L’ANZUS o l’integrazione del pacifico
Categorie: ANZUS, Australia, China, New Zealand, UK, USA
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Cinque lettere, tre nazioni, la fine dell’egemonia navale dello Impero inglese. Vi pare poco? La sigla, che pare la marca dell’ultimo tipo di calze di nylon, significa Australia + Nuova Zelanda + Stati Uniti, ma l’addizione delle potenze statali è solo eufemistica. In realtà, l’A.N.Z.U.S., o Consiglio del Pacifico, che sarebbe poi l’equivalente, fatte le debite proporzioni, del Patto Nord-Atlantico, segna il punto di arrivo del processo di decadenza imperiale della Gran Bretagna nei quinto continente, e il passaggio del bastone di comando imperialistico nelle mani degli ammiragli di Washington.
Le cause profonde della decadenza degli imperi, e non solo di quelli dell’epoca capitalista, restano sotterrate nel sottofondo delle forze di produzione, tumultuosamente sviluppantisi. Difficile, se non impossibile, quindi fissare le date di nascita, di agonia e di morte dei concentramenti imperiali, di cui tanto si dilettano gli storici borghesi. Però, se proprio si desiderasse una data che segnasse il momento critico in cui la curva della potenza inglese nel Pacifico ha preso a precipitare, si dovrebbe citare la caduta di Singapore per mano delle armate di invasione nipponiche, avvenuta nel febbraio del 1942. Non è esagerato dire che a Singapore l’imperialismo britannico combatte l’ultima battaglia per difendere la conservazione del suo predominio sul Pacifico. L’A.N.Z.U.S. sta a significare appunto che l’impotenza inglese non solo a vincere le prime battaglie della seconda guerra mondiale in Asia, ma anche a ritornare da sola a riconquistare il perduto, rappresenta ormai il dato di fatto su cui l’Australia e la Nuoza Zelanda, Stati oceanici di razza bianca, fondano la loro politica estera. A.N.Z.U.S. significa sfiducia dei governi di Australia e la Nuova Zelanda, ex colonie della Corona di S. M. Britannica, e odiernamente membri del Commonwealth britannico, verso la potenza navale inglese, verso la capacità del Governo di Londra di rintuzzare le minaccie, reali o potenziali, portate dal non morto espansionismo del Giappone e le ipocrite crociate di liberazione nazionale del «comunista» governo di Mao Tse Tung. E’ noto infatti che l’A.N.Z.U.S. è stato richiesto da Australia e Nuova Zelanda come contropartita alla accettazione del Patto militare nippo-americano. Immaginate se Washington si sia fatto pregare troppo.
L’Inghilterra risulta esclusa dal Consiglio del Pacifico. Pare che a imporre tale discriminazione sia stata proprio l’Australia, ciò secondo radio Londra, la quale ovviamente non può sfogarsi, come vorrebbe, con gli Stati Uniti. Perchè, a occhio e croce, si capisce subito che l’anglo-fobia del Governo di Camberra è stata una recita a soggetto sollecitata da Washington per salvare la faccia dell’alleanza, operante in altre parti del mondo, tra U.S.A. e Gran Bretagna.
L’imperialismo intende solo il linguaggio della forza. Non poteva toccare all’Inghilterra il dominio su mari e continenti che non seppe neppure riconquistare, dovendo adattarsi a svolgere una parte secondaria nelle gigantesche operazioni aero-navali che riportarono il dominio dell’imperialismo bianco in Oceania. Americane furono allora e sono ora le portaerei e le fortezze volanti di stanza sul Pacifico, americana deve essere la « protezione » politico-militare della zona del Pacifico.