Partito Comunista Internazionale

Il trattato Italo-Russo

Categorie: Italy, USSR

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Già da molti mesi è a Roma la Delegazione commerciale del Governo dei Soviet con l’obbiettivo di allacciare legami tra l’Italia e la Russia. 

Risultato del lavoro della Delegazione, e al tempo stesso base per ogni ulteriore organizzazione di scambi tra i due paesi, deve essere il trattato commerciale tra i due governi, che stabilisca le norme che presiederanno a tutti i rapporti da intavolare, tanto più pel fatto che, come è noto tutti gli scambi coll’estero della Russia sono sottratti alla iniziativa privata e regolati unicamente dallo Stato soviettista. 

La Missione russa ha già da tempo predisposto in tutti i suoi dettagli, in seguito ad una serie di abboccamenti coi competenti funzionari del Ministero degli Esteri, il testo completo dell’accordo; e recentemente il marchese Della Torretta, ministro degli Affari esteri, assicurava alla Camera, così come ne aveva data assicurazione alla Delegazione russa, che il trattato stesso stava per essere ratificato, e sarebbe al più presto entrato in vigore. 

Queste spiegazioni soddisfecero gli stessi partiti borghesi della Camera, i quali non sollevarono alcuna obiezione, anzi mostrarono di vedere con simpatia, il riallacciamento dei rapporti economici con la Russia. 

Intanto però, secondo nostre sicurissime informazioni, il Governo italiano sta incominciando a mettere i bastoni tra le ruote, e nel Ministero degli Esteri si lavora, evidentemente, a silurare la stipulazione definitiva del trattato. 

Infatti, lungi dall’annunciare che il trattato proposto dalla Delegazione russa era stato ritenuto accettabile, od anche dal proporre le eventuali modificazioni che si intendessero introdurre nel testo del medesimo, il Ministero degli Esteri ha fatto tenere alla Delegazione russa un nuovo e diverso progetto di convenzione, redatto indipendentemente da quello approntato dalla Missione e che secondo ogni buona consuetudine e logico criterio, doveva costituire l’unica base di ulteriori discussioni. 

Il nuovo testo di convenzione proposto dal Governo italiano è ricalcato, peggiorandolo, su quello russo-inglese, e contiene clausole onerosissime e sfavorevoli per la Russia, cosicché è evidente che le discussioni dovranno andare molto per le lunghe, prima di poter definire quell’accordo, a cui pareva non mancassero che le ultime formalità. 

Si tratta di un evidente manovra ostruzionistica delle cricche notoriamente reazionarie che imperano alla Consulta: si tratta di una manifestazione di quegli sleali propositi di profittare delle gravi, angosciose condizioni in cui la Russia versa, che traspariscono oggi da tutta la subdola politica della borghesia internazionale e dell’imperialismo dell’Intesa. 

In questa ora in cui per un popolo intero è questione di vita o di morte il poter realizzare rapporti e scambi sicuri con gli altri paesi, si intralciano volutamente le trattative iniziate da tanto tempo, con metodi evidentemente sleali, anche dal punto di vista della diplomazia borghese! 

Questi gravi fatti devono essere denunciati alla opinione pubblica italiana, e sopratutto al proletariato, perché faccia intendere la sua voce, e si renda conto delle vere disposizioni del Governo nei riguardi dei rapporti con la Russia, imponendo la cessazione di una politica ipocritamente ostile. Sarà questo il modo più efficace di realizzare una effettiva solidarietà col popolo russo, colpito da un cieco e tremendo flagello mentre aveva già reso il massimo dei suoi sforzi per la causa comune di tutti i lavoratori del mondo.