Partito Comunista Internazionale

Unità Sindacale o Unità di azione?

Indici: Questione Sindacale

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Il comunicato che l’I. S. R. ha in questi giorni pubblicato gli articoli di Fimmen e da quanto il nostro «Periscopio» ha rilevato a quello pubblicato dal «Tranviere», giornale ufficiale del Sindacato italiano Tranvieri, dicono chiaro la nuova situazione che gli avvenimenti vanno maturando. La politica di guerra dell’Intesa, le disastrose condizioni del proletariato, la reazione internazionale che tolse al proletariato di taluni Stati ogni libertà, il tentativo (in diversi posti lo scopo fu raggiunto) di addossare al proletariato tutte le spese di guerra, la offensiva capitalista che ha ridotto il proletariato in condizioni peggiori dell’ante guerra, hanno spinto il proletariato all’estremo limite della rinuncia. Ormai cedere di più vuol dire tornare alla schiavitù più nera, accompagnata dalla barbarie che il Fascismo porta ovunque per cui la necessità della lotta con premessa di essa l’unità sindacale.

Questo in sintesi il contenuto degli articoli di Fimamen e non ha chi non veda come si collimi con quanto noi in un manifesto lanciato il 24 marzo 1921 dopo l’attentato del Diana, dicevamo fin da allora il nostro grido era: non piegate! da un pazzesco atto si vuol trarne motivo per una reazione contro voi e i dirigenti vostri stanno per commettere l’errore generale di Bologna. . Ricordate che la situazione vostra esige lotta aspra, se non opporrete la più energica resistenza piomberete nella barbarie e nella schiavitù.

Fummo facili profeti ma inascoltati, or anche chi ci condannava, ci derideva, dice le stesse cose Fimmen il Segretario di Amsterdam (l’internazionale che ha dichiarato guerra I’I. S. R. sente come torto aveva e quel monito che noi lanciammo allora, che ripetemmo nella parola d’ordine Unità Sindacale, che si trasformò, nel campo internazionale in Fronte Unico, trova anche lui consenziene. Pieno di passione è un suo articolo non solo ma per dimostrare la possibilità pratica egli intende accordarsi coi Sindacati aderenti a Mosca per una lotta in comune preludio all’unità sindacale. Ebbene si; noi agognamo il giorno che si possa chiamare costui il compagno Fimmen. Ebbene si, noi concordiamo con lui, si faccia da ciascuno e da tutti, sacrificio di qualche cosa di nostro, nel supremo interesse dei proletariato. Guai a chi ciò non sa fare, egli è un nemico, chi per ambizione, per cattivo puntiglio non sente questa inderogabile necessità tremenda responsabilità si assume dinanzi al proletariato il quale vuole l’unità, la sente come condizione di vita sua. Possono esserci, vi sono anzi concezioni diverse di intendere la lotta, vi sono modi di concepire l’organizzazione proletaria in forme e con metodi diversi, ma deve tutto questo avere tale forza da impedire l’unità?..

No, cento volte no. Francoforte, Parigi, Berlino, Mosca dicono forte no. Nei loro comizi tenuti in queste città e da organizzazioni e da rappresentanti d’officina ha dominato la voce dell’unità,cosi a Francoforte a fianco dei comunisti vi erano operai socialdemocratici, a Parigi non si chiede che tessera hanno ma che officina rappresentano. In Francia, Germania, Russia, Amsterdam, Belgio, la campagna per l’unità trova aderenti, in Italia?

In Italia ci siamo noi che vediamo avverarsi quanto si propose dalle nostre centrali, ma che tutto saremmo disposti a sacrificare nell’interesse del proletariato, purché si veda non offesa la nostra dignità, non violato il nostro diritto, non anteposto l’interesse collettivo all’interesse del singolo, in una parola sia la nostra organizzazione la vera famiglia a cui tutti devono ubbidienza e in cui tutti sono rispettati e ascoltati, e noi, colla fede e coi propositi che sempre affermammo altamente, ancora oggi gridiamo

Vogliamo l’Unità Proletaria!

Né ci nascondiamo le difficoltà che si incontrano e pensiamo sia impossibile superarle di colpo.  Vi è tutto un passato e un presente fatto di asprezze, vi è tutta una lotta di accuse reciproche determinate da  situazioni, vi è tutta una tattica seguita che non permette (a meno che si sia dei finti) l’unità immediata. Perchè l’unità sia, occorre che un periodo di tempo abbia nella vita stessa, nella battaglia diuturna, dimostrata la possibilità dell’unione, orbene, diversità forti ci dividono da altre scuole ma possibilità di postulati comuni e di metodo comune ci possono essere, le elezioni per le commissioni interne, la lotta per la libertà di organizzazione, la difesa dei diritti operai nell’officina, la solidarietà Internazionale, la guerra al fascismo, la guerra alla guerra, il soccorso rosso, tutti punti che danno la possibilità di intesa e di preparare nella lotta in comune l’unità sindacale.

Ci si riunisca, si dichiari solennemente il rispetto agli statuti, si reintegrino nei loro diritti e organismi e singoli, si dimentichi se occorre, si rammenti se bisogna, ma sopratutto si ricordi che, come il manifesto delle commissioni di Mosca dice promessa necessaria all’azione
proletaria è l’unione della classe nei sindacati preludio ad essa, il fronte unico Sindacale.

Ieri eravamo noi soli e inascoltati, oggi con noi sono i proletari tutti con noi e l’autorevole voce di Edo Fimmen: La Confederazione è con noi? Battaglie Sindacali che di Fimmen hanno molto pubblicato, pubblicheranno i suoi ultimi articoli? Ad ogni modo noi ancora una volta all’invito all’unità, al Fronte Unico (invito partito da un segretario di Amsterdam rispondiamo: Presente.

I socialdemocratici, i socialisti come rispondono? Si ricordi, la risposta non per noi ma per il proletariato.

L. R.