Prima i bastoni poi i tribunali contro i minatori inglesi
Categorie: 1984-1985 UK Miners' Strike, NUM, UK
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La Gran Bretagna può forse essere rm considerata la patria del Patto Sociale, ma non c’è niente di meglio per metterlo in crisi di una lunga e dura lotta economica, il cui polverone non accenna ancora a posarsi.
Il governo continua a vantare una vittoria sui minatori che si dimostra sempre più come una vittoria di Pirro, almeno per i costi finanziari che ne discendono. Ma la vera vittoria borghese è in senso politico, che deve essere sfruttato a tutti i costi. Questa è una ragione per cui gli scioperi dei minatori mostrano non solo che giustizia «va fatta”, ma anche che giustizia να vista fare: coloro che hanno osato scioperare e solo alzare in sfida i pugni vanno puniti esemplarmente con tutto il rigore della legge. Purtroppo, non sempre le cose vanno secondo le previsioni.
Si sono recentemente conclusi due processi a minatori accusati di aver partecipato a sommosse. Secondo la legge inglese una “sommossa » è definita come un fatto nel quale tre o più persone si trovano a “porre in esecuzione un fine comune con uso di forza o violenza», aiutandosi vicendevolmente, se necessario sempre con l’uso di forza o di violenza, contro chiunque li contrasti. La pena massima per il crimine di sommossa è l’ergastolo! Questi due processi riguardavano disordini verificatisi all’esterno dell’ufficio di zona dell’NCB a Doncaster ed all’im.pianto per il coke a Orgreave, entrambi nel giugno dell’anno scorso. Che scontri ci furono nei luoghi e date citati nessuno può osare negarlo, in quanto vi è un’abbondante documentazione fotografica e televisiva, già somministrata con dovizia ai telespettatori inglesi, sugli scontri tra polizia e picchetti. L’unico dettaglio mancante era la prova che i minatori presenti sul posto fossero attivamente coinvolti nella sommossa. A questo punto sono cominciati i problemi per gli irreprensibili tutori della legge e della giustizia. Le prove portate dai poliziotti (soprattutto testimonianze) si sono dimostrate non del tutto perfette, cioè spesso contraddittorie, ma quando, infine, si sono trovati tutti d’accordo è apparso lampante che la nuova versione era stata preparata a tavolino da un’unica persona. Mentre per il processo di Orgreave il responso è stato un non luogo a procedere, dopo sei settimane di udienze, a Doncaster il processo è terminato dopo due mesi con un verdetto di non colpevolezza. Le autorità giudiziarie ne hanno tratto motivo di grande preoccupazione, non tanto per lo scagionamento dei minatori in sé, ma perché i due processi sono costati allo Stato 750 mila sterline e non c’è nemmeno uno straccio di condanna a giustificare la spesa: un investimento sbagliato!
Durante il processo di Orgreave è saltato fuori un manuale preparato da un gruppo di ufficiali della polizia alla vigilia degli scontri del 1980 e 1981. Si tratta di un manuale di comportamento, sul modo di condurre le azioni di repressione in tali situazioni, con metodi strettamente legali e non « strettamente” legali. Vi si legge che i poliziotti devono « correre verso la folla in coppie per disperdere e o rendere incapaci » i componenti di della folla; ma che significa « rendere incapaci »? Convincere? Ammettere? Ma andiamo avanti. Un’altra manovra consiste nel correre in avanti per disperdere la folla e rendere incapaci i lanciatori di oggetti ed i capi, colpendoli in modo controllato con i bastoni sulle braccia, sulle gambe e sul tronco in modo da non causare ferite gravi ». Che meravigliosa polizia! Riesce a «rendere incapaci” senza produrre ferite gravi, deve essere merito dell’eccezionale addestramento che ricevono. Più avanti nel manuale si legge la raccomandazione per la Polizia a cavallo di disperdere la folla utilizzando « la paura creata dall’impeto dei cavalli ». E le centinaia di foto che mostrano i poliziotti a cavallo mentre bastonano indiscriminatamente persone presenti ma che non stavano partecipando ad alcun disordine? Altre tattiche prevedeno 51/72 i cavalli allineati in doppia fila e lanciati al piccolo galoppo nella folla; oppure l’intonare canti ed il battere ritmico dei bastoni sugli scudi, che dovrebbero avere « un effetto calmante sui poliziotti », ma che in realtà li portano ad un’esaltazione che rende più facile il riversare le loro frustrazioni sulla popolazione locale. Qualche capo del Labour Party ha espresso «orrore” per l’esistenza di questo manuale. Ma solo chi vive delle sue fantasie può sorprendersi che una cosa simile si sia potuta scrivere nella «democratica” Inghilterra. Uno sguardo anche frettoloso ai libri di storia del movimento operaio non può che mostrare come non stia succedendo niente di nuovo. Anche se le attrezzature cambiano, la tattica è sempre la stessa.
Notizie più recenti sui fatti di Orgreave (solo adesso qualcosa comincia a trapelare dopo un black-out totale di notizie su quegli avvenimenti) dimostrano come la polizia fosse organizzata come un esercito medioevale. I poliziotti erano circa 8.000, e via via che, a partire dalle 6 del mattino, gli operai arrivavano, li spingevano verso un grande spazio aperto di fronte allo stabilimento. Nel commento di un minatore gallese gli operai si sentivano come “l’incrociatore Belgrano, portato li per essere affondato ». Quando l’arrivo dei camion che trasportavano carbone provocò un certo sommovimento nella folla dei minatori, lo schieramento dei Poliziotti si apri per permettere alla cavalleria (sempre polizia) di caricare la folla. I minatori scaraventati a terra furono arrestati per sommossa; quelli lenti a scappare furono bastonati dalla fanteria che seguiva i cavalli. Dopo circa tre ore i minatori si ripresero, cominciarono a bombardare la polizia con proiettili vari ed eressero barricate, ma ormai era tutto finito. Le vantate truppe d’assalto di Scargill si dimostrarono del tutto impreparate a questo tipo di azione. Il commento che Marx fece, scrivendo a Engels sugli scontri sul Reform Bill, di
Hyde Park, a Londra, nel 1866, sembra ora assai appropriato.
Egli scriveva scriveva il 27 luglio: “L’inglese ha bisogno prima di tutto di una educazione rivoluzionaria… Una cosa è certa, questi testoni John Bulls, la cui chiorba sembra fatta su misura per i bastoni degli sbirri, non arriveranno a combinare mai niente finché non avranno uno scontro veramente sanguinoso col potere costituito…..”
Tornando ai minatori. Molti di loro stanno ancora attendendo un processo, molti altri che erano stati licenziati sono stati riassunti, spesso però con la perdita della loro anzianità di servizio (che ha effetti su pensioni ed altri benefici). In questo quadro si sta svolgendo l’ultimo atto della mancanza di direzione di classe che ha caratterizza lo sciopero: la separazione della sezione del Nottinghamshire dal NUM. Per ora è stata impedita con il ricorso al giudice borghese con appigli legali, in quanto la scissione può avvenire solo dopo una modifica dello statuto del sindacato, il che richiede una votazione segreta ed una maggioranza particolarmente alta. Ma gli scissionisti hanno sempre a loro disposizione l’altra strada di iscriversi individualmente ad un altro sindacato, quello che nacque durante lo sciopero tra chi non intendeva scioperare, a Dur-ham. Se la separazione avviene nel Nottinghamshire, altre aree dei Midiands è probabile che si accodino; in tal caso la spaccatura sarebbe generale. E sarebbe l’ultimo misfatto di una direzione che ha colpevolmente condotto lo sciopero per un anno.