Il sistema di Taylor e la classe lavoratrice (Pt.1)
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di S.L.
L’aumento della produzione è la parola d’ordine del nostro tempo ed il problema centrale di ogni politica economica. Questa può soltanto cooperare o ad un tentativo di ricostruzione dell’economia capitalista che si dibatte in una crisi mortale, o alla costruzione della economia comunista.
La razionale organizzazione della produzione, l’utilizzazione e la valorizzazione della forza umana è diventato il più grande problema del processo di sviluppo industriale. Nello svolgersi di questo processo è sorta una nuova scienza; quella della razionale direzione industriale, il cui fondatore è l’americano F. W. Taylor. Questa nuova scienza svolge delle idee, che senza dubbio meritano la massima attenzione da parte di tutti gli uomini politici.
Sui nuovi principi scientifici di Taylor e sulla sua scuola molto si è scritto ed in parte anche opere di grande pregio. La più gran parte degli autori dànno la maggior importanza al problema tecnico-meccanico, sebbene essi – come Taylor stesso – non abbiano trascurata l’applicazione politica e sociale.
Perciò è necessario sottoporre gli insegnamenti di Taylor e della sua scuola ad un profondo esame dal punto di vista del proletariato per non abbandonare agli oscuri impulsi della classe lavoratrice il compito di trovare la diritta via per questo complicato problema.
Federico W. Taylor non era affatto una personalità in vista. Egli incomincio come apprendista in un laboratorio-modello di falegname, passò poi nella fabbrica di macchine di Midvale Steel Co. dove in un mese divenne capo nel reparto tornitori e più tardi direttore di fabbrica. Dopo che egli sviluppò la sua teoria della direzione industriale scientifica, l’introdusse praticamente in parecchie industrie e la propagando con la parola e con gli scritti, terminò la sua carriera come dottore onorario e professore nell’università di Filadelfia.
Una carriera ed una personalità tipicamente americana!
Un uomo che si è fatto da sé, un autodidatta di grande ed elevato ingegno. Egli era dotato di una acuta perspicacia, di una vasta coltura ed ancor più di un forte spirito di osservazione. Aveva una spiccata tendenza per i metodi di ricerca scientifici, per approfondire cause ed effetti; una meravigliosa energia e tenacia nel perseguire le sue idee riconosciute per giuste e non si lasciava impressionare, quando un’industria sembrava correre verso la rovina per opera dei suoi esperimenti.
Ma non soltanto nella sua energia, nella sua perseveranza, nella sua tenacia, nella sua attività egli era il tipo del nordamericano, ma anche nella sua credenza nella forza insuperabile del denaro. La sua intera concezione della vita è l’assoluta sottomissione al vitello d’oro. Egli lavorava con metodi scientifici e credeva di sviluppare una vera e propria scienza. Ma non è possibile servire nello stesso tempo Dio ed il diavolo. I suoi lavori, i suoi pensieri e principi sono buoni in sé e meritevoli di ogni lode, ma essi nascono per sforzarsi di fondare un sistema onde trovare il mezzo per aumentare il profitto, per ricavare dall’operaio tutto ciò che da esso, sopratutto fisiologicamente, si può ottenere. Perciò egli basa i suoi calcoli, da buon conoscitore degli uomini e da buon osservatore, sull’avidità di denaro dell’operaio americano in parte ignorante disorganizzato.
Il sistema scientifico del Taylor servi soltanto agli interessi dei capitalisti, poiché egli nel suo pensiero era orientato in modo assoluto verso il capitalismo, nonostante le sue affermazioni politiche e sociali, che del resto rivelano il vero dilettante. II seguente episodio che egli stesso racconta ne è la miglior prova. Egli dice:
«Non appena divenni capo di un gruppo di operai, uno di questi mi si avvicinò e mi disse press’a poco quanto segue:
Ora Federico, ci fa molto piacere che tu sia divenuto capo. Tu conosci dunque che piega prendono le cose. Mettiti dalla nostra parte e tutto andrà bene. Se tu cerchi però di sabotare un nostro qualsiasi accomodamento, puoi star certo che ti aggiusteremo le ossa.
Io risposi francamente, che ora mi trovavo dalla parte dei padroni e che per quanto mi era possibile avrei cercato di raggiungere una giornata giusta di lavoro per ogni tornio».
Si, questo era Taylor. Lo scopo della sua scienza era la determinazione di una «giusta giornata di lavoro», ed egli non si peritava di confessare che per tale scopo impiegava senza scrupoli ogni mezzo. «Licenziavo gli ostinati che continuavano ad opporsi ad ogni miglioramento, ribassavo il prezzo del cottimo, assumevo dei novellini che personalmente istruivo, ed a questi strappavo la promessa che dopo il noviziato essi avrebbero fornito una giusta giornata di lavoro».
Poiché tali erano i suoi principi, anche il suo lavoro rimase unilaterale. Malgrado tutto Taylor ha fatto molto. Le sue idee, se trovassero una generale realizzazione nel sistema capitalistico, sarebbero nefaste; esse sono però adatte ad essere maggiormente sviluppate ed applicate in una organizzazione economica ragionevole per stimolare la produttività del lavoro e con ciò contribuire a guidare l’umanità tormentata sulla via di un avvenire felice.
Questo dovevo premettere, non per diminuire l’opera di Taylor, ma per porla nella sua vera luce e perché attraverso l’uomo possiamo meglio comprendere i suoi insegnamenti.
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Taylor parte dal punto di vista che l’effetto utile, la produttività del nostro lavoro è del tutto insufficiente e potrebbe essere maggiormente redditizia con una più razionale organizzazione del rapporto fra il consumo del lavoro ed il suo risultato. La causa di questa insufficiente produttività del lavoro consiste nel fatto che si occupa solamente redditizia con una più razionale organizzazione del rapporto fra il consumo della forza-lavoro ed il suo risultato. La causa di questa insufficiente produttività del lavoro sta nel fatto che ci si occupa solamente di perfezionare continuamente le macchine e gli impianti tecnici e non di rendere più razionale la tecnica del lavoro umano; il quale è rimasto indietro nello sviluppo. Taylor perciò si dedico allo studio della tecnica e dei metodi di lavoro dell’uomo. Lo scopo è l’organizzazione del lavoro economico, onde evitare lo sperpero della forza umana e raggiungere la massima potenzialità del singolo operaio e dell’industria.
Durante la sua decennale attività pratica in diverse grandi industrie, Taylor aveva osservato che gli operai non esplicavano la loro massima potenzialità di lavoro; essi compivano ripetutamente manipolazioni inutili, irrilevanti, inopportune ed invecchiate; con un lavoro falso facevano dei movimenti inutili solo perché così era Stabilito, perché anche gli altri così facevano, perché i loro antenati da migliaia di anni nell’esecuzione di certi lavori usavano gli stessi irrilevanti metodi di lavoro che si trasmisero ereditariamente di generazione in generazione.
Ogni lavoro, anche quello apparentemente più primitivo, è la combinazione dell’attività del pensiero e del braccio. Taylor constatò che gli operai perdevano un tempo eccessivo per cercare un giusto metodo di lavoro, per vedere come i singoli lavori ad essi trasmessi dovevano essere eseguiti, e raramente trovavano il modo opportuno di lavorare, mancando per tale ricerca della necessaria preparazione ed intelligenza.
Inoltre egli constatò che nella scelta di un operaio per un determinato lavoro non venivano prese in considerazione le sue qualità fisiche e psichiche; nel collocamento degli operai decideva il puro caso. Anche altri momenti fisiologici e psicologici che influiscono sulla potenzialità del lavoro, come lo spossamento, il rapporto fra la nutrizione ed il lavoro, la differenziazione della capacità al lavoro maschile o femminile, ecc., rimanevano inconsiderati.
Infine egli constatò che l’usuale sistema del salario a tempo od a cottimo influiva svantaggiosamente sul piacere del lavoro e sulla sua produttività; il puro salario a tempo non tiene affatto conto dello zelo e della valentia del singolo; la base di misurazione per il salario a cottimo è spesso arbitraria, sempre incerta, e da essa nascono continui dissensi fra operai e datori di lavoro.
Taylor trasse le conseguenze di queste sue considerazioni ed introdusse nell’organizzazione delle innovazioni, che si possono riassumere brevemente nei seguenti principi:
- La divisione del lavoro, com’è stata fin’ora applicata, è semplicemente tecnica. Essa deve venire ulteriormente completata. Ogni singolo lavoro, ogni movimento, ogni manipolazione deve venire osservata ed analizzata con molta attenzione, come oggetto di uno studio scientifico. Questa esatta, sistematica scomposizione di ogni lavoro, renderà possibile una perspicace separazione degli elementi spirituali e materiali esistenti in esso. Mentre fin’ora l’operaio eseguiva l’intero lavoro, secondo i principi di Taylor esso deve eseguirne soltanto l’elemento materiale l’elemento spirituale viene affidato ad uno speciale ufficio, l’«Ufficio del lavoro». Questa partizione del lavoro in elemento spirituale e materiale è una delle caratteristiche delle industrie dirette secondo i principi scientifici.
Secondo i procedimenti in uso nelle fabbriche, la direzione non interviene affatto, o soltanto molto poco, nel campo d’attività dell’operaio e si limita a trasmettere attraverso i capi, gli ordini di esecuzione di certi lavori. Secondo il sistema di Taylor avviene altrimenti, L’Ufficio del lavoro consegna nelle mani dell’operaio un’istruzione scritta, elaborata fino nei più minuti dettagli e provveduta delle necessarie illustrazioni, sul modo d’esecuzione di un determinato lavoro. L’intero svolgimento del processo di lavoro deve venire in precedenza esattamente elaborato nell’Ufficio del lavoro, cosicché ogni impiegato dell’industria deve apprendere dall’istruzione scritta ciò che egli deve fare e come deve farla. Non è più permessa alcuna riflessione, ricerca o attesa; tutto è stabilito e regolato in precedenza, tutto è considerato. L’Ufficio del lavoro ha eseguito tutto il lavoro intellettuale, ha stabilito ogni movimento ed il tempo per ogni dettaglio di lavoro all’operaio rimane soltanto l’esecuzione materiale, secondo l’istruzione avuta. In questo modo l’operaio deve venire «automatizzato» perché secondo l’esperienza un automa è sempre più economico e più produttivo di un operaio di valore e degno di considerazione per le sue riflessioni ed osservazioni.
- Le basi di questa divisione del lavoro devono essere formate con molta esattezza, secondo principi scientifici derivati da studi industriali sui metodi di lavorazione. Ogni movimento dell’operaio nell’esecuzione di qualsiasi lavoro deve venire osservato, segnato, eventualmente rilevato cinematograficamente ed esaminato nella sua precisione. I movimenti inopportuni ed inesatti devono essere sostituiti con altri opportuni ed esatti, quelli superflui aboliti. Questo studio dei movimenti costituisce una parte preziosa del sistema di Taylor.
Con questi studi psicologici e fisiologici devono essere trovate le leggi del governo economico della forza umana, e stabilite le pause ed il tempo di lavoro, la capacità ed il grado d’attività del singolo operaio. Egualmente deve essere esaminata scientificamente la costruzione degli strumenti, degli attrezzi e la natura degli impianti secondo la loro opportunità. Tutto deve essere organizzato in modo tale che l’uomo e la macchina diano il massimo di produttività.
- Per creare una base per la misurazione del salario a cottimo e della giornata di lavoro, devono farsi studi esatti su quanto l’operaio può lavorare senza danneggiarsi. Devesi perciò stabilire con esattezza scientifica il minimo di tempo nel quale un lavoro od una parte di lavoro può essere compiuto. A ciò servono i celebri o famosi studi del tempo chiamati anche studi del lavoro di Taylor. Non si tratta qui di vedere, per mezzo delle note osservazioni, in quanto tempo viene eseguito nell’industria un dato lavoro. Si tratta invece dello studio degli elementi del lavoro, che devono essere esaminati in sé, nei loro reciproci effetti, nella loro opportunità, nel tempo che essi richiedono. Devesi perciò, stabilire con l’aiuto di un cronometro il tempo che l’operaio impiega effettivamente per ogni singolo atto. Ogni movimento che può influire sul risultato deve venir esaminato e segnato. Il controllo se l’operaio usufruisce di mezzi ausiliari adeguati allo scopo, se egli veramente segue i migliori procedimenti di lavorazione e utilizza i vantaggi che l’ambiente gli offre questi sono i punti di vista che costituiscono l’oggetto per uno studio del lavoro ben impostato. Quando sono stati chiariti questi punti, allora ci si può inoltrare nel secondo problema, che costituisce lo scopo dello studio del lavoro: qual’è il tempo minimo nel quale un operaio, senza danno per sé, può eseguire un lavoro che gli è stato affidato? L’accertamento di questo tempo minimo non è però l’unico scopo di questo studio. II suo risultato è in realtà quasi sempre la diminuzione del tempo del lavoro e conseguentemente l’aumento del prodotto. In pochissimi casi il metodo di lavorazione fin’ora seguito dagli operai risulta come il più rapido; per lo più un determinato lavoro deve essere eseguito o da altri operai o in modo diverso per venir compiuto nel tempo minimo. Accanto ad una diminuzione del tempo di lavoro, da tali studi deriva anche un cambiamento nel processo del lavoro.
- Sulla base dei dati degli studi sul tempo viene stabilito il lavoro giornaliero. Su di esso si regola il sistema del salario di Taylor, seguendo il principio di lasciare al singolo operaio la possibilità di avere un’entrata il più possibile elevata, riducendo però sia le spese generali come quelle per unità di produzione. Il salario a cottimo viene stabilito in modo che l’operaio, che raggiunge il quantitativo di lavoro fissato, guadagna dal 30% al 60% in più di quanto non importi usualmente il normale salario giornaliero in altre simili industrie. L’operaio riceve però un elevato salario soltanto quando compie il lavoro stabilito in un determinato tempo base od in un tempo inferiore; se egli supera il tempo base il lavoro prodotto rimane inferiore a quello stabilito e perciò riceve un salario più basso. Questo è il salario a cottimo differenziale di Taylor. In sostanza tale sistema serve anche per stabilire i premi del lavoro, secondo i quali all’operaio che ha fornito il suo lavoro nel tempo prescritto, viene concesso un premio dal 30% al 100% sul suo salario ordinario.
I risultati che Taylor raggiunse con l’attuazione dei suoi principi furono veramente incredibili, per quanto la Bethlehem Steel Co., dove Taylor personalmente introdusse il suo sistema con sperpero di spese colossali, dopo alcuni anni dovette nuovamente abolirlo, e così molte altre industrie che avevano sperimentato l’introduzione dei metodi industriali di Taylor, istituirono altri sistemi di riorganizzazione, dopo aver sciupato molto denaro nei studi preliminari. In parte ciò potè essere causato da una concezione inesatta dei principi di Taylor. Quando però osserviamo i risultati ottenuti in alcune industrie taylorizzate, noi vediamo che essi meritano la massima attenzione. Taylor stesso informa che negli stabilimenti Bethlehem erano occupati dai 400 ai 600 operai caricatori, il cui lavoro medio giornaliero per uomo era di 16 t. Nel terzo anno dopo l’introduzione dei nuovi sistemi, il lavoro giornaliero di un uomo sali in media a 59 t., cosicché la maestranza potè venir ridotta a 140. Un taylorista, Frank B. Gilbrecht, con la nuova organizzazione tecnica del lavoro dei muratori, dopo aver trovato gli uomini adatti ed averli abituati ai nuovi metodi, raggiunse in media un lavoro orario di 350 mattoni, mentre con il vecchio sistema non superava i 120 mattoni. Walento informa che in una fabbrica di costruzione di macchine prima della taylorizzazione il valore della produzione settimanale era di 106.200 dollari, dopo invece, con lo stesso numero degli operai e con l’aumento solo degli impiegati da 10 a 51, esso raggiunse i 313.000 dollari. In un altro esempio Taylor dice che nella sua fabbrica, con l’introduzione dei metodi industriali scientifici, ottenne che 35 operaie adibite all’esame delle boccie compissero lo stesso lavoro che prima era fatto da 120 operaie ed inoltre la sua qualità salì del 60%.
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Taylor assicurava ripetutamente, che il suo sistema voleva elevare al massimo possibile la produttività del lavoro attraverso norme d’organizzazione e ricerche scientificamente condotte riguardo al metodo razionale di lavoro, escludendo ogni eccesso di fatica degli operai. I risultati sbalorditivi dei suoi esperimenti egli li considerava dovuti esclusivamente all’impiego pratico dei suoi metodi industriali. Egualmente il prof. Wallich attesta che soltanto una piccola parte del risparmio di tempo raggiunto con il metodo di Taylor si ottiene con un più attivo lavoro degli operai, la maggior parte si ha con la creazione di migliori condizioni di lavoro, con il miglioramento degli strumenti e degli impianti, con una buona preparazione ed una rigorosa regolamentazione dello sviluppo del lavoro. Ciò deve essere esaminato più da vicino.
Taylor stesso dice che la caratteristica più rilevante del nuovo sistema è il contingente di lavoro giornaliero. Egli riconosce dunque da sé che, nell’esecuzione pratica dei suoi principi, il contingente ed il premio considerati come stimolo per il raggiungimento di una superproduzione, costituiscono la condizione fondamentale dell’intero sistema. II contingente di lavoro è il risultato di ricerche coscienziose e scientifiche su quanto un operaio può lavorare, senza danneggiarsi in nessun modo – dice Taylor. Vediamo innanzitutto come vengono fatte queste osservazioni: «Si sceglievano due lavoratori di prima classe la cui capacità di lavoro materiale era già stata prima provata e si era a lungo ben conservata. Per tutta la durata dell’esperimento essi venivano pagati con doppio salario e ad essi si imponeva di lavorare per tutto il tempo con la massima potenzialità; di tempo in tempo facevamo delle ispezioni per vedere se non erano rimasti indietro con il loro lavoro; ad ogni esperimento, seguiva un momentaneo licenziamento». E poi in altri casi: «Si prendevano due o tre lavoratori di pala di prima classe, ai quali pagavamo un salario extra perché lavorassero con onestà e con attendibilità. Così speravamo di poter stabilire, in quanto tempo un uomo poteva fornire un cavallo di forza, cioè, quanti metri-chilogrammi di lavoro è in condizione di offrire nel modo migliore un operaio in una giornata».
E nonostante che per la determinazione di una giusta giornata di lavoro si prenda per base, per un dato lavoro qualificato, l’opera di un operaio di prima classe e fisicamente valente, il quale per di più con la promessa di doppio salario da una parte e la minaccia di licenziamento dall’altra, viene stimolato e spinto ad un lavoro forzato, pure questa è la ripetuta assicurazione di Taylor:
«II contingente di lavoro è sempre determinato in modo che esso non rappresenta affatto circa il massimo, ma è tale che l’uomo più adatto ad una determinata attività, nel corso del tempo sostanzialmente si perfeziona e può divenire e diverrà, più contento e più benestante». Ciò è ben poco convincente.
La realtà è che Taylor stesso, dove paria dei metodi di studio del lavoro, desidera sempre determinare l’opera di un operaio di prima classe. Oltre a ciò, il sistema del salario che Taylor impiega, è tale che ad una più alta produzione corrisponde un guadagno più elevato del salario normale; se però essa rimane al disotto di questo massimo livello, il guadagno precipita fortemente. Ciò significa che egli differenzia il guadagno, proporzionalmente a limitate differenze di lavoro, in modo così forte che da una parte l’avidità di denaro spinge gli operai particolarmente vigorosi ed abili ad una produzione sempre maggiore, dall’altra gli operai medi e meno capaci sono costretti ad una continua tensione delle loro forze. In queste circostanze, parlare di protezione degli interessi dei lavoratori è una cosciente ipocrisia od un incosciente nonsenso. Poiché giustamente dice il Sachs che la sola cognizione di ciò che l’operaio può produrre in determinate condizioni, può condurre ad un sistema di sudore. II dott. Sachs deve però riconoscere in modo assoluto che ogni industriale ragionevole, che fa lavorare secondo il sistema di Taylor, farà di tutto per occupare nella sua industria operai che producano il massimo. Naturalmente egli non pretenderà, come base, dall’operaio medio l’opera del migliore operaio; sarebbe una fatica inutile. L’operaio viene spinto da sé ad avvicinarsi per quanto è possibile al massimo di produzione, altrimenti egli perde il posto, ed il trovarne un altro gli sarà tanto più difficile quanto più il sistema sarà diffuso. Che ciò conduca ad un prematuro esaurimento delle sue forze, non occorre ulteriormente dimostrarlo. E se ciò non si osserva ancora, è molto facile osservare che con il piccolo numero di fabbriche che lavorano secondo il sistema di Taylor, gli operai in esse impiegati, che sono resi inadatti a lavorare con altri sistemi, nelle altre industrie non vengono accettati. Per nessuno queste possono essere prove della salute e della felicità dei lavoratori. La quale felicità consisterebbe senz’altro nel fatto che secondo detto sistema più a lungo essi lavorano, più elevato è il loro guadagno. Ci si domanda per quanto tempo essi potranno resistere. Tosto che la loro energia sarà esaurita, non vi sarà più posto per essi nel sistema di Taylor. Una prova veramente importante sarebbe una statistica sull’età media dei lavoratori e sulla durata della loro occupazione, rilevata da un grande numero di industrie simili ed estesa ad uno spazio di tempo dai 15 ai 20 anni.
Questa prova non è mai stata ricercata dai propugnatori della genuina coltura di Taylor. Poiché è un fatto generalmente conosciuto, che l’organismo umano, come ogni altro organismo, è elastico e può sopportare per un certo tempo una superfatica senza che il danno sia subito appariscente. Non si può dunque indicare subito, quando è necessario, di quanto un operaio si strapazzi; verosimilmente la diminuzione della sua potenzialità si constaterà per la prima volta quando egli è già sceso così in basso col suo lavoro che con lo sforzo psichico (volontà, attenzione, ecc.), non può più compensare la diminuzione delle forze fisiche. Veramente ci sono delle relazioni in questo senso. Così leggiamo in Kochmann: «Con apparenza degna di fede, veramente da ciò non controllabile, viene riferito che gli operai nelle industrie taylorizzate, prendono delle medicine stimolanti per essere all’altezza degli sforzi richiesti dal nuovo modo di lavorare, e che si debba spesso prevenire che essi si tingano i capelli e si imbellettino per conservare un’apparenza fisica fresca e giovanile». Taylor forse può avere seriamente concepito il suo sistema con intenzioni umane. Ma non era in suo potere di regolarlo secondo la sua volontà. Lo spirito che egli generò, si rivoltò contro di lui; i capitalisti, ai quali egli ha insegnato come si può stabilire il massimo di lavoro, ridono del suo sentimentalismo ed utilizzano i suoi insegnamenti senza riguardi.
Il bravo teorico Taylor, poté forse non aver previsto, ciò che la sua conoscenza degli uomini doveva veramente prevedere, come la sua scienza sarebbe stata tradotta in pratica dal capitalista americano. Nella pratica non era sufficiente neanche l’opera dell’operaio di prima classe. Frenz informa, che si è andati un passo oltre. L’Ufficio del Lavoro venne istruito sul metodo per fissare il tempo più basso possibile, in modo che il contingente di lavoro prescritto fosse elevato per gli stessi migliori operai. L’ufficio per lo studio del tempo considerava la sua migliore opera in ciò: che il minimo numero possibile di operai potesse rimanere nei limiti di tempo fissati. Alle lagnanze degli operai ci si poteva appellare al carattere scientifico delle ricerche. In taluni casi l’impiegato all’ufficio suddetto veniva finanziariamente interessato ad una limitata parte del tempo trattenuto. Inversamente era a ciò interessato il miglior operaio nell’officina; se il massimo possibile di tutti gli operai raggiungono la produzione più elevata, viene ridotto il 100 per cento del tempo. Così appare la cosa nella pratica capitalista. L’idea del contingente di lavoro di Taylor è divenuto un mezzo di potente sfruttamento e gli operai, che con il loro sano istinto sentono ciò, si pongono energicamente contro l’applicazione di questo sistema scientifico per spremere la forza umana.
(continua).