Spagna: le garanzie elettorali
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Il governo Berenguer aveva decretato il ripristino della libertà di stampa e di riunione durante il periodo elettorale. Il giorno 10 era il primo delle concesse libertà, ma il ministro dell’interno ritenendo più comodo lo stato «ante quo» ha interdetto –questo il giorno 11- la commemorazione della repubblica Spagnuola del 1873, ha fatto sequestrare i numeri dei giornali «Cierra» e «Mundo» ed una quantità di arresti sono stati operati per la diffusione di manifesti rivoluzionari.
Lo sciopero di Cadix va sempre più estendendosi mentre a Grenada i disoccupati manifestano la loro violenta protesta.
Madrid vive quasi sotto uno stato d’assedio tanto è la forza di polizia scaglionata per impedire che la massa studentesca trasgredisca al decreto reale sulla chiusura delle Università.
Ma malgrado le tassative disposizioni decretate le manifestazioni si susseguono con una certa violenza che non possono significare una normale forma di protesta quando la cenere costituzionale del regime non riesce che a stento, e non lo sarà per lungo tempo, a contenere le scintille che da un capo all’altro della penisola minacciano di divampare in un formidabile incendio le cui fiamme, noi lo speriamo e lo auguriamo, possano al proletariato servire come fasci proiettori che gli rischiarano il cammino vittorioso alla sua marcia rivoluzionaria.