Rinfrescare la memoria Pt.5
Categorie: Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano
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Che i nazionalcomunisti incassassero la pedata di De Gasperi nel giugno 1947 risulta da tutte le loro dichiarazioni. «Esser fuori dal governo D.C. non impedisce in nessun modo ai comunisti di continuare e intensificare la loro attività costruttiva per la soluzione di tutti i problemi che angosciano i lavoratori italiani e tutta la nazione…». Per far questo, udite, udite!: «I comunisti continueranno a difendere la lira… nell’interesse del risparmio e del lavoro … a propugnare un programma di ricostruzione che, senza opprimere le sane forze produttive ecc… a combattere per l’indipendenza nazionale e per la difesa della dignità della nazione italiana». Insomma, un’opposizione costruttiva: «Il nuovo programma De Gasperi è ancora quello del tripartito» (Unità del 10.6).
Non vi basta? Leggete quello che dichiarava Scoccimarro alla Costituente (Unità del 17.6) : «Noi staremo all’opposizione con lo spirito di un partito di governo il quale sa che prima o poi la volontà popolare gli affiderà nuovamente la direzione del paese». Insomma, patrioti al governo, patrioti fuori, il lealismo democratico innanzi tutto: altro che «contrasti inconciliabili col governo nero». Sono di quei giorni i più palpitanti discorsi di «amor patrio» di don Palmiro, roba da far vomitare perfino un nazionalista per la pelle: «Il nostro regime democratico si deve sviluppare a seconda del nostro genio nazionale (!) ed esso avrà la sua impronta che non sarà né americana né inglese né francese né sovietica ma italiana… Combatteremo una grande battaglia democratica perché l’Italia ritrovi uno slancio unitario di rinnovamento» (Unità del 21.6). Nella foga il predetto don Palmiro si lascia scappare strane confessioni: dopo di aver ricordato che i «comunisti» hanno teso la mano fraterna ai capitalisti … onesti ed elaborato piani di ricostruzione industriale, aggiunge: «Ma gli operai hanno fatto di più; hanno moderato il loro movimento, l’hanno contenuto nei limiti in cui era necessario contenerlo per non turbare l’opera della ricostruzione. Hanno accettato la tregua salariale… hanno compreso che l’aver salvato le fabbriche non li autorizzava a porre il problema di una trasformazione socialista della società».
Così si giungeva, il 22.6, al varo del nuovo governo De Gasperi senza socialcomunisti. Ebbene, che cosa contrapponeva a questo governo dalle finalità chiarissime? Nel discorso di Napoli Togliatti dichiara (Unità del 24.6): «Il PCI rimane il partito dell’Unità Nazionale… Noi non abbiamo interesse come Partito comunista che avvenga la prima cosa, cioè che il movimento cattolico progressivo (!) venga spinto indietro: abbiamo interesse che questo episodio (lo chiamava episodio, il santone!) sia chiuso rapidamente e che il movimento sociale cattolico (!) riprenda ad esercitare nel nostro paese una funzione progressiva, che si possa realizzare l’obiettivo nostro di ieri, che dovrà essere anche quello di domani della riforma agraria, di quella industriale ecc.». Insomma : «Il P.C.I. continuerà ad essere il partito della ricostruzione, il partito dell’unità nazionale, della libertà e dell’indipendenza del Paese» (in grassetto sullo stesso numero, a proposito di unità nazionale ecc.: «Due compagni uccisi in Sicilia, sezioni del P.C.I. e del .S.I. e camere del Lavoro devastate, cinque condanne nel Bergamasco per attività sindacale»). Val la pena di ricordare oggi tutto questo; oggi che si parla di «abissi», di «impossibilità di dialogo» fra governo e opposizione. Il partito «dei lavoratori» riconosceva la «funzione progressiva» della democrazia cristiana, e le botte se le prendevano gli operai, botte progressive e benedette da Gesù. D’altronde, vittorie ce ne erano sempre a portata di mano: una, grandissima, la permanenza di De Nicola alla direzione dello Stato. «L’augurio dei lavoratori italiani va oggi a De Nicola che nell’interesse del Paese ha accettato di rimanere al suo posto di capo dello Stato». La «democrazia progressiva» di Togliatti aveva scoperto in Nitti e De Nicola i suoi due pilastri…