Maternità
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I sintomi di decadenza della società capitalistica non sono forse in nessun campo cosi evidenti come in quello della procreazione umana.
La società attuale non da ai suoi membri la possibilità di mettere al mondo dei figli sani fisicamente e moralmente; essa degenererà sempre più, fino a quando il proletariato non avrà creata la società comunista.
La maternità, che dovrebbe essere considerata come una delle funzioni umane più importanti, e come tale protetta e circondata di cure dalla società, è diventata, per le donne proletarie, un vero tormento. Queste distruggono spesse volte, per necessità, il germe di vita che porterebbe nelle loro famiglie nuove miserie e nuove sofferenze.
La protezione legislativa della madre e dei bimbi è rimasta nella società attuale quasi lettera morta. Migliaia di donne lavoratrici, soccombono per mancanza di cure, nel periodo puerperale, mentre il numero dei bimbi nati morti o rachitici aumenta di giorno in giorno.
Le classi dirigenti non cercano di portare rimedio a questo stato di cose.
Mentre da una parte l’ordine attuale costringe per necessità economiche la madre ad abbandonare la casa, il focolare, per entrare nell’officina, sovvertendo cosi le antiche leggi della famiglia, esso pretende che rimangano incrollabili le basi sulle quali riposa la società borghese, l’assoluta dipendenza dei figli dai genitori.
Tutte le leggi votate dalla borghesia a favore della maternità sono fatte soltanto per ingannare il proletariato, l’assistenza che esse concedono alle madri è illusoria perché non permette loro di riposarsi e curarsi per un periodo di tempo strettamente necessario, prima e dopo il parto.
Le classi dominanti in tutti i paesi del mondo non sono disposte a sacrificare nemmeno una piccola parte dei loro profitti per la protezione dei bimbi.
Soltanto il regime comunista che eliminerà i parassiti e gli sfruttatori potrà assolvere questo compito, poiché esso solo impiegherà a tale scopo le ricchezze della società, i profitti della produzione.
Esso toglierà alle madri la preoccupazione materiale dell’allevamento dei figli, renderà le donne indipendenti economicamente, libere di esplicare le loro capacità intellettuali a beneficio della collettività.
Il primo stato proletario, lo stato Russo dei Soviety, è stato capace, malgrado enormi difficoltà, di organizzare veramente la protezione della madre. La nascita di un figlio, nella società comunista, non sarà più per la donna un avvenimento spesse volte non gradito. La donna non perderà, in seguito a questo avvenimento, la sua indipendenza materiale ed intellettuale.
La borghesia si oppone colle armi all’avvento della società comunista. Le donne proletarie, col loro spirito di sacrificio, col coraggio dell’azione, dimostrino di essere decise di combattere fino all’estremo per instaurare, mercé la dittatura della classe lavoratrice, la società nella quale la maternità sarà per la donna fonte di gioia suprema.