Costituzione e compiti dei Gruppi e dei Comitati Sindacali Comunisti
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La necessità dell’organizzazione del Partito Comunista
La vita e la prosperità di un Partito rivoluzionario dipende dalla chiarezza programmatica su cui esso si afferma, dalla concordanza e unità di intenti dei componenti il Partito stesso, dalla tattica e abilità politica che si deve praticare nella propaganda, e ancora, dalla stretta e coscienziosa disciplina di tutti gli iscritti, dalla forza organizzativa che il partito sarà capace a creare.
Perchè il lavoro che si propone di compiere un Partito sia svolto dai suoi militi in modo uniforme e concorde, occorre non solo dettare le proprie leggi fondamentali, scrivere articoli e stendere con chiarezza il programma di lavoro da compiersi, ma praticare inoltre un’assidua vigilanza, uno stretto controllo, esercitato, non solo da dirigenti del Partito e delle organizzazioni operaie, ma reciprocamente da tutti gli iscritti al Partito stesso, su tutte le loro attività.
Il Partito Comunista, che è il Partito rivoluzionario della classe lavoratrice, si propone perciò di creare tutto un congegno, una concatenazione, un apparato di forze e di volontà, vive e operanti, convergenti tutte al fine dell’instaurazione di nuove regime, di una nuova economia che renda i lavoro redento da ogni sfruttamento, in una parola, per l’instaurazione – non si legge- Potere dei Produttori (?)
La costituzione (?) dei Gruppi comunisti, la (non si legge) del Comitato Sindacale Comunista e la stretta (?) colleganza di questi organi col (?) Partito, costituisce appunto la (non si legge) e organizzativa del Partito (non si legge) assolutamente deve creare per (non si legge) realizzare
le sue finalità.
Costituzione dei Gruppi Comunisti
La costituzione (?) dei Gruppi Comunisti (non si legge), l’agglomeramento di un (non si legge) numero di membri che (non si legge) che per necessità storiche (?) (non si legge) per l’ imperiosa (?) necessità che gli (non si legge) di un Sindacato, (non si legge) di una Cooperativa, si fondino unico crogiuolo, e costituiscano, (non si legge) dalla loro salda unione e concordanza(? non si legge) di lavoro, la forza vitale e fattiva (non si legge) Comunista.
Perciò i Gruppi comunisti devono essere formati dai soli Comunisti; e per comunisti si intendono gli iscritti al Partito Comunista, ai Circoli comunisti e alla Federazione Giovanile Comunista.
Il lavoro iniziale della formazione dei Gruppi Comunisti -per la sua specifica
(non si legge)- dovrà essere intrapreso dal Partito Comunista il quale, servendosi di apposita elencazione di gruppi divisi (non si legge) industria, è il solo Ente che sia in grado di conoscere se i compagni sono o no compatibili di assumere la carica che gli vuole affidare. In seguito il lavoro di formazione dei Gruppi e dei Sindacati comunisti potrà essere fatto dal Comitato e dal Gruppo di Industria che dovrà essere nominato dai comunisti dell’industria stessa sempre previo il visto del Partito.
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La lotta implacabile che i comunisti devono svolgere contro le teorie social-democratiche nelle officine, nei sindacati, nei convegni e in tutti i luoghi dove la insana propaganda social-democratica ha preso radice e ha distolto la massa dalla retta via che devono seguire per la loro emancipazione, trova consenziente un forte numero di simpatizzanti, di senza partito e dei rivoluzionari non iscritti al Partito Comunista che accettano i principi dell’Internazionale Sindacale Comunista.
A cospetto di questi elementi i comunisti hanno l’imprescindibile dovere di adottare una politica atta a fare entrare coscienziosamente queste forze rivoluzionarie nei ranghi del Partito Comunista, di ingranarle in una seconda concatenazione, accordarsi con loro nella lotta per l’obbiettivo comune. Questo aggregamento deve avvenire su principi tattici del programma dell’ Internazionale Sindacale Rossa e dell’Internazionale Comunista.
Non potranno far parte a questa seconda concatenazione gli elementi che militano nelle organizzazioni, la o nei partiti che siano contro i principi e alle finalità della Internazionale Sindacale Rossa; all’uopo impedire l’insinuarsi di elementi che, per partito preso, mirano a generare confusioni e provocare lo sgretolamento della compagine del Gruppo comunista, ed attirare nella loro orbita politica e sindacale il maggior numero possibile di elementi.
Il lavoro immediato che deve compiere il nucleo che forma questa seconda concatenazione -in piena armonia coi comunisti- è quello di svolgere un’intensa opera ai fini dell’unità sindacale, di fare aderire all’Internazionale Sindacale Rossa le Federazioni Nazionali e la Confederazione Generale del lavoro non attraverso le vie equivoche ed oscure, ma coscientemente ed ufficialmente.
Condurre un’incessante lotta contro la Internazionale di Amsterdam, contro i social-democratici, i piccoli borghesi e i contro-rivoluzionari. Cogliere l’occasione favorevole per creare e sviluppare i Consigli di Fabbrica e i Sindacati d’Industria che costituiranno la nuova base, la nuova inquadratura, la nuova organizzazione proletaria su cui dovrà edificarsi la società comunista.
Creazione dei compiti dei sotto-comitati sind. rivoluzionari
La bontà di un’idea e di un programma di lotta rivoluzionaria non potrà avere alcun valore e non arrecherà alcuna utilità alla classe lavoratrice se l’idea e il programma stesso non viene compreso e valorizzato dalla classe lavoratrice. Il Partito Comunista vivrà e compirà la rivoluzione solo se diventerà il partito della classe lavoratrice, solo se la maggioranza degli operai condividerà i metodi di lotta e finalità comuniste e, ancora, solo quando i produttori siano potentemente organizzati, legati coscientemente in vincoli di fratellanza umana e che accettino quel minimo di disciplina verso il Partito Comunista, che fa loro obbligo la gravità di ogni periodo rivoluzionario. Il Partito deve perciò intraprendere una vasta, ed attiva propaganda per la volgarizzazione dei principii, dei metodi di lotta e delle finalità che si propone di conseguire.
L’opera che il Partito Comunista deve svolgere tra gli operai è delicata e difficile, perchè la massa, in seguito alla scissione del Partito Socialista, si trova molto sconcertata, ha bisogno di luce e di chiarezza per poter prendere posizione a cospetto dei diversi partiti. Esso poi si trova non direttamente a contatto cogli operai, può solo avvicinarsi a loro attraverso i giornali, in comizi, conferenze, manifestazioni di ordine politico. Gli organizzatori invece, che si trovano direttamente e costantemente a contatto colla massa (non si legge) sono chiamati a compiere, possono più di quanto lo possa il Partito, fare opera di proselitismo, di persuasione e con maggiore facilità possono attirare le masse al Partito Comunista.
Lo strumento migliore per la divulgazione delle teorie comuniste è quindi li Sindacato; il quale a fianco e in stretto accordo, sia nel fine che nel metodo di lotta col Partito Comunista deve diventare il baluardo, il focolare nel quale palpita la vita del proletariato, si ritemprano e si consolidano tutte le energie rivoluzionarie e si appoggiano tutte le speranze della classe lavoratrice.
La propaganda comunista nelle organizzazioni operaie viene ostacolata dalla lotta senza quartiere che i social-democratici compiono contro i comunisti, valendosi della forza che posseggono essendo alla dirigenza del massimo organismo sindacale, nonché di quasi tutte le federazioni nazionali. Essa diventa perciò difficile; ma le difficoltà non saranno insuperabili se i comunisti svolgeranno tutta la loro azione su un piano di lavoro prestabilito e coordinato, agente nei quadri di un’organizzazione e di una direttiva sindacale comunista, che dovrà essere data dal Comitato Sindacale Comunista Centrale, la di cui opera di coordinamento e di direzione si svolgerà in piena armonia coll’Esecutivo del Partito Comunista.
E’ quindi pur resa utile e indispensabile ai fini della propaganda comunista, di nominare, non solo il Comitato Sindacale Comunista Centrale, ma anche dei Comitati Sindacali Comunisti delle Federazioni, delle Camere del Lavoro (fungenti da Capoluogo) e delle Sezioni Sindacali delle diverse Federazioni; queste ultime dovrebbero essere denominate Sotto-Comitati Sindacali Comunisti. Tutti questi, Comitati Sindacali Comunisti dovranno considerarsi quali organi complementari della grande e formidabile organizzazione quale dovrà presto avere il Partito Comunista.
L’insieme dei Gruppi comunisti delle diverse aziende di una determinata industria deve costituire per la sua natura il Gruppo comunista del Sindacato di quell’industria. Questo gruppo, per il buon funzionamento deve eleggersi un Comitato Direttivo che sarà il Comitato Sindacale Comunista; seguendo nella nomina come su esposto, le diverse gradazioni e attribuzioni a secondo la sfera d’azione che i Comitati od i Sotto-Comitati devono svolgere. Inizialmente però -cioè, in attesa che siano formati i Gruppi comunisti- i diversi Comitati Sindacali Comunisti (Comitato Direttivo) dovranno essere nominati dal Partito Comunista, e per esso l’Esecutivo e le sue Sezioni.
Il fatto che attraverso a queste nuove forme di organizzazione, si compie l’unità di tutti gli elementi comunisti e simpatizzanti delle diverse branche di industrie e delle diverse aziende di una medesima industria, costituisce la piattaforma basilare della realizzazione dell’unità proletaria, e della organizzazione per industria. Infatti in pratica sia pur nella forma embrionale, al Comitato Sindacale Comunista aderiscono nuclei di produttori senza distinzioni aristocratiche e di categoria, e che appartengono ad organizzazioni che aderiscono e non alla Confederazione Generale del Lavoro.
Creati in queste modalità i Gruppi Comunisti, non può esistere tra questi e quelli altro rapporto che una semplice gradazione e divisione di lavoro, in quanto nell’inquadratura del lavoro del Partito Comunista è compreso anche quello che si deve compiere nei Sindacati. L’opera di propaganda quindi non può essere che unica e conforme. I comunisti non possono chiudersi nell’esplicazione del loro lavoro nel guscio della sola azione politica o di solo quella sindacale, ma devono plasmarsi a seconda delle diverse attribuzioni, a secondo del campo d’azione in cui sono adibiti lavoro complesso; politico, sindacale, cooperativo, parlamentare, comunale ecc. che non deve mai compiersi fuori dei quadri tracciati dal Partito Comunista.
E perchè tutto proceda con perfetto ordine e disciplina, tanto i Comitati sindacali comunisti come i Gruppi comunisti dovranno sempre attenersi alle ultime istruzioni che saranno impartite dal Partito. I Gruppi comunisti inoltre, dovranno ancora, essere disciplinati alle istruzioni che saranno emanate dal Comitato Sindacale Comunista in quanto ogni attività del medesimo viene svolta in pieno accordo col Partito Comunista.
Compito dei gruppi e dei Comitati sindacali comunisti.
Nel campo della propaganda i comunisti devono:
1) Rendersi esattamente consapevoli delle finalità che si propone di conseguire il Partito Comunista, dei metodi di lotta che intende praticare per ralizzare col minimo sforzo e il massimo risultato, al più presto possibile, il grande ideale su cui esso si afferma.
2) Mantenere, nella divulgazione delle teorie comuniste, uno spirito elevato ai principii fondamentali del Comunismo e non lasciarsi trascinare in discussioni e polemiche banali le quali, oltreché essere infruttuose, assorbono tempo ed energie utilissime e preziose per il Partito. Coordinare la lotta contro i dirigenti social-democratici, gli opportunisti, e i controrivoluzionari, perchè essa sia più efficace e si svolga su una base solida di documentazione inconfutabile.
3) Valutare con sani criteri le vere forze comuniste e quelle degli avversari. Apprezzare le attitudini e lo spirito di lotta classista delle masse operaie. Evitare più che sia possibile di cadere in errate valutazioni sulle situazioni morali e materiali delle forze proletarie. Non seguire inconsciamente le masse, quando queste, in momentanee e fallaci illusioni intendono agire senza un preciso obbiettivo e senza rendersi esattamente conto delle vere forze che essi dispongono. I comunisti dovranno scendere in lotta contro la classe borghese solo quando- valutate le forze – si ha la matematica convinzione che il movimento possa portare risultati favorevoli per gli operai. Nelle battaglie i comunisti devono porsi, sempre in prima linea, spronare colla parola e coll’esempio gli apatici e i dubbiosi, far si che ogni attività rivoluzionaria venga debitamente usata ai fini che le organizzazioni sindacali e politiche si propongono di raggiungere.
4) Rispondere colla massima sollecitudine a tutti gli appelli ed eventuali questionari che verranno emanati dal Comitato Sindacale Comunista nonché dal Partito. Diffondere le manchette di adesione alla Internazionale Sindacale Rossa.
Prendere parte attiva a tutti i campi di lotta di classe, e sviluppare la più vasta propaganda comunista tra i lavoratori nelle riunioni, nelle assemblee, nei Consigli di Fabbrica, nelle sedi di lavoro, ovunque dove gli operai discutono della loro sorte e del loro avvenire. Persuadere le masse che le piccole migliorie di carattere economico e politico,ottenute attraverso aspre e lunghe lotte contro il capitale, non hanno che un valore relativo ed effimero, in quanto la classe borghese fino a che è detentrice del potere politico e di tutti i mezzi di produzione e di scambio, ha sempre la possibilità, attraverso a mille artifici di frustrare e peggiorare ancora le condizioni di prima. Convincere, tutti i produttori con esposizione di argomenti chiari, spogliati da ogni bardatura parolaia e nebulosa, della doverosa necessità di costituire una forte organizzazione rivoluzionaria aderente all’Internazionale Sindacale Rossa. Dimostrare agli operai che spesse volte si dichiarano apolitici come la politica non è altro che il mezzo, lo strumento, l’arma che i proletari devono impugnare per la realizzazione delle loro rivendicazioni sia di indole economica che morali. E ancora che la conquista del potere politico è la condizione preliminare ed indispensabile per gettare la base sicura su cui dovrà sorgere la nuova società del lavoro. La reazione borghese contro i comunisti, e l’acquiescenza dei social-democratici, non sempre permette ai comunisti di operare apertamente e alla luce del sole come essi vorrebbero. In questo caso, è supremamente necessario agire con cautela e circospezione. I comunisti potranno affrontare le conseguenze della reazione solo quando i loro atti si ritengono utili alla causa comune. I comunisti devono mantenere intatte le loro forze più che sia possibile, soprattutto nei luoghi della produzione, perchè il licenziamento di un comunista dall’officina o dall’azienda, rafforza il potere del capitale e priva il Partito Comunista di una sua forza per la lotta contro i social-democratici.
Nel campo della conquista dei Sindacati:
1) la lotta che i comunisti devono svolgere contro i social-democratici e contro-rivoluzionari deve essere non solo costante e implacabile, ma concorde, collegata e non fatta a base di scambio di ingiurie ma elevata ad argomenti inoppugnabili. I comunisti che sono a conoscenza di argomenti di una notevole importanza utile al fine di questa lotta, hanno il dovere di renderli immediatamente noti al Comitato Sindacale Comunista ed al Partito. I comunisti devono smascherare e denunciare agli operai l’opera demagogica pseudo rivoluzionaria e negativa che vanno svolgendo tra le masse i social-democratici colla loro insana propaganda.
2) La conquista della direzione delle sezioni dei sindacati, delle Camere del Lavoro e delle Federazioni nazionali deve avvenire solo quando la maggioranza degli operai, aderenti alle rispettive istituzioni si sia resa coscienziosamente conto della bontà del programma del Partito Comunista, e sempre previa autorizzazione dei rispettivi Comitati Sindacali Comunisti.
3) Nella lotta per la conquista delle cariche direttive i comunisti dovranno sempre presentare una lista propria, potranno accettare il posto di minoranza, purché la minoranza mantenga intero il programma comunista, evitando ogni corresponsabilità degli atti della maggioranza. La creazione dei Gruppi Comunisti e dei Comitati Sindacali Comunisti si rende utile anche nelle organizzazioni che seguono le direttive comuniste; perchè sia fatta la necessaria opera di controllo su tutte le attività dei consiglieri, dei segretari e di tutti i comunisti appartenenti a quelle organizzazioni. Dovranno essere denunciati al Comitato Sindacale Comunista ed al Partito, tutti quei comunisti che nella loro opera di propaganda vengono meno al loro dovere che la loro iscrizione al Partito Comunista gli fa obbligo di compiere colla massima disciplina.
Solo così i comunisti riusciranno efficacemente ad inquadrare la massa nei ranghi del Partito Comunista ed illuminare la vera ed unica via che la classe lavoratrice deve percorrere per abbattere il regime borghese e realizzare il Trionfo del lavoro.
Per il C. S. C. Torinese
G. CARRETTO.