Partito Comunista Internazionale

Casablanca

Indici: Medio Oriente e Nordafrica

Categorie: Morocco

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Di fronte alle violente dimostrazioni delle popolazioni arabe contro l’autorità coloniale – che sono servite di pretesto a una repressione poliziesca veramente degna della tradizione democratica in Tunisia e Marocco, la stampa borghese non ha trovato di meglio che di cader dalle nuvole e stupirsi che l’« opera di civiltà » svolta dalla Francia in quei Paesi riscuotesse una così patente « ingratitudine » o di tirare in ballo la subdola azione della Russia sovietica.

La verità è che, se si può dar credito al capitalismo francese di aver strappato il Nord Africa al suo secolare letargo e di averlo immesso nel circolo del commercio internazionale e della vita moderna, non si può dimenticare nè che quest’opera di « civilizzazione » si è tradotta nel violento e spesso sanguinoso assoggettamento e sfruttamento delle popolazioni locali in tutto l’arcobaleno di episodi di violenza sfrenata di cui la storia del colonialismo è punteggiata – né che, dopo di aver dato un iniziale impulso alla vita economica per quel tanto che serviva ai suoi interessi di potenza colonizzatrice, l’amministrazione francese ha servito in questi paesi non da matore ma da freno, allo stesso modo che, in India. L’amministrazione britannica, dopo esser stata il veicolo dell’apertura del subcontinente al commercio e all’industria capitalistiche, divenne la cappa di piombo, la camicia di forza al fiorire delle energie locali. Il Nord Africa cela nel sottosuolo enormi ricchezze minerarie non sfruttate, manca o quasi di un’industria di trasformazione sul posto, giacchè la sua esistenza danneggerebbe gli interessi dell’industria di trasformazione francese, l’enorme miseria della popolazione araba cittadina e rurale non trova sollievo nè in un’industria fiorente, nè in un’agricoltura che non esprima il monopolio della « madrepatria ». E’ il fenomeno generale, con le varianti relative alle situazioni locali, dell’Africa « civilizzata » dal capitalismo. E la causa provoca dovunque gli stessi effetti,

Non c’è quindi nessun bisogno di scomodare Mosca, per spiegarli. Caso mai, è da dire che i partiti staliniani, trasportando sul terreno nazionalistico lotte originate dal sottosuolo economico e sociale e facendo leva su di esse nel gioco mondiale delle competizioni imperialistiche, agiscono non da fermento rivoluzionario, ma da arma di conservazione. La Francia non na ragione di temerli: in definitiva, servono il suo gioco.

C’è un elemento di ironia, in questa situazione. I moti più violenti si sono scatenati a Casablanca, la culla della carta Atlantica e delle sue quattro libertà. La libertà di lanciare i Senegalesi armati contro gli arabi, africani contro africani, a maggior gloria della potenza dominatrice.