Partito Comunista Internazionale

La risoluzione del Congresso del PC russo intorno all’organizzazione del Partito Pt.1

Categorie: RKP, Russian Revolution

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Premesse generali

1. II Partito del marxismo rivoluzionario nega in linea di principio che vi siano una forma organizzativa e un metodo di lavoro del Partito assolutamente buoni, valevoli per ogni stadio del processo rivoluzionario. Invece la forma dell’organizzazione e il metodo di lavoro sono sempre determinati dalle peculiarietà della rispettiva concreta situazione storica e dai compiti inmediatamente risultanti da tale situazione.

2. Da questo punto di vista si capisce che ogni forma organizzativa e relativo metodo di lavoro col modificarsi delle oggettive condizioni di sviluppo della rivoluzione possa trasformarsi da forma evolutiva di organizzazione del Partito in impedimento allo sviluppo di esso: e, viceversa, che una forma organizzativa fuori d’uso possa di nuovo diventar necessaria e sola rispondente al fine, in caso che si riproducano le rispettive condizioni oggettive.

3. Il contrasto tra i bisogni della nuova situazione da un lato e le tradizionali forme d’organizzazione e i loro metodi di lavoro dall’altro, in generale si fa sentire prima ancora che venga definitivamente in chiaro la necessità di un mutamento d’indirizzo. Quest’ultimo può mutarsi soltanto quando è ormai già assolto in complesso, nelle linee fondamentali e principali, il compito assegnato all’antica forma d’organizzazione e ai corrispondenti metodi di lavoro.

4. Non si può, in questo o quel momento storico, trasferire meccanicamente le consuete forme di lavoro e i metodi dell’organizzazione di partito ad altre organizzazioni, per esempio ai Soviety o agli organi di carattere amministrativo od economico. Simile trasferimento implicherebbe completa trascuranza della diversità tra l’organizzazione dell’avanguardia della classe lavoratrice (il Partito); e le altre organizzazioni, della differenza tra le classi, tra diversi gruppi di lavoratori, tra i diversi compiti spettanti a queste organizzazioni, ecc.

II periodo bellico e il nostro partito

5. Il precedente periodo evolutivo della rivoluzione fu contraddistinto dall’aggressione armata dell’imperialisino mondiale contro la repubblica soviettista e dall’aspra lotta sui fronti, in prima linea sui fronti esterni, allorchè era minacciata l’esistenza stessa della repubblica, e questa, respingendo i nemici, doveva assicurarsi i territori producenti i più importanti mezzi d’esistenza di natura economica, come il carbone, la nafta, i cereali.

6. Pertanto l’azione militare costituiva il compito propulsore immediato, fondamentale. Di fronte ad esso dovettero passare in seconda linea gli altri compiti del Partito, anche quello educativo. L’intiera repubblica si trasformò in un campo d’armi, e il Partito del proletariato, per poter assolvere a tale compito fondamentale dovette adattarvisi.

7. Pertanto in questo periodo la forma organizzativa del Partito dovette essere inevitabilmente quella della militarizzazione: Allo stesso modo che la forma della dittatura militare-proletaria, così pure; date tali circostanze, la forma organizzativa del Partito assunse il corrispondente carattere, e doveva assumerlo nell’interesse della rivoluzione. Espressione complessiva di ciò fu l’estremo centralismo organizzativo e la fusione degli organi collettivi dell’organizzazione del Partito.

8. Parimenti i metodi di lavoro del Partito sorsero dalla necessità dell’azione campale e corrisposero alle forme organizzative. In generale essi tendevano ad imitare il sistema degli ordini di combat- timento, dati dalle istanze dirigenti del Partito ed eseguiti letteralmente e senza critica dai semplici gregari. II lavoro tipico fu costituito dalle incessanti mobilitazioni, sopratutto verso il fronte di guerra, e dal raggruppamento delle forze del Partito sotto questo fondamentale punto di vista.

9. Soltanto grazie a questa struttura di Partito si potè spezzare la resistenza del nemico ed uscire vittoriosi dalla lotta. Tale struttura era la più adatta durante il periodo di guerra.

Le contraddizioni del periodo bellico e il Partito

10. La fondamentale contraddizione di questo periodo stava nella circostanza, che mentre il Partito cresceva rapidamente in quantità, l’educazione comunista dell’intiera massa degli inscritti e specialmente dei nuovi iscritti era ostacolata dal carattere assunto dall’attività del Partito. Allo stesso tempo, il richiamo di quasi tutti i membri del Partito, mediante il sistema della mobilitazione, a lavoro attivo, faceva sorgere perfino tra gli elementi più arretrati il bisogno di agire in maniera autonoma e padroneggiare attivamente le questioni circa la vita del Partito: fenomeno questo, che stava in contraddizione con quell’estremo centralismo e con quel sistema di ordini di combatti’mento, che erano invalsi nella prassi dell’organizzazione di partito.

11. Gli inauditi sacrifizi materiali imposti dalla guerra, e il conseguente immiserimento del paese, procedevano di pari passo con la sempre più prevalente necessità di mantenere anche nel Partito speciali istituzioni d’assalto e gruppi operai. Inevitabile consegueriza di ciò – conseguenza socialmente necessaria in alto grado – fu lo aumentare della disuguaglianza materiale tra i membri del Partito, mentre cresceva la miseria generale.

12. La dissoluzione degli antichi raggruppamenti di classe (specialmente lo sfasciarsi del ceto intellettuale), come pure la dissoluzione dei Partiti socialisti di opposizione (Menscevichi e Socialri- voluzionari) determinarono un afflusso di tali elementi nelle file del nostro Partito, dove essi, che possedevano già esperienza acquistata nella passata attività – mentre rimaneva relativamente indietro il lavoro formativo tra la massa comune dei membri del Partito e vi era grande bisogno di lavoratori attivi ed esperti – poteron rapidamente pervenire ai posti dirigenti negli uffici soviettisti, militari, sindacali e di Partito.

13. In conseguenza di questo impoverimento, i bisogni dell’apparato estremamente centralizzato, formatosi sulla base di un assai basso livello della massa, diede origine all’ingrossamento dell’apparato burocratico e alla sua tendenza e separarsi.

14. Pertanto il periodo di guerra da un lato cred un’organizzazione in complesso adatta allo scopo, ma d’altro lato originò una serie di contraddizioni. E siccome tutte queste contraddizioni pullulavano dalla rovina economica e dalla deficienza di forze organizzative, così la centralizzazione sviluppò la tendenza alla burocratizzazione e alla separazione dalle masse. II sistema degli ordini di combattimento assunse talora forme affatto false di abuso non necessario di coercizione; i privilegi necessari crearono il terreno a svariati abusi; la fusione degli organi del Partito genero l’inaridimento della vita spirituale di partito e così via. Tutto ciò determino in generale la crisi interna del Partito.

II nuovo periodo: i suoi compiti e l’organizzazione del Partito

15. Il momento attuale è caratterizzato da un lato dalla completa liquidazione del fronte esterno di guerra, dall’altro dallo straordinario acuirsi dei contrasti nell’interno del paese. La nuova forma dell’intervento straniero, manifestatasi in cospirazioni ed insurrezioni; la grande tensione dei rapporti tra gli operai e i contadini, accresciuta dal cattivo raccolto dell’ultima annata; l’arretratezza delle larghe masse proletarie, esaurite dall’inaudita lotta contro innumerevoli nemici tutti questi fenomeni si manifestarono nella forma più acuta durante la smobilitazione e resero di nuovo straordinariamente difficile la situazione della Russia soviettista. Essi inoltre ebbero ripercussione nel proletariato anche in quanto ne rimase indebolito il collegamento tra l’avanguardia proletaria (il Partito) e la massa dei senza partito, caduta qua e là per effetto della crisi sotto l’influenza della piccola borghesia, e che perfino in seno al Partito è scaduta la coesione e la compattezza interna.

Pertanto, il periodo attuale reca in sè stesso un carattere contradditorio, in quanto che, date le condizioni storiche, il passaggio allo stato di pace determina nuove forme di lotta sul fronte interno.

16. Mentre nel periodo precedente il Partito dovette assumere un orientamento direttamente militare a spese dei compiti educativi, ora lo sforzo principale deve esser diretto ad elevare il livello dei membri del Partito, chiamandoli allo stesso tempo a partecipare attivamente alla vita di esso, e inoltre ad accrescer l’influenza del Partito sulle masse senza partito, ad avvicinarlo ad esse e a preparare l’ardore di lotta contro la controrivoluzione. Ora più che mai è neces- saria l’assoluta unità e l’assoluta compattezza del Partito non soltanto nei riguardi formali e meccanici, ma anche nel senso spirituale della combattività. Questa unità deve instaurarsi su nuove basi, sulla base del livello dei membri del Partito elevatosi ad onta di tutto, sulla base della partecipazione di tutti i membri all’opera attiva del Partito, sulla base dell’assommarsi delle ricche esperienze dei suoi membri, che durante il periodo di guerra hanno lavorato in campi svariati. Occorre riunire il Partito, frazionato in diversi reparti durante la guerra. Occorre riaccostare gli uni agli altri: superiori ed inferiori tra i funzionari militari e civili, tra gli organizzatori sindacali e funzionari soviettisti, e così pure i «vecchi» e i «giovani». Senza acquistare la padronanza di questi compiti fondamentali non può compiersi questa poderosa funzione di ricostruzione economica spettante all’avanguardia del proletariato.

17. Tale compito non può assolversi conservando l’antica forma di organizzazione. Gli immediati bisogni del momento esigono altro rivestimento organizzativo. Questo è rappresentato dalla forma della democrazia operaia. Si deve procedere ad instaurare la democrazia operaia con la stessa risolutezza ed energia, con cui nel precedente periodo fu attuata la militarizzazione del Partito ben inteso sempre che essa non trovi ostacolo nelle immediate necessità della lotta contro le forze della controrivoluzione.

18. Per democrazia operaia all’interno del Partito deve intendersi nell’attuazione della politica comunista di Partito, una forma di organizzazione tale, che assicuri a tutti i membri del Partito, anche ai più arretrati, un’attiva partecipazione alla vita di esso, alla discussione di tutte le questioni proposte al Partito e alla soluzione di esse, come pure un’attiva partecipazione all’organizzazione del Partito. La forma della democrazia operaia esclude ogni specie di investitura di cariche come sistema e si esprime in un’ampia eleggibilità di tutte le corporazioni dalle più elevate alle meno elevate, nella loro responsabilità, controliabilità, ecc.

19. I metodi di lavoro consistono sopratutto in ampie consultazioni su tutte le questioni importanti, in discussioni con ampia libertà di critica in seno al Partito, e in metodi di elaborazione collettiva delle decisioni di Partito, semprechè su tali questioni non esistano deliberazioni di Partito di obbligatorietà generale. Questi metodi acquistano oggi lo stesso carattere di urgenza e la stessa importanza, che ebbero già i metodi degli ordini campali e della silenziosa esecuzione di essi nel periodo più aspro della guerra civile. Si intende senz’altro, che una volta presa una deliberazione, questa diventa obbligatoria e deve esser eseguita con la maggior sollecitudine ed esattezza possibili Naturalmente il Partito deve avere sufficiente elasticità da poter passare rapidamente, in caso di biso- gno, al sistema degli ordini campali.

20. Pertanto il compito più generale del Partito non è quello di accrescere quantitativamente le proprie file, ma bensi quello di migliorarle qualitativamente. Occorre elevare la coscienza di classe, l’educazione comunista, l’attività autonoma e lo spirito d’iniziativa di tutti i membri del Partito, come pure conseguire un’assoluta unità delle sue file su tale base.