Partito Comunista Internazionale

Per la storia della Sinistra Comunista. Mosca e la “Questione italiana”.

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Per ragioni che non occorre qui riferire non è ancora pronta la pubblicazione di partito sulla storia del nostro movimento e i rapporti tra la sinistra comunista e la Internazionale Comunista.

Sono stati finora redatti i primi capitoli che si riferiscono alle origini del movimento socialista in Italia, in quanto interessa in riguardo al sorgere anche nel quadro internazionale della nostra corrente, che non è semplice tendenza ma il solo movimento oggi fedele al marxismo rivoluzionario e originale.

Il materiale documentario del quale si dovrà fare per ragioni pratiche una severa selezione è completo fino al congresso di Livorno 1921, e ne è preparata una larga mole per il periodo seguente, che tuttavia non è egualmente completa.

Se, conoscendo l’attesa dei compagni per questa pubblicazione essenziale, pubblichiamo qui oggi un articolo del 1921, scritto dopo che il nostro partito si era costituito da alcuni mesi, e nel momento in cui la sua delegazione raggiungeva Mosca per il Terzo congresso della Internazionale Comunista, non è tanto perché nel nostro lavoro sia parte centrale il trattare la questione del partito italiano (che si discusse anche al IV congresso mettendo contro la tesi della sinistra la «fusione» con i cosiddetti terzinternazionalisti, piccolo gruppo di sinistra nel partito socialista che rovinava verso destra), ma è perché abbiamo di mira un tema più importante di gran lunga.

La sinistra italiana fu la prima che si mise contro gli errori della Terza Internazionale nella sua politica mondiale, cosa più essenziale delle diatribe con i locali terzini fusionisti e centristi, in quanto in quella lotta si trovano denunziate le origini della successiva rovina di Mosca nell’opportunismo peggiore.Questo contrasto non si può intendere se non si ha nozione delle origini che condussero il nostro gruppo ad essere il primo difensore internazionale del non corrotto marxismo, e l’articolo che qui segue, nel dimostrare che la scissione di Livorno era storicamente ben inquadrata nel corso rivoluzionario, e non aveva bisogno di pentimenti e di rettifiche – nelle quali fu poi la origine della degenerazione della stessa ala centrista che nel partito allignò e tutto condusse nella vergogna – ricorda in una breve sintesi quello che nel seguito sarà meglio esposto e documentato, ossia la strada per cui nel seno del vecchio partito socialista si formò la corrente che preparò ed attuò Livorno,e che in seguito mai se ne pentì; e, sola, nulla rinnegò e falsificò di quella storia autentica, oggi troppo dimenticata.