddizioni si ingarbugliano a tal punto che le soluzioni allo studio della classe dominante italiana sono drastiche: l’imperialismo ha riportato a suon di bombe all’uranio la guerra di distruzione in una regione della vecchia Europa, preavviso di scenari più generalizzati.
Il proletariato non deve farsi accecare dalle finte contrapposizioni destra/sinistra borghesi, deve tornare al suo Programma storico di emancipazione e alla milizia rivoluzionaria nel vero Partito Comunista.