Partito Comunista Internazionale

Il primo intervento del proletariato spagnolo

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Tra Alfonso di Borbone, il conte di Romanones ed Alcala Zamora, la commedia del passaggio pacifico dal regime monarchico a quello repubblicano, ha assunto la pretesa di soffocare tutto lo sviluppo del processo di una lotta storica che non s’imprigiona nelle combinazioni individuali e non cede il passo nel suo percorso naturale verso i suoi obbiettivi finali.

La base attiva e positiva del movimento ha potuto rappresentare la figura dello spettatore fino a quando l’abbaglio di una vittoria artificiale non ha permesso di vedere al fondo dell’avvenimento, salutato da tutti gli ambienti d’ordine come una grandiosa originalità storico-sociale, la realtà lontana delle sue aspirazioni classiste.

La combriccola di Alcala Zamora non poteva distruggere né il materialismo storico né il determinismo economico. La Spagna non poteva essere sottratta alla legge naturale della lotta rivoluzionaria. Ed il salvataggio del sistema capitalistico non poteva per lungo tempo nascondersi dietro la manovra della partenza rassegnata di Alfonso tredicesimo e della trionfale burla dell’ascesa al potere del governo provvisorio. L’unica preoccupazione che ha fatto muovere gli attori della scena è stata quella dell’intervento proletario che avrebbe indubbiamente liquidato l’uno e gli altri.

Ma l’ordine non si è ristabilito affatto nelle due o tre ore che mancavano alla sortita degli operai dalle fabbriche, mentre il demagogico devolvere dei fondi per la corona a favore dei disoccupati, non ha risolto il problema economico e non ha distrutto i fattori che determinano l’antagonismo d’interesse fra le due classi opposte.

Da Bilbao a San Sebastiano, le dimostrazioni operaie significarono i segni annunziatori di una spinta rivoluzionaria delle masse sfruttate.

Gli avvenimenti recenti di Madrid ripercotentesi quasi simultaneamente in molte altre località, confermano questa realtà, malgrado la manovra del governo provvisorio nel falsificare il reale aspetto della situazione politica, puntando sullo spettro del pericolo di restaurazione monarchica.

L’assalto ai giornali di destra, la devastazione di conventi, il decisivo atteggiamento contro l’attacco della guardia civile e la stessa sostanza dei comunicati ufficiale, che più avanti riportiamo, svela il trucco che si tenta di giocare attraverso il movimento monarchico per più agevolmente reprimere la decisa volontà del proletariato rivoluzionario.

L’affare del generale Berenguer, arrestato, rilasciato e riarrestato ancora, è sufficiente a rivelare le manovre governative.

Le due principali rivendicazioni poste dalla classe operaia: il processo ai responsabili dei crimini del dispotismo monarchico e lo scioglimento della guardia civile; nonostante l’imbroglio socialdemocratico, si spostano sempre più sul terreno dell’azione violenta nessun proclama servile del partito e dei sindacati riformisti, riesce ad attenuarne la portata e ad impedirne lo sviluppo. Il ministro socialista Caballero che voleva sostituire alla guardia civile gli operai armati, trova più comodo l’ordinare alla prima di assassinare invece di disarmarsi.

Alcala Zamora non tradisce i suoi interessi e il suo istinto di conservazione, facendo intervenire energicamente quella guardia civile che un momento d’isterismo demagogico lo aveva spinto a prometterne la soppressione. Così come il ministro Maura può pensare di placare l’animo proletario e di saldare il conto dei morti e dei feriti con i promessi provvedimenti contro gli eventuali abusi di potere.

La cronaca dei fatti che si verificano in Spagna, si esprime nei suoi reali aspetti ed in tutta la sua vera portata, nel comunicato governativo annunciante le misure repressive contro i perturbatori dell’ordine (leggi comunisti, elementi di estrema sinistra) e proclamante lo stato d’assedio a Madrid.

Il comunicato del governo

“Il governo ha esaminato la situazione, rendendosi conto che ieri ed oggi, prima per quello che è stato pubblicato e poi per le informazioni confidenziali ricevute, degli elementi reazionari, desiderosi di restaurare la monarchia, e degli elementi di estrema sinistra che vogliono creare del disordine, hanno provocato, ciascuno da sua parte, degli incidenti.

“La forza pubblica è stata obbligata di proteggere gli immobili di certi giornali che, abusando della fiducia generosa del governo, aveva l’intenzione di avvelenare l’anima nazionale attraverso notizie tendenziose, nello stesso tempo in cui gli estremisti di sinistra facevano mostra del loro tradizionale spirito di agitazione e di disordine.

“I monarchici hanno visto che l’atteggiamento del popolo di Madrid rendeva vano ogni tentativo di ristabilimento del trono che è crollato per sempre.

“Il governo è ugualmente deciso di non tollerare alcuna manovra da parte di gente di estrema sinistra che sono anche loro i nemici della repubblica.

“I partiti e le organizzazioni operaie che sono rappresentati in questo governo hanno domandato ai lavoratori di riprendere il lavoro per amore della repubblica e per ristabilire l’ordine.

“Il governo considera come nemici della repubblica chiunque tenterà di provocare dei disordini e di attaccare il regime stabilito.

“degli arresti saranno operati ogni volta che saranno necessari. Per evitare di essere obbligati a prendere delle misure più gravi il governo ha deciso di proclamare lo stato di guerra momentaneo a Madrid”.

Il proclama della socialdemocrazia per la difesa della repubblica

“Le risoluzioni che il governo ha adottato in seguito ad una visita fatta ai ministri da una delegazione del partito socialista e dell’Unione Generale dei Lavoratori, sono le seguenti:

“Arresto immediato del generale Berenguer; rinvio dello stesso davanti al tribunale supremo civile per le falsificazioni risultanti da un dossier in favore dell’aviatore Ansaldo;

“Punizione di quelli che hanno favorito l’impunità del generale Berenguer;

“Processo di tutti i monarchici che hanno provocato gli incidenti;

“Chiusura dei centri monarchici con la pubblicazione della lista;

“Arresto immediato dei responsabili degli eccessi commessi sotto la dittatura;

“Procedimento contro quelli che hanno agito contro l’Ateneo sotto il governo Berenguer;

“Riduzione dei privilegi dell’armata ai loro limiti naturali;

“Scioglimento e soppressione del Consiglio Supremo della Guerra e della Marina.

Il governo che ha adottato queste misure realizza così il programma che si era fissato. Esso ha il diritto di sperare che il partito socialista, le organizzazioni operaie e il popolo in generale l’assisteranno nella sua missione di difendere la Repubblica. Noi faremo il nostro dovere per aiutare il governo nel compito che si è imposto”.

Ad un simile proclama ogni commento è superfluo.

La socialdemocrazia tedesca con i suoi Noske ed i Sceidemann, ha dimostrato praticamente ed in modo inequivocabile il ruolo e la funzione della politica servile di tradimento e di assassinii degli affiliati alla II.a Internazionale.

Il partito socialista spagnolo, lo afferma nel suo proclama, fiancheggia e sostiene l’azione del governo, nel quale esso è direttamente rappresentato, contro il movimento insurrezionale del proletariato. Ma il programma del governo è il suo programma e non quello che contiene le giuste rivendicazioni della classe degli sfruttati.

Ed è per questo che, nonostante l’invito di non scioperare e di stare tranquilli; malgrado la chiusura delle frontiere agli elementi comunisti, il rifiuto a Leo Trotsky di soggiornare in Spagna; la lotta iniziata non si arresterà. Essa sarà intensificata e sviluppata per la conquista del potere, per i Soviets e per la dittatura proletaria.