Partito Comunista Internazionale

Rinfrescare la memoria Pt.2

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In un precedente articolo, sulla scorta delle dichiarazioni tattiche e programmatiche del P.C.I., si è dimostrato come, dal 1945 al 1946, i nazionalcomunisti abbiano gettato le basi della formazione di una «coscienza politica» patriottica, democratica, anticlassista ed anticomunista. Proseguiamo col 1947.

Siamo all’inizio del 1947, nell’età aurea delle «tattiche» a lunga scadenza. La conferenza nazionale di organizzazione del P.C.I. (Unità  del 7 gennaio 1947) parla delle «grandi realizzazioni del P.C.I. strumento al servizio dell’Italia e della democrazia». Secchia sottolinea: «Noi difendiamo gli interessi del paese, perché noi comunisti (?!) non abbiamo stimolato una sola azione, non abbiamo condotto una sola agitazione che non si conciliasse con gli interessi di tutti gli italiani» (compresi, evidentemente, capitalisti,strozzini, preti, ecc.). Naturalmente, quando si è «al servizio della patria» si è contro il pericolo rappresentato da ogni avanguardia rivoluzionaria: «Questi nemici, trotzkisti, pseudo-internazionalisti, pseudomarxisti integralisti, pur nella loro inconsistenza organizzativa, data la critica situazione italiana possono costituire un pericolo come veicolo della provocazione».

Servire la patria, dunque. Sull’ Unità dell’8 gennaio, Scoccimarro aveva già scritto: «E’ necessario difendere l’indipendenza del Paese. Oggi siamo arrivati al punto che, dopo una lunga lotta, siamo riusciti ad avviare la politica finanziaria del governo italiano per una nuova via. Il prestito chiusosi in questi giorni è stato il primo passo per questa via» (una bella via davvero, a giudicare dai risultati). Il vanto del neo-ministro delle finanze «comunista» è, fra gli applausi dei compagni, di «aver assicurato il pareggio del bilancio ordinario dello Stato italiano» (che vuol dire pompare casse dirette e indirette).

Alla stessa conferenza, terza giornata, Sereni: «La realtà è che, nel campo dell’azione ricostruttiva ed assistenziale, si sta realizzando in Italia, ad opera delle forze democratiche ed in primo luogo del nostro partito un grande fatto storico. Di questo grande fatto storico non è protagonista nessun ministro e nessun onorevole (senti che modestia!); sono protagonisti migliaia e decine di migliaia di uomini e donne, di umili donne del lavoro, di figli del bisogno e della lotta»; il grande fatto storico  è … l’assistenza a carattere corporativistico. Fra pareggio del bilancio ed elemosina, avanti nella ricostruzione della patria. Conclude la conferenza il «migliore»: «Il P.C.I. non cadrà nella trappola che le manovre anticomuniste tentano di preparare nel suo cammino; il P.C.I. alle manovre di quei gruppi che tendono a spingerlo su posizioni estremiste senza via d’uscita risponderà mantenendosi sempre più fermamente sulla strada della democrazia e battendosi per spezzare le barriere che si vorrebbero porre allo sviluppo democratico del paese».

Sull’ Unità del 19.1.47, nell’articolo di fondo: «Dove vai? Porto pesci» Togliatti scrive: «Ho detto … dobbiamo fare non una politica ristretta di classe ma un’ampia politica nazionale; per il rinnovamento dell’economia italiana è necessario stabilire contatti e alleanze fra la classe operaia e le altre classi lavoratrici e queste alleanze possono e debbono arrivare fino a determinati gruppi delle classi possidenti e operose dell’industria e del commercio». Evidentemente, le «classi possidenti e operose» non avevano molta voglia di alleanze con la classe operaia se nello stesso numero si legge di disoccupati («sobillati da elementi provocatori») che assaltano la prefettura provvidenzialmente contenuti da carabinieri e celere (allora si diceva un gran bene di entrambi le armi). Aveva ragione Mario Montagna di scrivere: «Noi che abbiamo dato troppe prove del nostro patriottismo…» (Unità, 29 gennaio 1947).

Si apriva frattanto la prima crisi della coalizione Togliatti-De Gasperi. Velio Spano, augurandosi che la crisi si risolvesse con un nuovo governo tripartito, preannunciava in caso contrario che «un governo costituito da soli democristiani o dalla D.C. più elementi di destra non potrebbe avere che una vita di pochi mesi o di poche settimane, forse di pochi giorni». Proprio così … di pochi giorni: come previsione non c’è male, per un santone tipo Spano.