Unità sindacale e diritto di Frazione
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Due avvenimenti dominano la situazione attuale del movimento proletario in Francia, questa del blocco contro riformista e questa dell’unità sindacale. Ambedue si ricollegano al corso delle situazioni ed in particolare rappresentano il grano di sviluppo raggiunto da parte del centrismo nella sua corsa degenerativa.
Inutile qui ripetere tutte le edizioni avanzate in questi ultimi anni dal partito e dall’I. C. su questi problemi. Sarebbe superfluo la enunciazione di tante contraddizioni. d’altronde gli avvenimenti stessi si sono incaricati d’apportare il loro giudizio inappellabile ed inesorabile. Tutte queste edizioni sono crollate una ad una varando progressivamente un vuoto nelle file del proletariato.
Comitati di tutte le specie, di tutti colori, di tutte le variopinte origini hanno fatto fallimento maturando, cosi le condizione della nuova svolta del centrismo verso la la liquidazione completa, verso il suo inserimento nel girone della politica rispondente agli interessi immediati del capitalismo.
Le origini di questa svolta sono apparenti; esse rispondono direttamente alla nuova orientazione e diplomatica della Russia. Tutto come per il passato resterà condizionato a queste esigenze ed i bonzi non mancheranno d’improvvisare le più acrobatiche giustificazioni per fare ingoiare ai proletari il tradimento che stanno consumando.
Tutto verrà sacrificato, tutto verrà falsificato, come avvenne nel 1914 quando ebbe per esecutore la social-democrazia. Sul terreno sindacale questa svolta, o piuttosto questo capitombolo, comporta di già l’abbandono il più completo ( non si legge ) posizioni delle posizioni di classe di l’avanguardia, il partito comunista, non dovrebbe essere il porta bandiera.
Il centrismo dopo essersi opposto durante degli anni alla realizzazione dell’unità sindacale, dopo avere opposto a questa una serie di luoghi comuni, dopo avere dichiarato che l’unità organica del proletariato sarebbe avvenuta nei quadri della C.G.T.U. o per gli altri paesi questa unità era rappresentata in embrione dalla O.S.R., oggi riprende una posizione da noi difesa cioè quella del congresso di fusione per raggiungere l’unità organica del proletariato francese.
A prescindere dal corso che prenderanno le trattative tra le due burocrazie sindacali, che sul terreno generale si ricongiungono in quanto espressioni di forza agenti contro gli interessi immediati e generali del proletariato, il problema dell’unità sindacale resta un obbiettivo per cui tutte le forze proletarie devono essere mobilitate in quanto questa rappresenta un serio passo verso la realizzazione dell’unità proletaria su delle basi di classe.
Ma gli ostacoli che ancora frappongono le due differenti burocrazie, quella centrista e riformista, lo siamo certi, verranno spazzati via dalla volontà sempre più forte delle masse, che minacciate giornalmente dalla politica affamatrice della borghesia, vedono nella unità sindacale la risposta tendente a realizzare la mobilitazione operaia contro l’offensiva capitalista.
Ma il centrismo nel riprendere la posizione del congresso di fusione fino ieri da lui combattuta, abbandona la rivendicazione centrale dei comunisti del diritto delle frazioni nell’interno dell’organizzazione sindacale, che comporta, come ne acennavamo sopra, una capitolazione di classe.
Spetta dunque alle frazioni di sinistra il compito di lottare fin da ora per questa rivendicazioni centrale che fa parte del patrimonio ideologico e tattico del comunismo.
Per “unità sindacale, per il diritto di frazione nella confederazione unificata del lavoro in Francia.