II Partito Comunista inglese e Sylvia Pankhurst
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I giornali recano la notizia dell’avvenuta espulsione dal Partito Comunista Inglese della compagna Sylvia Pankhurst, ben nota nel movimento comиnista internazionale. La notizia non pиò non dispiacere vivamente a quanti conoscono l’attività coraggiosa e spiccatamente comunista della nostra coтраgna in un paese ove, come in Inghilterra, tante sono le difficoltà che si frappongono alla penetrazione dei nostri principi.
Non Occorre ricordare come Sylvia Pankhurst per le campagne rivoluzionarie del suo battagliero giornale The Worker’s Dreadnought, ha subito aspre e lunghe persecuzioni da parte della liberale borghesia inglese, che la sua partecipazione al movimento comunista internazionale è stata di primo ordine, anche se ha sostenuto contro le opinioni di Lenin la tesi della non affiliazione al Labour Party del Partito Comunista Inglese, e ha manifestate con vivacità le tendenze di sinistra che le sono rimproverate nel libro di Lenin sulla malattia d’infanzia del comunismo. Ciò non toglie del resto che da Lenin e da tutti la Pankhurst non sia stimata grandemente: basta pensare alle manifestazioni di solidarietà per lei in occasione della sua recente prigionia di dieci mesi, al fatto che è stata nominata presidente onoraria del recente Congresso internazionale delle donne comuniste.
Il conflitto tra la compagna Pankhurst e il Partito Comunista Britannico non può essere considerato come un banale incidente disciplinare. La nostra compagna si era rifiutata di consegnare al Comitato Centrale del Partito unificato il suo giornale, non perché volesse conservare a tutti i costi un organo personale, o perchè misconoscesse la necessità dell’accentramento della stampa del Partito, ma purchè, a molto giusta ragione, esigeva che un simile provvedimento venisse adottato di pari passo all’osservanza di tutte le direttive tattiche comuniste che, a suo giudizio, non s’erano strettamente osservate dal Partito Comunista Britannico.
A parte la tesi antiparlamentare sostenuta dalla nostro compagna, ella accusava in articoli polemici del suo giornale i dirigenti del Partito di non rispettare le tesi comuniste sull’azione parlamentare, e così pure di non svolgere un’azione totalmente comunista negli altri campi dell’attività tattica del Partito. A suo giudizio un vero partito comunista in Inghilterra ancora non esisteva, e non poteva considerarsi finito il compito chiarificatore degli organi di frazione e di una avanguardia di sinistra. Molti indizi stanno a dimostrare che la Pankhurst ha ragione, ed è sotto questo punto di vista che da chi è competente, ossia da un Congresso di Partito o dall’Esecutivo internazionale, il problema deve essere considerato, nel suo duplice aspetto: la disciplina di ogni compagno al Partito, nello stesso tempo e sullo stesso piano della disciplina di ogni partito alle direttive internazionali.
Da nostra compagna era stata invitata a consegnare il giornale al Partito; ed ella non aveva opposto un rifiuto pregiudiziale, solo chiedeva a chi ne sarebbe stata affidato la redazione, e se avrebbe potuto la corrente da lei rappresentata esprimersi, nei tímiti delle direttive dell’internazionale Comunista, sulle colonne di quello come degli altri giornali comunisti. Le venne rifiutata ogni spiegazione sulla sorte che il suo giornale avrebbe avuto, e in nostra compagna, considerando questa misura come una imposizione tendente a porre il bavaglio alla sua critica, si rifiutò ad ottemperarvi: di qui la espulsione, di qui la sospensione del valoroso giornale, fondato nelle più torbide ore della guerra, che ha spiegato le prime basi della dottrina e della tattica comunista in Inghilterra, lottando contro tutti i pregiudizi che vi inquinano e vi inficiano il movimento proletario: e ora cessa le sue pubblicazioni per mancanza di mezzi. Noi vogliamo augurare che questa incresciosa vertenza venga composta nel modo migliore, ed esprimiamo alla compagna Pankhurst la nostra solidarietà, convinti che non è contro militanti benemeriti come lei che può e deve effettuarsi la epurazione della Internazionale Comunista per effetto della doverosa applicazione di una rigida disciplina; e, per quanto a noi è dato di esprimere in materia un avviso e manifestare un desiderio, chiediamo che non sia menomato in Sylvia Pankhurst il diritto di essere, anche dal punto di vista formale, considerata come uno dei componenti più degni della Internazionale Comunista.
b.