I fu Marty e Tillon
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La faccenda di Marty e Tillon, deprecati ventitre ore su ventiquattro dagli organi direttivi del P.C. Francese e dalla stampa staliniana dell’intero mondo, volge fortunatamene alla fine. Con decisione naturalmente unanime il Comitato Centrale del P.C. francese procedeva, in data 7-12, ad espellere dal proprio seno i due reprobi. Con tipica ipocrisia democraticoide il supremo consesso devolveva alla cellula cui appartiene il neo-criminale (per noi lo era da oltre un venti-cinquennio) Andre Marty gli ulteriori provvedimenti a suo carico. Il che preludeva all’espulsione ormai inevitabile dal partito.
Lasciamo agli avvocati delle cause perse del genere del trotzkysmo di Bandiera Rossa, elevare indignate proteste contro il Governo francese, il quale sta meditando di sottoporre a giudizio in blocco e Duclos (costui morirà certamente di « cacarella » vista la tremenda paura provata al suo recente arresto) e Marty ed altri illustrissimi campioni dello stalinismo sartriano di Francia. Se dipendesse da noi, non muoveremmo un solo peluzzo per salvare costoro. Chi sono? L’atto di accusa redatto contro Marty si è arricchito, in occasione della seduta del C.C., di altre onorevoli imputazioni: i degni compari che oggi lo disconoscono gli rinfacciano nientemeno che di essere in relazione con elementi della polizia. Per gli stalinisti è dunque reato collaborare con la polizia? Loro che in Francia hanno fatto i ministri sotto il comando del gen. De Gaulle? Loro che hanno usato i partigiani, subito dopo l’occupazione anglo-americana dell’Europa, a sostituzione degli sbandati inquadramenti polizieschi, mandati alla malora dal flusso e riflusso della guerra? E che forse le polizie partigiane svolgevano funzioni di « guardie rosse », di giustizieri e tutori dell’ordine rivoluzionario? Non assolvevano invece il compito di assicurare la delicata fase di trapasso dal convulsionario dopoguerra borghese alla pace borghese? E quando Tillon comandava i « maquis », cioè, i partigiani francesi, armati e finanziati dagli aerei degli imperialisti anglo-americani, allora alleati del Cremlino, non era egli in strettissime relazioni con generali, i gendarmi e poliziotti dei governi di Washington e Londra? Marty, spione di polizia! Solo lui? Tutto quanto lo stalinismo è un’organizzazione terroristica al soldo della controrivoluzione. Credete che abbiamo dimenticato Palmiro Togliatti seduto sulla poltrona di Guardasigilli del Governo De Gasperi, di tripartitica memoria? Che faceva cola il capo dello stalinismo italiano se non essere in strette relazioni con la magistratura e la polizia, cioè carabinieri, pubblica sicurezza ecc .. dello Stato barghese italiano?
André Marty ha fatto la fine che meritano i traditori: schifato da tutti, dagli ex amici e dagli avversari. Ma coloro che lo buttano fuori dai piedi non sono diversi da lui. Sono il materiale umano degli affitti e prestiti che i governi dell’imperialismo e della guerra effettuano diuturnamente nel pantano dell’opportunismo. Marty esce dalla sudditanza allo stalinismo; Sartre, se pure indirettamente vi rientra. I conti di Duclos quadrano: l’uscita equivale esattamente all’entrata, a parte il fatto che di Marty tutte le infamie si potevano dire tranne che era un esistenzialista debosciato.