Partito Comunista Internazionale

Le donne e il fronte unico proletario

Categorie: PCd'I, Union Question, Women's Question

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La lotta per l’uguaglianza di diritti politici nei due sessi era rivoluzionaria quando, per esempio in Germania, le leggi privavano la donna di ogni diritto, e la lotta per il suffragio universale minacciava una delle piazze forti dello Stato capitalista. Questa lotta potrebbe anche assumere un valore rivoluzionario nel paesi quali, in Francia, la Svizzera a la Bulgaria, dove le operaie sono lontane dal movimento proletario, e dove questa agitazione potrebbe essere uno dei mezzi per migliorare l’educazione politica della donna.

La parola d’ordine Abbasso la guerra! alla quale si attenevano  le poche compagne coscienti che osarono ribellarsi alla follia nazionalista, offrendosi alle persecuzione dei governi borghesi, è ancora suscettibile di scatenare oggi del movimenti rivoluzionari.

Si tratta di mettere in Inghilterra, in America, e nel Giappone un termine ai nuovi preparativi di guerra, si tratta di impedire in Francia, nuove rappresaglie contro la Germania, ed infine di agire in modo che i disegni di guerra della Piccola Intesa, della Polonia e degli stati limitrofi della Russia, contro il potere dei Soviet, non possano essere effettuati.

Ma senza dubbio, le rivendicazioni più sentite dalle operaie di tutto il mondo sono quelle che si connettono alla loro miseria quotidiana. Come nutrirsi e nutrire i propri figli, come vestirsi in quest’epoca di caro vita? Come potersi alloggiare in case sane? Come aumentare il salario insufficiente? Come bastare nel medesimo tempo, alla casa e al lavoro della officina.  Che diventare quando non si può più lavorare? Come pagare il latte per il nuovo nato, come procurare i mezzi per preparare il suo corredino? Come vivere quando rincrudisce la disoccupazione o quando il padre di famiglia è gettato in una prigione per aver difeso gli interessi dei lavoratori?

Queste sono le domande alle quali bisogna rispondere. E in tutti i paesi una sola risposta è possibile, giacché dappertutto le classi dirigenti, per rimediare alla crisi economica provocata dal conflitto mondiale, per ricostruire il mondo capitalista, gettano il peso schiacciante dei debiti di guerra e del dopo guerra sulla classe lavoratrice.

Ecco il perché dell’offensiva internazionale del capitale, lanciata, con la medesima chiarezza di scopo, il medesimo insieme, il medesimo vigore.

Lo spettacolo è uguale dappertutto. Caro viveri, mancanza di generi di prima necessità per le famiglie operaie , lusso sfrenato degli sfruttatori. Milioni di operai senza lavoro, i prezzi che rialzano mentre i salari diminuiscono, la prostituzione che diventa necessità per le figlie dei poveri, l’aborto punito colla galera, ma nessuna misura di protezione per salvare i bimbi che nascono nella miseria. L’inviolabilità della proprietà dei ricchi, le imposte crescenti schiacciano le classi povere. Oggi lo sfruttamento e l’oppressione del proletariato mondiale sono più intensi chi mai.

Il capitalismo non può più accontentarsi dei metodi di ieri e non può neppure garantire ai suoi schiavi la miserabile esistenza di altri tempi. Ecco perché la disperazione, il rancore e lo spirito di rivolta nasce anche negli strati operai che erano rimasti sempre estranei al movimento sociale. Le operaie, le madri, ieri ancora indifferenti, oggi sono con noi nella azione; la rivolta di questi deboli, delle donne più sfruttate esprimono il grado di miseria delle grandi masse che godevano ancora poco tempo fa di un minimum d’esistenza. E’ così che il fronte della lotta proletaria si estende, e le donne vengono a prendervi il loro posto, al fianco dei loro fratelli e dei loro mariti. E’ così che si produce un avvenimento senza il quale la vittoria della classe operaia, vittoria che deve emancipare la donna, è impossibile.

Il proletariato tutto sta davanti a questo dilemma, O la miseria senza fine, le barbarie e la morte, o la lotta e la vittoria. E la quistione si pone inesorabilmente.

Da quale parte della barricata è il posto delle donne, madri, figlie e sorelle dei lavoratori?

Si schiereranno esse colla classe padronale, col capitale nazionalista e patriottardo, col consorzio internazionale per lo sfruttamento della Russia proletaria?

O prenderanno esse il loro posto nel fronte unico del proletariato di tutto il mondo, operai e operaie, contadini e contadine, uniti contro il nemico comune, contro il capitale e per la difesa della Russia rivoluzionaria?

Il proletariato russo ha fatto la sua scelta, Avanguardia invincibile difende gli interessi del proletariato mondiale. Le operaie e le contadine della Russia servono cosi la causa della emancipazione della donna.

Alle operaie degli altri paesi, alle lavoratrici di tutto il mondo, di fare ora il solo gesto utile alla difesa del loro focolare e dei loro figli, della loro classe e della Russia dei Soviet, formando i fronte unico di tutti gli sfruttati contro tutti gli sfruttatori.

HERTHA STURM – Berlino