Partito Comunista Internazionale

La nuova repubblica spagnola ed il governo provvisorio

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L’atteggiamento delle varie correnti politiche cosiddette rivoluzionarie danno una scottante lezioni per il movimento proletario, particolarmente per quello italiano, dalla risultante di una incontrollabile politica praticata dai più sfacciati opportunisti.

L’”Humanité”, che ormai si è specializzata in materia di falsificazioni, non soltanto ideologiche ma anche nella semplice cronaca degli avvenimenti, grida contro gli anarchici che hanno solidarizzato col movimento repubblicano e tenta di rigirare il verso della medaglia per far passare sotto il segno del trotskysmo il volto sporchissimo del centrismo.

Si finge d’ignorare ad esempio, che dichiarazioni fatte dai funzionari centristi ai ministri repubblicani, a complemento della richiesta libertà di parola e di organizzazione, non sono dissimili a quelle degli anarchici catalani, per gli affidamenti dati circa la repubblica borghese, L’Humanité si lusinga di far credere ai lettori proletari che quei comunisti ossequienti al nuovo stato giuridico non sono dei centristi ma dei trotskysti. La falsificazione però non sempre assicura la riuscita del gioco, specialmente quando un’aberrazione in mala fede li spinge alle più stridenti contraddizioni.

Il redattore dell’Humanitè moltiplica e sottrae il numero dei trotskysti come gli pare e piace, e per dir meglio a seconda che faccia più o meno comodo alla sporca politica opportunista; per esempio: se in un dato paese della Spagna si è verificata qualche spontanea e sporadica dimostrazione proletaria, il relatore riduce a zero i trotskysti e moltiplica il più che può la fessaggine sua e quella della sua cricca con l’invenzione dei Soviets in marcia; ma se invece, come a Madrid, vi è stata una genuflessione davanti ai santi numi della nuova repubblica, allora i fattori cambiano denominazione e si chiamano trotskysti e non centristi.

L’attuale forma di repubblica corrisponde al famoso periodo transitorio tanto sostenuto in tutte le analisi tipiche del centrismo, malgrado poi il grido al tradimento, come in Cina, in India ed in Germania, della piccola borghesia social-fascista.

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I PRIMI ATTI DEL GOVERNO

Le prime preoccupazioni del governo provvisorio in tutti i campi della sua politica, e particolarmente per l’interno e per l’estero, sono manifestate per il movimento proletario. Questo pericolo, Alcala Zamora l’ha visto appena fu assunto alla direzione del potere, ma con la stessa premura con cui credette di ristabilire l’ordine, non gli riuscirà di ristabilire la lesionata base economica del regime e di conseguenza a distruggere i germi della lotta di classe.

Verso la puttana politica del clero mascheratosi con la massima semplicità da monarchica in repubblicana, il problema del rapporto fra lo Stato e la chiesa produce una sintomatica perplessità. Verso la Russia dei Soviets è tutt’altro: le dichiarazioni del ministro degli esteri, in proposito, e le misure preventive contro l’immigrazione di elementi perturbatori (leggi comunisti), mettono in piena luce per quelli che soffrono di corta vista, il vero carattere, l’essenza della nuova repubblica.

Le stesse fanfaronate contro il fascismo che servivano un tempo – quando si indossava la veste del proscritto – per rimorchiare lo spirito combattivo della massa , si arrestano nel pantano della prammatica convenzionale verso l’altra baracca concentrazionista che a Parigi si lusinga e spera per una eguale sorte.

A Siviglia, il movimento proletario, attraverso la interrotta agitazione dei disoccupati, esprime la decisa volontà di una massa che tende verso lo sviluppo della sua lotta che ha obbiettivi completamente opposti a quelli repubblicani piccolo-borghesi.

La ventata di entusiasmo che ha avviluppato purtroppo la grande massa degli sfruttati spagnoli suggestionati dal soffio liberatore della forma politica del regime monarchico dittatoriale, non ha leso la coscienza di quella parte sana che costituirà l’elemento chiarificatore e di orientamento nella immancabile ripresa della lotta generale.

Il governo provvisorio può benissimo prendere tutte le misure per impedire che attraversi la frontiera l’incitamento per la lotta, ma non deve dimenticarsi che nessun mezzo può impedire l’elevarsi di quella vera frontiera che non il semplice incitamento ma il fervore della lotta risolverà classicamente la sorte della repubblica spagnola.