Partito Comunista Internazionale

Introduzione a “Per i funerali delle vittime del “Diana” “

Categorie: Italy, PCd'I

Questo articolo è stato pubblicato in:

Nel marzo 1921, quando in tutta Italia già s’era scatenata l’azione fascista tendente ad applicare metodi di terrore verso le organizzazioni e le sedi del movimento proletario e rivoluzionario, si verificò a Milano un episodio che fece enorme impressione.

Durante uno spettacolo nel cinematografo «Diana» una carica di esplosivo, collocato sotto le seggiole, scoppiava nel buio, ferendo vari spettatori, alcuni dei quali decedevano e determinando un panico spaventoso.

Gli autori non furono scoperti, ma l’opinione borghese vide nel fatto una manifestazione contro-terroristica di elementi estremisti che avrebbero voluto così protestare contro le incursioni e le uccisioni fasciste.

Le vittime erano elementi indifferenti ed alcune di modesta condizione sociale. Era ovvio il piano di suscitare l’indignazione generale e nello stesso tempo di riversare le responsabilità sugli estremisti e provocarne pietose scuse e proteste di incapacità di nuocere.

Stava per prodursi nelle file proletarie lo smarrimento che, dopo le revolverate nel consiglio comunale di Bologna, aveva determinato lo schiacciamento del movimento estremista in quella rossa città, e l’inginocchiarsi dei partiti dei lavoratori.

A Milano, il Partito Comunista, da poco costituito a Livorno, reagì con il manifesto che riportiamo. Esso sollevò la vana incanata di tutti gli avversari social-democratici compresi, si capisce; sollevò anche qualche esitazione di compagni che volevano includere almeno una frase che deprecasse come non marxista il metodo dell’atto individuale e del terrore per il terrore, ma fu contributo importantissimo alla salvezza del proletariato di Milano, che non permise alle squadre terroriste nere, prima e dopo l’ottobre 1922, di passeggiare impunemente per le vie della grande città rivoluzionaria e di vedere i lavoratori nascosti o assenti.