Distingue il nostro partito
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Fin dal suo sorgere, nel 1952, il nostro partito, il Partito Comunista Internazionale, su ogni sua pubblicazione, giornali, riviste, testi, ha sempre stampato ben in evidenza il “Distingue il nostro partito”. Questa breve “manchette” che da cinquanta anni accompagna tutta la nostra stampa è servita e serve a definire “chi siamo e cosa vogliamo” e chiunque abbia avuto, anche solo una volta, l’occasione di avere in mano una nostra pubblicazione, ancor prima di leggere il primo articolo, attraverso questi sintetici punti è stato messo a conoscenza del nostro invariante programma.
Il lettore attento, o malizioso, e ne abbiamo sia di questi sia di quelli, notando il cambiamento della suddetta “manchette” si chiederà cosa ci sia sotto, perché questo cambiamento oggi dopo tanti decenni di cocciuta ripetizione.
Il problema sta in questi precisi termini. Nel 1952 il Partito Comunista Internazionale aveva un’organizzazione praticamente ristretta al solo perimetro italiano e la manchette, egregia nella sua sintetica formulazione, era adattata a lettori italiani. Quando si formarono sezioni del partito in altri paesi, la traduzione della “manchette” nelle diverse lingue, francese, inglese, spagnolo, tedesco, mantenendo i medesimi concetti, variava leggermente, sia nell’intento di evidenziare aspetti del tragitto rivoluzionario, e controrivoluzionario, più evidenti e caratteristici per il lettore locale, sia nell’intenzione delle sezioni di più recente formazione di renderne migliore la formulazione.
L’attuale nostra organizzazione politica, sebbene ancor oggi debole numericamente, ha tuttavia esteso la sua ramificazione in vari paesi e fa arrivare la sua voce anche dove compagni non ne ha. Questo ci ha determinati all’attuale cambiamento: unico è il nostro programma rivoluzionario, al di sopra dei diversi idiomi, unica la nostra bandiera, unico sia anche il motto che ci contraddistingue.
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Marx rappresenta la dottrina del comunismo rivoluzionario nel suo insieme e Lenin è il restauratore accreditato di questa dottrina, specialmente dopo il tradimento socialdemocratico del 1914/18.
La costituzione della III Internazionale volle essere la traduzione pratica della dottrina rivoluzionaria e della sua restaurazione.
Riferimento indispensabile alla nostra caratterizzazione è la nascita del Partito Comunista d’Italia; il nostro attuale partito ha con Livorno 1921 una continuità diretta ed inscindibile, maggiore che con la stessa Rivoluzione russa e l’Internazionale. In breve: deriviamo dalla Sinistra Comunista Italiana.
Per la stessa ragione specifichiamo che la lotta contro la degenerazione di Mosca non è quella del generico antistalinismo, ma quella che con estrema coerenza venne condotta dalla Sinistra Comunista Italiana.
Nella versione italiana e francese è stato mutuato dalle altre il rifiuto dei Fronti Popolari, scontato perché, in definitiva, non si tratta che di tattica socialdemocratica e non rivoluzionaria. Tuttavia, soprattutto in considerazione dell’esperienza spagnola, dove al fronte popolare oltre agli stalinisti e socialisti aderirono anche cosiddetti rivoluzionari (trotskisti, anarchici, etc.), abbiamo ritenuto opportuno ribadire la nostra netta opposizione e condanna al metodo di quella doppia strategia che pretendeva di conciliare fini rivoluzionari e di classe con agitazioni e rivendicazioni frontiste, democratiche, popolari. Infine, fu proprio il fronte popolare spagnolo a tenere a battesimo i blocchi partigiani e a dar loro una prima giustificazione teorica.
Per il resto l’originale “manchette” in lingua italiana è stata mantenuta alla lettera nelle diverse traduzioni.
In definitiva le nostre parole d’ordine sono state solo lievemente precisate per renderle omogenee nelle varie lingue e per meglio proclamare ciò che sempre abbiamo proclamato.