Partito Comunista Internazionale

I compiti e la tattica dei sindacati

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  1. I compiti e la tattica dei sindacati Pt.1
  2. I compiti e la tattica dei sindacati Pt.2

Testo di A. LOSOVSKY tradotto dal francese da A. BELLONI, dall’edizione del Comitato Internazionale dei Sindacati Operai, Mosca luglio 1921.

Le condizioni della lotta

1. – I compiti e la tattica dei Sindacati sono determinati dalla tensione e dallo stato della lotta di classe sul piano nazionale e internazionale. Il punto di partenza di tale lotta consiste nel fatto che la società capitalista contemporanea è entrata in un periodo di dissoluzione e di decomposizione. Questo periodo è segnalato dall’indebitarsi ognor crescente degli Stati capitalistici; da un residuo d’attività temporanea di certe branche di industria, residuo seminato di crisi improvvise; dalla guerra che si perpetua, dal disquilibrio economico del mondo capitalista; dalla crisi acuita che infierisce in tutti i paesi; dall’accumularsi di stock a fianco ad impoverimenti di mercati; dall’accrescimento degli scioperi; dalla rovina dell’agricoltura; dal fatto che nuove guerre, per ragioni di rapina, sono rese inevitabili; dal ribasso continuo dei salari; dall’aggravarsi delle condizioni del lavoro; in una parola dall’impossibilità assoluta di ristabilire l’equilibrio politico ed economico sulla base del metodo abituale di utilizzazione capitalistico.

2. – La crisi economica, ognora crescente, e la distruzione delle ricchezze prodotte dalla guerra durata più anni, accentua in tutti i paesi la lotta sociale che di giorno in giorno si fa sempre più accanita. I formidabili scioperi che scoppiano nei diversi paesi dimostrano che il proletariato cerca di conservare le posizioni conquistate, ora minacciate dall’offensiva padronale. Ma i proletari conducono la lotta per frazione disordinatamente, condannando così i suoi distaccamenti più organizzati alla sconfitta.

3. – La lotta delle classi operaie e dei suoi organismi, è resa più difficile dal fatto che la borghesia ha approfittato dell’esperienza della guerra e della rivoluzione; in certi paesi essa fece assai meglio degli operai, creandovi organizzazioni proprie destinate ad abbattere il movimento rivoluzionario. Non vi è un solo paese borghese che a fianco degli organi arbitrali di repressione (armata – P. Sicurezza – tribunali etc.) non se ne crei dei nuovi. In tutti i paesi noi vediamo sorgere organizzazioni in cui entrano volontariamente rappresentanti della classe dominante, organizzazioni aventi per fine la repressione per mezzo della forza armata, la insurrezione dei lavoratori.

4. – In questa lotta contro il malcontento, ogni dì presente ………. la borghesia costituisce un ……… di tutte le sue organizzazioni ……… politiche. Essa si rende ………. conto, che solo l’unità ……… concentrazione di di forze, la ……… ne di tutte le organizzazioni ……… morale e materiale delle forze dello Stato, la creazione di organizzazioni speciali di combattimento possono ritardare se non sviare la rivoluzione sociale in marcia.

5. – Durante il periodo dello sviluppo organico, pacifico della società capitalista, i sindacati avevano per compito la organizzazione delle masse in vista di miglioramenti delle loro situazioni materiali, di sollevare le condizioni generali del lavoro e di avviarsi così verso la creazione del regime socialista. I Sindacati riformisti credono possibile un passaggio lento e graduale dal Capitalismo al Socialismo attraverso la trasformazione della democrazia sociale, mentre i sindacati rivoluzionari stimano che solo il rovesciamento del capitalismo con la violenza possa assicurare alla classe lavoratrice la scomparsa del «salariato».

6. – I Sindacati rivoluzionari, come quelli riformisti si propongono sempre il compito essenziale di unire, di disciplinare, ed educare le masse; questo compito è rimasto invariato durante il periodo attuale, periodo di dissoluzione della Società capitalistica. Il Sindacato è la scuola del Comunismo. Noi abbiamo per compito di preparare le masse al rovesciamento del regime capitalista. Trattasi di sapere in qual modo e per qual lavoro quotidiano, si possa unire le masse e prepararle. Trattasi di precisare le questioni che si presentano innanzi, di sapere come si potrà organizzare la lotta quotidiana, non perdendo di vista la lotta generale della classe lavoratrice al fine di avvicinare, più che sia possibile, la sua lotta definitiva contro il suo nemico di classe.

In quest’ora le condizioni della lotta si sono considerevolmente complicate. Lo stato delle forze sociali al presente è ……… diverso da quello avanti e du ……… ed è per ciò che i comunisti ……… sindacati sono altri, co ……… metodi ed i mezzi.

I Sindacati prima della guerra

7. – Nel secolo XIX e al principio del XX si sono delineate tre forme essenziali nel movimento sindacale, tre raggruppamenti fondamentali:

Anglo – Sassone (trade – unionista); Austro – Alemanno (riformisto-socialdemocratico); Franco – Spagnolo (sindacalismo rivoluzionario).

Questi tre gruppi fondamentali del movimento sindacale mondiale, si distinguono fra loro, per la loro attività, e per i loro metodi. A queste tre ideologie differenti corrispondono tre programmi di azione differenti.

8. – I tratti caratteristici del movimento anglo-sassone sono: il corporativismo ristretto, lo spirito apolitico, il neutralismo verso il partito socialista e la concentrazione di tutta l’attività intorno ai compiti immediati e concreti del giorno. Il trade-unionismo considera la lotta dal punto di vista corporativista e di qui partendo, tenta risolvere tutte le questioni politiche-economiche e sociali. Raggruppa specialmente lo strato superiore della classe operaia ed esprime la ideologia della aristocrazia operaia. Il lavoro e il capitale sono considerati come due fattori della Società che si completano e lo svolgimento armonico loro deve condurre alla ripartizione equa di tutta la ricchezza pubblica e sociale fra tutti gli elementi della Società.

9. – Il movimento sindacale austro-alemanno, che si è manifestato più tardi che l’anglo-sassone, e si è sviluppato, venne sino dai primordi saturato di Socialismo. La social-democrazia patrona in movimento sindacale in Germania e in Austria e per questa ragione tutta la sua ideologia è impregnata di spirito social-democratico. Ma la tattica social-democratica riflessa dal movimento sindacale fece sì che questi prese un carattere social-riformista. I Sindacati alemanni hanno gettate le basi di questo riformismo che è caratterizzato dall’avviamento democratico, possibilista e gradualista verso il Socialismo, dall’oscuramento della coscienza di classe, dalla paura della rivoluzione, e dalla speranza che lo sviluppo della democrazia conduca automaticamente al regime socialista senza scosse e senza rivoluzione.

Dal punto di vista puramente sindacale il riformismo tende a tenere i Sindacati il più lontano possibile dalla lotta politica rivoluzionaria, propagando la neutralità verso il Socialismo rivoluzionario e a legarli con stretti vincoli al Socialismo riformista. Infine stime esageratamente i contratti collettivi come pure l’attività delle commissioni paritetiche. Insomma tende alla formazione di rapporti sociali in cui sarà possibile di stabilire sul campo politico ed economico la uguaglianza fra operai e padroni conservando nella sua intimità il sistema dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

10. – Il Sindacalismo rivoluzionario, alla sua origine, non è che una reazione contro l’opportunismo del partito Socialista Francese, aveva per base qualche tratto rivoluzionario caratteristico. Annunziava l’idea dell’azione diretta, la lotta immediata delle masse, propagandava lo sciopero generale e il rovesciamento del capitalismo a mezzo della violenza.

Conduceva una compagna di propaganda e un’agitazione antimilitarista, si dichiarava partigiano della teoria antistatale, cosicché alcuni proclamavano che i Sindacati sono i soli organismi capaci di fare la rivoluzione sociale e di definire da sé stessi la società socialista. Il Sindacalismo rivoluzionario si formò sotto l’influenza della ideologia anarchica, racchiudendo in sé tutti i difetti del rivoluzionarismo anarchico.

11. – Il Sindacato Rivoluzionario enunziava una serie di idee per cui si è collocato più in alto delle altre forme del movimento sindacale e si è avvicinato al Socialismo rivoluzionario. La azione diretta, la pressione rivoluzionaria delle masse contro il Capitale e lo Stato, il rovesciamento del capitalismo a mezzo della rivoluzione sociale: ecco i meriti del Sindacalismo rivoluzionario e il lato pratico della sua teoria in genere. Da un altro lato noi vediamo nel Sin. Riv. l’idea d’indipendenza e in rapporto al comunismo la neutralità, la protesta entro la lo Stato, anche allo Stato proletario, le estimazione esagerata dello sciopero generale, e una falsa attitudine verso le esigenze particolari degli operai. Per i Sin. Riv. l’economia e la politica sono due cose differenti. Mentre è una verità elementare che la politica e la concentrazione dell’economia1. Questa idea, malgrado il suo spirito sedicente rivoluzionario non è stata in realtà rinfacciata ai Sindacati rivoluzionari dalla borghesia, essa non separa mai nella sua lotta la politica dall’economia.

12. – Queste tre forme del movimento sindacale si sono formate e sviluppate, soprattutto, durante il periodo pacifico dello sviluppo organico del capitalismo e racchiudono in essi dei tratti d’adattamento al capitalismo e alla sua ideologia. Questi tratti specifici sono: lo stretto corporativismo; la lotta di molti sindacati contro la manodopera femminile; lo spirito nazionale patriottico che sgorga dalla confusione fra gli interessi dell’industria nazionale e quelli della classe operaia. Essi hanno trovato la loro vera espressione durante la guerra allorché gli interessi di classe si sono urtati contro gli interessi nazionali.

I Sindacati durante la guerra.

13. – La guerra mondiale provocata dall’antagonismo delle classi capitaliste dei diversi paesi, mise in evidenza a qual punto la classe operaia e le sue organizzazioni subiscono l’influenza della società borghese.

I Sindacati operai di tutti i paesi importanti d’Europa hanno cessato di esistere, dopo la dichiarazione di guerra in modo che le organizzazioni di classe si sono trasformate in organizzazioni di guerra imperialista, aventi per compito di aiutare i loro governi e la loro borghesia rispettiva a vincere il concorrente sulla marcia mondiale. I Sindacati operai di tutti i paesi, ad eccezione di qualcuno soltanto, sebbene occupassero sul fronte del combattimento delle posizioni opposte, hanno adottato lo stesso linguaggio: «Gli interessi di classe hanno ceduto il posto agli interessi nazionali».

14. – Il periodo della guerra mondiale coincide con la debacle e decomposizione morale delle organizzazioni sindacali dei grandi paesi. I capi del movimento sindacale si fecero gli agenti del governo. Si sono incaricati di affogare tutti i sentimenti di rivolta, approvarono lo aggravamento delle condizioni del lavoro, diedero il loro consenso all’incatenamento degli operai nelle fabbriche, all’abolizione della libertà conquistata con una lotta durata lungo tempo, in una parola essi ascoltarono senza discutere gli ordini ricevuti dalle classi governanti.

15. – Il malcontento crescente ha prodotto durante ……… manifestazioni le quali furono soffocate al loro inizio dai capi dell’antico movimento sindacale. La minaccia della rivoluzione, che durante lunghi anni, impedì alle classi dominanti di lanciarsi nelle avventure guerresche disparve, mentre gli operai sindacalisti si sono collocati accanto alla borghesia contro la rivoluzione. La trasformazione dei capi sindacali in cani da guardia del Capitalismo è la vittoria morale più eclatante riportata dalle classi dirigenti e nello stesso tempo la più grande disfatta della classe operaia, nel primo periodo della guerra mondiale.

16. – La propaganda nazionalista dei capi del movimento sindacale ha demoralizzato le grandi masse. In luogo di propalare le idee di solidarietà e d’unione di classe, i rappresentanti della classe operaia non fecero che ripetere all’orecchio delle masse appelli ferventi alla resistenza accanita contro il nemico naturale, alla difesa della patria e alla unità sacra. Questa propaganda traditrice fatta dalla stampa borghese e sovvenzionata dal governo, fu la causa principale della durata della guerra e dei sacrifici enormi, che la classe operaia si impose durante la carneficina internazionale. La guerra ha dimostrato il fallimento assoluto delle tre forme difformi del movimento sindacale. I ……… della classe operaia1.

I Sindacati dopo la guerra

17. – La politica del dopoguerra dei capi dei Sindacati dei diversi paesi, ha gli stessi tratti essenziali della loro politica durante la guerra. Essa consiste nel perpetuare l’Unione sacra, praticata durante la guerra, a subordinare gli interessi della classe operaia a quelli del capitale, a consigliare la rinuncia alla lotta rivoluzionaria in nome della pace sociale, nella sicurezza che solo il ristabilimento del Capitalismo può migliorare l’economia nazionale, come pure la condizione della grande massa operaia.

18. – Questa politica si manifestò nel modo più odioso, soprattutto in Francia, perché sono i Sindacati rivoluzionari di ieri, gli anarchici o gli antimilitaristi che si sono fatti i portavoce. La C.G.T. a mezzo dell’organo dei suoi dirigenti reclama l’onore di essere ammessa nella Commissione della pace di Versailles; questo incarico di iniziativa di far pagare agli operai tedeschi le spese della guerra danneggia gravemente il movimento dello stesso sciopero generale, in pieno accordo col governo e con tutta la classe borghese; esso combatte la stessa idea della rivoluzione sociale, proclama il principio della rivoluzione del Capitalismo sulle basi della collaborazione di tutte le forze vitali della società contemporanea, degli operai, dei capitalisti e dello Stato.

Questa tattica ebbe per risultato il rinforzamento della borghesia, la democratizzazione delle masse operaie e ha provocato la sua sfiducia verso la parola d’ordine rivoluzionaria.

La C.G.T. essendo partita stretta con la borghesia, di cui è alle dipendenze, pure reclama a sé l’indipendenza ……… sindacale basandosi sulla Carta d’Amiens ………, che non è ……… i suoi dirigenti gettarono nel fango.

19. – Sul terreno preparato dal tradimento e dall’infrazione scabrosa dei principii rivoluzionari elementari della classe operaia, una nuova organizzazione si posò e prospera. Questa organizzazione non cessa di cercare la via veramente rivoluzionaria tracciata dal Consiglio Generale dei Sindacati rivoluzionari. l’opposizione rivoluzionaria abbraccia di già quasi la metà degli aderenti della C.G.T. ma malgrado questo aumento di numero, la sua qualità lascia molto a desiderare. Tutta l’opposizione è unita alla lotta contro i traditori aperti o mascherati degli interessi della classe operaia, ma non sostenendo una lotta energica, sovente vittoriosa grazie al suo fronte unico non è ancora pervenuta a precisare con chiarezza i suoi compiti concreti né a determinare la parola d’ordine del suo programma.

l’opposizione composta di anarchici, di sindacalisti rivoluzionari e comunisti proclamava la parola d’ordine «Ritorniamo alla Carta d’Amiens». Tale parola d’ordine è insufficiente, visto che tutta la C.G.T. si lamentava della Carta. I due partiti in lotta si pronunciano per l’autonomia e l’indipendenza del movimento sindacale producendo così la confusione nello spirito degli operai. Il fatto solo che la maggioranza della C.G.T. si aggrappa alla Carta d’Amiens dovrà suggerire all’opposizione di cercare di elaborare una nuova Carta rispondente in modo migliore alle esigenze dell’ora presente.

20. – La Carta d’Amiens che fu una protesta della massa operaia contro l’opportunismo del partito socialista; non può più servire di base alla nostra attività. Non solo perché essa è oramai vecchia essendo di 15 anni fa, ma soprattutto perché nel tempo in cui fu elaborata essa non può risolvere tutte le questioni che sono poste davanti alla classe operaia. La guerra mondiale, la disorganizzazione del regime capitalista, la rivoluzione, tutto ciò impone alla minoranza il rispetto di quella Carta sorpassata e l’obbligo di elaborarne una nuova, rispondente in modo migliore alla situazione e di guardarsi dal proclamare la stessa parole d’ordine a cui si richiamano i dirigenti della C.G.T..

21. – I sindacati tedeschi sono stati dopo la guerra i pilastri per eccellenza della cricca militare e della borghesia tedesca.

La rivoluzione del 1918 ha spaventato la borghesia tedesca al punto che essa ha dovuto ricorrere all’azione dissolvente dei sindacati per vincere il movimento tendente a trasformare la rivoluzione sociale.

I sindacati tedeschi hanno concluso con la loro borghesia un trattato concernente le commissioni paritetiche e questo trattato servì di base a tutto il movimento sindacale tedesco ulteriore. L’attività delle commissioni paritetiche di ridurre a semplici divagazioni sulle riforme sociali in quanto esse furono poste alla base del trattato. La dominazione della borghesia nel campo politico ed economico fu il risultato del sistema paritetico. La contribuzione attiva dei sindacati allo schiacciamento del movimento rivoluzionario delle masse, ecco il risultato dei quell’intesa. I sindacati tedeschi si sono messi con ardore al lavoro per la rivoluzione del capitalismo sino al punto da sostenere le repressioni sanguinose della borghesia contro la classe degli operai.

22. – La parte contro-rivoluzionaria della borghesia sindacale che a cagione della guerra si trovò alla testa di dieci milioni di operai sindacati ha da un lato provocato un movimento di protesta da parte degli operai e dall’altro la sfiducia e il pessimismo intorno all’avvenire stesso dei sindacati. Tale protesta prese una forma concreta nell’interno del movimento sindacale col formarsi di nuclei comunisti sorti spontaneamente entro tutti i sindacati tedeschi. Il pessimismo prodotto dall’attitudine della burocrazia sindacale si è concretato nella parola d’ordine contro-rivoluzionaria dal punto di vista obiettivo «distruzione dei sindacati». Al di fuori dell’opposizione e nel seno dei vecchi sindacati restarono alcuni gruppi indipendenti: «L’Unione operai libera della «Gelzenleirchen» – «L’Unione operaia universale» – «L’Unione Sindacalista ………, esclusi dalla burocrazia sindacale spaventata dall’aumento dei nuclei comunisti. Non solamente individui militanti personalmente, ma sezioni intiere furono cacciate perché comuniste dalle organizzazioni sindacali.

23. – In Inghilterra subito dopo la guerra i Sindacati hanno cominciato una lotta accanita per il miglioramento delle condizioni del lavoro e per il consolidamento delle posizioni conquistate. Gli scioperi formidabili dei minatori, come pure quelli di altre branche dell’industria provano la forza e la tenacia del proletariato inglese nella lotta quando si tratta dei loro interessi economici immediati.

Il periodo post-bellico ha dimostrato la forza dei vincoli che legano il partito dei capi sindacali inglesi e lo Stato borghese. Ogni sciopero, ogni largo conflitto si sono urtati contro una resistenza nell’interno delle organizzazioni interessate direttamente dapprima e di certe altre organizzazioni sindacali poi. Queste particolarità ed un certo sviluppo delle idee rivoluzionarie le quali sono per intanto poco chiare, sono i tratti più caratteristici del movimento sindacale inglese, il quale comparativamente al periodo avanti guerra, ha fatto un enorme passo in avanti. Disgraziatamente non si può dire altrettanto del movimento sindacale tedesco né del movimento francese.