Partito Comunista Internazionale

Primo Maggio 2025: Guerra di classe contro la guerra fra stati !

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La sovrapproduzione capitalistica sta scatenando il sempre più feroce conflitto fra le potenze economiche mondiali che, sostenute dagli apparati militari degli Stati nazionali, si contendono i mercati di tutto il mondo dove le merci cercano la loro valorizzazione.

Gli Stati Uniti di America che da sempre hanno fondato la loro potenza commerciale su quella imperiale sostenuta dal più potente apparato militare del mondo, subiscono tuttavia sempre più, nel loro stesso mercato nazionale, la concorrenza di merci prodotte altrove a più bassi costi. Sono così costretti a negare anche formalmente i principi della decantata “libera concorrenza”, elevando barriere protezionistiche attraverso i dazi doganali che, in risposta, altre potenze dalla Cina, all’Europa, stanno per loro conto innalzando.

Questa guerra commerciale fra gli Stati è la premessa del deflagare della guerra condotta sui campi di battaglia con lo schieramento dei potenti eserciti e armamenti che già portano distruzione e morte in alcune regioni del mondo, come nel Medio Oriente a Gaza, già ridotta a un cumulo di macerie, e nel cuore stesso dell’Europa, nell’Ucraina da anni devastata dalla guerra.

Per risolvere la crisi in cui sta precipitando, il Capitale non si fermerà certamente a questo. Esso necessita la distruzione ben più estesa delle forze produttive che ha generato, anche nei centri mondiali più industrializzati. Come in Ucraina e a Gaza, città e fabbriche debbono essere rase al suolo nel cuore dei paesi più sviluppati e le masse dei proletari dovranno essere decimate per avviare un nuovo ciclo di accumulazione che darà nuovo ossigeno al capitalismo, consentendogli ancora una volta di sopravvivere a se stesso. In tutti i paesi si punta così ad incrementare la spesa militare e, dai singoli focolai in corso, la guerra arriverà ad estendersi e generalizzarsi in un terzo conflitto imperialistico mondiale.

In parallelo la guerra commerciale si combatte in tutto il mondo, premendo sulle condizioni delle classi lavoratrici per ridurre i costi di produzione e rendere più competitive le merci poste sui mercati. Ciò avviene per le masse diseredate nei paesi meno sviluppati, costrette là a vivere e a lavorare in condizioni disumane, o altrimenti, spesso rischiando la propria vita, a intraprendere il viaggio per aggiungersi alle masse dei proletari nei paesi più industrializzati. Sono milioni i migranti costretti spesso a vivere nell’illegalità e costantemente minacciati, e, quando considerati in sovrannumero, braccati, imprigionati e deportati come sta avvenendo negli Stati Uniti, ma anche si prospetta nella “civile” e democratica Europa. Sono queste vere campagne di terrorismo nei confronti dei proletari che già vivono nei paesi più ricchi, i quali, grazie anche alla acquiescenza e collaborazione di sindacati e di partiti di regime, finiscono per subire, senza poter reagire, condizioni di sfruttamento sempre più pesanti. Gli uni e gli altri con la prospettiva di finire poi come carne da macello sui fronti di guerra.

Proletari, compagni,

Questo abisso che ci si trova di fronte è la prospettiva che offre la società del Capitale! Un destino al quale la classe lavoratrice potrà sottrarsi solo se riuscirà finalmente a sollevare la testa, ritornando sulla via della difesa ad oltranza delle condizioni di vita e di lavoro, contrapponendo alla guerra fra Stati, la guerra fra le classi, per arrivare alla conquista rivoluzionaria del potere politico.

Questa strada il proletariato potrà percorrere solo se riuscirà a ricostruire i suoi organismi di difesa economica e ritrovare la sua guida politica: il vero Partito Comunista!

Primo Maggio 2025