Partito Comunista Internazionale

Giuliano Bianchini

Categorie: Life of the Party

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Il compagno Giuliano Bianchini è morto per improvviso malore in Firenze. Esempio di fede e di militanza comunista ha dedicato l’intera vita alla causa della liberazione della classe proletaria, della rivoluzione, del comunismo. Ininterrottamente per quasi quaranta anni ha messo tutte le sue capacità ed energie a disposizione del Partito, imponente è stata sempre la mole di lavoro teorico e pratico svolto: uno sforzo titanico in piena fase storica di controrivoluzione per trasmettere alle future generazioni di proletari i principi ed i metodi del marxismo rivoluzionario, seguendo il solco indelebile tracciato dalla Sinistra Comunista. Fedele a questo immane compito con pochi compagni ha saputo difendere e tenere ferme le posizioni politiche della Sinitra scolpite nella storia a lettere di fuoco. Al compagno Giuliano, che già sedicenne combatteva contro il fascismo per poi militare nel partito del comunismo internazionale e subire dal regime «democratico» anni di carcere, non è stato dato di vedere esplodere l’incendio rivoluzionario in tutta la sua ampiezza, ma solo di intravederne i primi bagliori.

Di fronte alla sua scomparsa ripetiamo quanto fu detto dal compagno Amadeo Bordiga pe rla morte di Lenin «quella macchina possente e mirabile è purtroppo distrutta per sempre, ma c’è l’assoluta certezza che la funzione di essa continua e si perpetua in quella degli organi di battaglia nella direzione die quali egli primeggiò.»

I militanti di partito si impegnano con tutte le forze di cui dispongono a sostituire il compagno Giuliano nell’assolvimento dei compiti che il Partito impone al fine di riarmare la classe proletaria del programma comunista rivoluzionario, capace di farle spezzare le catene con cui la borghesia ed i fetidi partiti opportunisti, suoi sostenitori, cercano di tenerla immobilizzata.