Lo sciopero inglese conferma la necessità della più generale lotta e organizzazione operaia
Categorie: 1984-1985 UK Miners' Strike, NUM, UK
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Dopo 10 mesi lo sciopero dei minatori entra in una fase decisiva. Dopo il fallimento del tentativo degli imprenditori di provocare un abbandono di massa dello sciopero attraverso incentivi per il ritorno al lavoro, nel periodo prenatalizio, og gi entrambe le parti stanno valutando le rispettive posizioni, Ma, anche se un abbandono di massa dello sciopero non si è verificato, dall’inizio dell’anno si constata uno stillicidio continuo della forza degli scioperanti. Circa un migliaio di minatori alla settimana stanno tornando al lavoro. Comunque, nonostante questo ancora il 60% dei minatori rimangono in sciopero.
Sfortunatamente per i minatori l’economia britannica non è rimasta sufficientemente colpita durante questo inverno dalla mancanza dei rifornimenti di carbone.
L’inverno è appunto l’appuntamento decisivo per qualsiasi sciopero delle miniere in Inghilterra, essendo questo il periodo in cui il carbone è più necessario. Era così l’attesa dell inverno che teneva alto il morale de gli scioperanti, sicuri che quanto più si avvicinava, tanto più sarebbero aumentate le possibilità di successo.
E questo nonostante le dichiarazioni di Scargill che mai aveva previsto né si era augurato difficoltà nelle forniture di energia elettrica per i consumi industriali e domestici. Questo naturalmente corrisponde alla attitudine dei diri.lgenti della National union of miners, a schierarsi prima di tutto dalla parte della difesa dell’economia nazionale, come risulta dalla loro rivendicazione di un piano per la difesa delle miniere di carbone. Attitudine che già di per sé contiene la sconfitta dello sciopero.
Sta di fatto che gli scioperanti confidavano invece di poter mettere in difficoltà l’economia, ma ciò non si è verificato. La CEGB (Società elettrica nazionale) era pronta ad affrontare questa situazione. Da un lato è riuscita a diminuire i con sumi nelle ore di punta operando sulla frequenza di rete, e ottenendo dalle industrie temporanee sospensioni dei consumi nei momenti critici.
Dall’altro ha incrementato suoi consumi di petrolio, essendo evidentemente numerose centrali già predisposte alla conversione dal carbone al petrolio.
Inoltre quantità di carbone stanno pervenendo dagli Stati Uniti, dalla Germania Est e Ovest. Vengono scaricate in piccoli porti della costa orientale e trasportati alle centrali e alle fonderie da piccoli trasportatori.
Lo stillicidio del ritorno al lavoro dei minatori rende inoltre possibile, se non una ripresa sa consistente della produzione, lo sblocco degli stoks che possono in molti casi essere prelevati e trasportati al contrario di qualche tempo fa.
Le accanite lotte per impedire i movimenti delle riserve di carbone si sono così molto affievolite ed un importante risultato per il governo sarà quello di riuscire a sbloccare la situazione dei trasporti ferroviari, dove numerosi lavoratori si sono rifiutati di trasportare i carichi di carbone.
Dunque la solidità dello sciopero si va incrinando. Lo Yorkshire sta dando i primi segnali, mentre il South Wales è ancora molto forte con quasi tutte le miniere ancora chiuse. L’atmosfera è pessimistica, ma non ancora da sconfitta. Molti dichiarano che non torneranno al lavoro prima di aver raggiunto l’accordo, si dice che lo sciopero po trà andare avanti ancora fino a Natale prossimo.
Tuttavia appare chiaro che si arriverà a un compromesso e l’unica incognita è quale tipo di compromesso. Se lo Stato può assicurarsi sufficiente quantità di carbone dalle miniere che stanno lavorando, dalle riserve sbloccate e dalle importazioni, il successo sarà definitivamente in suo favore, anche se più di metà dei minatori sono ancora in sciopero. L’unica arma in mano dei minatori: la solidarietà di classe delle altre categorie, lo sciopero degli altri lavoratori al loro fianco. Ma ciò è appunto quello che i dirigenti delle Unions hanno cercato fin dall’inizio di evitare. In questo sono finalmente attivi e fraterni collaboratori del governo Tatcher.