Il saluto dell’Internazionale alle lavoratrici d’Italia
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Compagne, sorelle,
Il combattimento per la vittoria della nostra grande causa si svolge con uguale asprezza nel mondo intero. Le compagne vengono a noi in numero sempre più crescente; con coscienza di classe esse si mettono all’opera per organizzare la lotta contro il sistema capitalista e per strappare le donne lavoratrici all’influenza dei loro nemici.
La lotta deve essere combattuta internazionalmente, giacche internazionale è le potenza della classe borghese. Le donne del proletariato oppresse e sofferenti, che le miserie della guerra e del dopoguerra hanno reso chiaroveggenti, aderiscono in tutti i paesi ai partiti rivoluzionari.
Voi dovete essere il portavoce di queste donne che si svegliano alla coscienze di classe e che incominciano a rendersi conto della loro situazione nella società capitalista. Voi dovete giungere ad esse con un giornale che esse comprendano, al quale esse parlino, che a loro si rivolga.
Il nostro giornale deve portare la luce agli incoscienti, indicare la via, lo scopo alle militanti. Il vostro giornale, che si propone di propagandare in mezzo alle donne l’idea dell’emancipazione proletaria acquisterà presto la simpatia delle masse femminili d’Italia.
Furono le madri che soffrirono maggiormente durante la guerra imperialista e che soffrono oggi per la vita cara e la disoccupazione crescente; sono esse che guardano con angoscia infinita i grandi occhi avidi, le guance scarne dei loro bimbi. Esse soffrono perché vedono con sguardo cosciente quello che i fanciulli non fanno che sentire.
La morte minaccia i fragili figli del proletariato, e le madri desolate sono nell’impossibilità di allontanarla.
Intanto i bimbi della borghesia sono circondati di cure infinite. Ad essi il migliore nutrimento, ad essi i vestiti migliori, Mentre figli del proletariato sono forzatamente abbandonati alle insidie della strada, e soffrono la fame ed il freddo, i bimbi dei ricchi, dei potenti si divertono nelle grandi case sontuose.
E la sorte dei bimbi è la sorte delle madri, come l’avvenire dei figli è l’avvenire delle madri, ecco perché le donne vengono in gran numero a noi. Esse sanno che la nostra lotta è la lotta per l’avvenire del proletariato. Se noi lottiamo e soffriamo oggi, ed anche se noi non possiamo godere dei frutti della vittoria, saranno i nostri figli che godranno di una nuova vita e della libertà. Se noi donne collaboriamo a spezzare le nostre catene, facilitiamo la via ai nostri figli.
Le donne che oltre alle cure famigliari hanno ancora il peso del lavoro professionale, che crea il profitto del capitalista, saranno le prime a comprendere il vostro appello. Il vostro giornale avrà tuttavia una lotta difficile da condurre contro i pregiudizi del passato. Nel vostro paese la chiesa è ricca di tradizioni e di influenze, l’organizzazione e la potenza del clero riesce ancora ad ingannare molte donne, sopratutto quelle del proletariato agricolo, e ad allontanarle dalla loro classe. La nostra lotta sarà perciò più lunga e difficile. Ma la grandezza del compito che voi vi siete proposto lungi dall’affaticarvi vi stimolerà ancora a nuovi sforzi.
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Ecco la nostra parola d’ordine: avanti per il comunismo!
SEGRETARIATO INTERNAZIONALE DELLE DONNE COMUNISTE