Partito Comunista Internazionale

Elezioni in Israele: Astensionismo contro imbroglio elettorale

Categorie: Electoralism, Israel, Middle East and North Africa, Opportunism

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Proletari!

La “società civile” è in convulsione: il sistema elettorale borghese in Israele sarebbe ad un “bivio”.

Nell’apatia e nella stanchezza, si ripetono le elezioni generali, con parapiglia fra borghesi, elezioni ripetute dopo che non è stato possibile formare un governo di coalizione tra le varie correnti di partiti che si auto-definiscono di sinistra o di destra.

Ma ciò che ha attirato maggiormente l’attenzione è stata la crescente proporzione di astensione. Non basta ormai più per far tornare il proletariato alle urne la continua ed estenuante propaganda borghese per il lavaggio dei cervelli inoculata dal sistema mediatico del capitalismo, che mette il dogma democratico al di sopra di ogni altro valore. E nemmeno bastano i tamburi di guerra, né le condizioni di vita a cui i proletari sono sottoposti, tenuti costantemente in uno stato di eccitazione e di emergenza, nello sforzo costante a non sentirsi dei derelitti.

È chiaro che la sopravvivenza del dominio borghese e delle sue istituzioni democratiche è possibile solo per l’apatia di gran parte della classe lavoratrice.

È evidente che l’esistenza stessa dello Stato israeliano dipende dalla unione sacra tra le classi e dalla loro accettazione a morire nelle continue guerre.

All’interno del proletariato arabo quel che vale la democrazia israeliana è sempre più evidente: una menzogna e l’astensione di più della sua metà mostra l’insoddisfazione per questo fallimentare regime politico e sociale.

Il sistema sociale capitalista, isolando all’estremo l’individuo, allontana i proletari da ogni forma di unione organizzata, in un abisso di personalismo egoistico e inerzia sociale con crescente alienazione nelle relazioni fra lavoratori.

Proletari!

Sono le condizioni materiali che oggi allontanano la classe operaia dalla politica borghese, piena di inganni, corruzione, guerre e falsità, e suscitano nei proletari l’odio verso questo intero sistema politico in disfacimento e che domani li porteranno a combatterlo. Inoltre, con il deteriorarsi delle condizioni materiali della vita dei lavoratori, risorgerà inevitabilmente l’unione tra proletari, una necessità inevitabile per difendere i loro interessi di classe.

Queste le basi della prossima rivoluzione, che sarà non dei “cittadini” ma della classe, al di sopra delle razze, dei credi e delle origini. Non cittadini-elettori, ma proletari in lotta.

Il nostro Partito, organizzato oggi nel Partito Comunista Internazionale, che unico al mondo dispone di una dottrina e di una tattica frutto dello studio e dell’esperienza storica del movimento comunista, difende l’astensionismo non per un imperativo morale contro una qualche autorità, né per un principio astratto, ma come una tattica adeguata e comprovata dall’esperienza storica per aprire la via alla rivoluzione, un indirizzo per una classe operaia ingannata: per questo chiama i proletari all’astensione.

E diciamo ai proletari che l’uguaglianza fra elettori nella società borghese è una falsità, che vale a far decidere democraticamente la dittatura mascherata sui proletari.

In Israele, a coloro che non hanno possibilità di votare, gli arabi dei territori, diciamo che la soluzione dei loro problemi non si trova ottenendo il diritto di voto, ma con la totale soppressione del democratico diritto di voto, che è di per sé il velo che copre la infinita dittatura borghese sulla classe operaia.

Chiediamo invece di organizzarsi intorno alle lotte dei lavoratori e verso la formazione di un Sindacato di classe, per poi assurgere a classe per se stessa, nel Partito Comunista.

Questo sarà il primo passo per l’emancipazione dei proletari anche in Israele, in una democrazia che sta affondando e che, sebbene dimostri già tutta la sua feroce repressione contro una parte del proletariato, nel prossimo futuro lo farà anche contro lo stesso proletariato ebraico, che vive nella illusione di quella immaginaria democrazia “unica in Medio Oriente”.