La coltura proletaria e il Commissariato dell’ l’Istruzione pubblica (N.d.R.)
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Pubblicando nel numero precedente l’articolo di Lunaciarski «La coltura proletaria ed il Commissariato dell’Istruzione pubblica», omettevamo di render noto ai nostri lettori che fin dal 1° dicembre 1920 il Proletcult (coltura proletaria) è divenuto un organo del Commissariato del popolo per l’Istruzione.
L’esperienza dirà quali saranno le conseguenze pratiche di tale riforma e se essa sia stata utile o no. Certo è che, a nostro modo di vedere, non sono da temersi gli effetti dannosi paventati dal Lunaciarski nel suo articolo, poiché effettivamente non si tratta della soppressione di un organo e conseguentemente dell’assorbimento della funzione da esso esplicata da parte di altro organo non idoneo a tale compito, bensì di una più stretta fusione di due organi speciali (Proletcult e Sezione dell’I.P.), l’attività dei quali sebbene diversa (l’uno laboratorio di studio rigorosamente destinato al proletariato per aiutarlo a creare una coltura originale e propria; l’altro apparato d’insegnamento destinato a diffondere la conoscenza di tutte le branche del sapere umano) pure si svolge nello stesso campo d’azione l’Istruzione pubblica.
Con la trasformazione del Proletcult in organo del Commissariato dell’I.P., le funzioni dei due organismi differenti ma simili, sono maggiormente avvicinate e tutte due subordinate ad un unico centro direttivo. Rimane pur sempre vero però il concetto di educazione proletaria quale lo espone il Lunaciarski, concetto che non viene affatto intaccato dalla riforma suindicata. E che tale sia il pensiero dominante fra i più autorevoli compagni che oggi dirigono le sorti della Russia soviettista, lo prova anche un discorso di Lenin pronunziato al Congresso Panrusso delle Organizzazioni per l’educazione politica, il 5 novembre 1920 dal quale risulta come lo stesso presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo sia contrario a quelle due concezioni estreme che il Lunaciarski enuncia come due pericolosi errori in tale sede.