Partito Comunista Internazionale

I comunisti e il problema della scuola

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Al prossimo Congresso nazionale del Sindacato Insegnanti medii aderenti alla Confederazione del Lavoro, i comunisti si presenteranno con un programma esattamente inspirato ai caposaldi e ai principii comunisti. Pubblichiamo le tesi che il Gruppo degli insegnanti comunisti ha predisposte e che presenterà al Congresso, nelle quali è segnata in modo interessante la teoria della valutazione comunista della questione scolastica.

Tesi sul problema della scuola proposte dal Sindacato Insegnanti scuole medie.

I.

La scuola attuale, in tutti i suoi gradi, tipi, e modi organizzativi, al pari delle altre istituzioni della civiltà borghese, è un’organizzazione destinata a conservare e rafforzare il dominio economico e politico della classe dei capitalisti. 

II. 

Essa esercita tale funzione: 

 a) restringendo la cultura alla classe dominante e a quelli tra i più vicini strati della classe dominata, del cui servizio anche intellettuale il capitalismo ha bisogno, e lasciandone fuori le grandi masse lavoratrici dei campi e delle officine; 

 b) svolgendo tutta un’opera destinata a distruggere negli elementi della classe dominata, ch’essa accoglie, la coscienza della posizione e degli interessi della classe da cui essi derivano, o ad impedire che tale coscienza si sviluppi, sostituendo le stratificazioni ideologiche borghesi. 

 III. 

 La futura società senza proprietà privata, fondata sul lavoro comune di tutti i suoi membri, non può utilizzare ai suoi fini la scuola attuale, e non può utilizzarla neppure lo Stato proletario di transizione, che sorge per il fatto dell’assunzione del potere politico della classe lavoratrice, mentre ancora permangono avanzi più o meno considerevoli dell’antica economia capitalista. 

IV.

Quando, con la eliminazione degli ultimi avanzi del privilegio economico borghese, la nuova società senza classi sarà definitivamente organizzata, essa sarà venuta creando frattanto gradualmente una nuova scuola, informata presumibilmente ai seguenti principi:

  1. scomparsa della differenziazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale tutti i membri della società debbono aver ricevuto una preparazione scolastica tale da rendersi atti sia all’una che all’altra forma di lavoro; 
  2. assoluta gratuità della scuola, in tutti i suoi gradi, e assegnazione gratuita agli alunni di tutti i necessari mezzi di sussistenza, abitazione, vestiario, materiale scolastico, assistenza extrascolastica, ecc., che rendano la scuola realmente accessibile a tutti: 
  3. la scuola deve avere un primo grado comune, che dà le conoscenze pratiche e teoriche atte a fare di ciascun individuo un lavoratore socialmente utile, capace di lavorare sia col braccio, sia con la mente, ed altri successivi gradi di cultura sempre più elevata e specializzata. riservati a quel numero necessariamente minore di giovani che nei gradi precedenti hanno mostrato maggiori attitudini intellettuali.

V. 

Nel periodo di transizione, che s’apre con l’ascesa dei proletariato al potere politico, il compito del nuovo Stato proletario nel campo scolastico-culturale è quello di combattere con ogni energia gli avanzi dell’ideologia borghese, di destare e rafforzare nelle vaste masse lavoratrici dell’industria e dell’agricoltura la coscienza della missione storica della loro classe, e di stimolare le energie produttive necessariamente disorganizzate nel trapasso dal vecchio al nuovo regime. Quindi lo Stato proletario di transizione dedicherà i suoi maggiori sforzi alla lotta contro l’analfabetismo, e alla creazione di una rete più fitta che sia possibile di organizzazioni scolastiche nelle campagne e nelle officine, in cui s’integrino reciprocamente l’insegnamento e il lavoro produttivo, secondo il criterio dell’atto didattico che nasce direttamente dall’atto creativo e ne è manifestazione derivata. 

VI. 

Nel periodo, già iniziato, di preparazione della classe lavoratrice all’assunzione del potere, mentre però questo si trova ancora nelle mani della classe capitalistica, l’azione del Sindacato deve proporsi due principali obbiettivi:

  1. resistenza a tutti i tentativi che la borghesia capitalista fa e farà per consolidare o restaurare mediante la scuola il proprio dominio di classe, e quindi:
    1. lotta contro tutte le limitazioni di natura fiscale o altra alla possibilità d’accesso alla scuola d’ogni grado e tipo, e per la gratuità di essa; 
    2. lotta contro l’analfabetismo, e per la creazione di sempre maggior numero di scuole di primo grado, di scuole per adulti analfabeti, di istituzioni prescolastiche, post-scolastiche e ausiliari, di istituti d’assistenza economica e morale per gli alunni poveri delle scuole di ogni tipo e grado; 
    3. lotta contro le inframmettenze parlamentari, finanziarie, giornalistiche, ecc. nella scuola, e per l’assoluta tecnicità di essa; 
    4. lotta contro l’asservimento della scuola alle ideologie politico-sociali della classe dominante, e per la completa e reale indipendenza dottrinale, didattica e politica della scuola e degli insegnanti; 
    5. lotta contro lo sfruttamento che lo Stato e gli organismi autonomi, l’uno e gli altri emanazione della classe dominante, esercitano su tutti coloro che in qualsiasi modo lavorano per la scuola e per la cultura, e per la conquista di trattamenti economici commisurati al costo della vita. 
  2. Fusione di tutte le organizzazioni di lavoratori della scuola e della cultura in un unico sindacato unitario, che eserciti effettivo controllo su tutta la vita della scuola e degli istituti di cultura, sottratti così al capriccio spesso incompetente della burocrazia centrale e locale.