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SINISTRA COMUNISTA E TERRORISMO
La continuazione dei testi «sul sindacalismo fascista» e gli «Appunti per la Storia della Sinistra» seguiranno nel n.6, che contiamo di far uscire agli inizi dell’anno. Abbiamo, quindi, preferito far procedere il testo sul «terrorismo», ritenendo più efficace la trattazione a caldo di una questione che si presta, più di tante altre, da parte del regime borghese a terrorizzare il proletariato, indudendolo con accorte campagne propagandistiche, condotte da tutti i microfoni e amplificatori partitici, sindacali, religiosi e istituzionali, a rigettare con «orrore» la sana violenza di classe, per subire, al contrario, quella borghese, più sottile, feroce e persino più sanguinosa, somministrata dalla struttura economica e produttiva e dall’apparato capitalistici con sistematica ed inflessibile cadenza, e da parte dei mille biascicatori di marxismo e comunismo, che appestano i lavoratori, allo scopo di contribuire allo spiazzamento della classe operaia nel suo faticoso tentativo di ricollegarsi con il genuino programma rivoluzionario del comunismo marxista.
Tutto il sistema capitalistico è generatore di violenza contro la classe operaia, esercitata sui posti di lavoro, con infortuni, omicidi bianchi e rossi, con dittatoriale disciplina aziendale; proseguita fuori delle fabbriche con l’ausilio pubblicitario inneggiante alla sanità della società «pluralistica», cioé divisa in classi sfruttate e classi sfruttatrici, tenuta insieme dalla «tolleranza» democratica, dal pacifismo sociale e dal legalitarismo, intesi come rassegnazione dei proletari, sia quando vengono licenziati e sfrattati, sia quando vengono bombardati dai più squisiti prodotti della imbecillità culturale e tecnologica, fatti passare per «progresso».
A questo sistema, quindi, deve contrapporsi la violenza proletaria in una guerra sistematica e senza quartiere, che coinvolga le masse salariate per sbarazzarsi definitivamente dell’oppressione borghese.