La donna e la casa
Categorie: Women's Question
Questo articolo è stato pubblicato in:
Sono numerosissime le proletarie, che, pur seguendo con simpatia il nostro movimento, se ne vivono completamente appartate. Esse sono convinte che il solo loro compito sia quello di badare alla casa; conseguentemente una certa sdegnosa noncuranza per tutto ciò che è all’infuori delle ristrette cerchia delle quattro mura che le circondano.
Tutte comprese della loro abilità di buone massaie che sanno serenamente superare le note e le difficoltà che dà il governo di una casa, specialmente quando si tratta di una casa proletaria, coscienti della loro saggezza e del loro spirito di sacrificio, hanno l’orgoglio di chi è convinto di compiere interamente il prorpio dovere. Difatti si fanno ingegnose per rendere cara e confortevole la casa, e qualche volta la loro abnegazione nel sopportare [testo illeggibile] stesso della famiglia i caratteri più [testo illeggibile] e le umiliazioni più dure, diventa bile.
Non vi può essere una casa confortevole se in questa non vi è una donna. E chi non apprezza le capacità femminili nel governo di casa?
Ma questo non vuol dire che essa si debba fossilizzare fra le pareti domestiche,
Le donne proletarie che persistono in questo concetto, che veramente ritengono che quello sia il solo loro compito, sono in errore e si rendono colpevoli verso la loro stessa classe.
Tutti questi sconosciuti tesori, di sacrifici, di energia e di abnegazione, che esse impiegano per mantenere in piedi e salda la famiglia e la casa, sono inutili.
Lo squilibrio economico e l’imperialismo della società capitalista hanno dato origine alla più mostruosa guerra che l’umanità abbia conosciuta, forza cieca e brutale. La guerra ha dato i più poderosi colpi alla compagine famigliare, ha aperto crepe profonde che invano le donne tentano di arginare. La guerra ha generato una grande crisi, gli operai sono gettati sul lastrico, e come vivere quando la disoccupazione dura mesi e mesi, quando i pochi risparmi sono spariti?
Sono gli oggetti superflui della casa che cominciano ad andare, sono quegli oggetti comprati con sacrificio, tenuti con cura, che rendevano intima e cara la casa, che se ne vanno; e il più delle volte questi oggetti superflui sono seguiti da quelli necessari.
Le massaie credevano di aver una casa tutta loro, perché creata col lavoro, col sacrificio di ogni giorno, e per questo più amata; ma la miseria nera non perdona, neppure al sentimento.
La società capitalistica non assicura il pane ai lavoratori e di conseguenza neppure alle donne la casa è assicurata.
E’ la borghesia stessa, la quale predica che la casa è il regno della donna che col suo sistema atterra questo povero regno. Essa ne allontana la donna per mandarla alla fabbrica, ne allontana gli nomini per mandarli alla guerra, e colla disoccupazione ne fa mancare il pane,
Sono questi gli elementi disgregatori della famiglia e della casa contro i quali le donne dovrebbero lottare.
Non è restringendosi nel proprio egoismo che si assicura il pane, non è educando dei remissivi che ci si salva dalle guerre, non è fidando in Dio che si risolvono i problemi sociali.
La casa e la famiglia sono strettamente connesse al sistema della società capitalista, la casa va ricostruita su altre fondamenta, per costruire queste fondamenta bisogna abbattere quelle della vecchia società borghese.
Anche le donne di casa debbono lasciare qualche volta il focolare per prendere parte alla lotta che l’esercito proletario conduce per la sua redenzione.