Nella Russia Bolscevica, La Famiglia
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Una delle leggende più diffuse sull’opera dei comunisti russi è quella creata intorno alla pretesa distruzione della famiglia, tale leggenda, nata ai primi del 1918, quando i Soviety della Russia iniziavano coraggiosamente a sostituzione delle vecchie abitudini e delle antiche leggi borghesi, fece strillare più di un oca occidentale. Invero questa nostra gente impegolata nei pregiudizi di una religione esteriore non ha dato mai prove sufficienti di saper difendere l’istituto famigliare.
E’ certo che la famiglia, così come è oggi costituita, è un istituto illogico ed imperfetto. E’ certo che in un domani più o meno lontano esso muterà il suo carattere attuale. Ma noi, gradualisti in senso marxistico, non possiamo con una legge modificarne totalmente la struttura,
Nella prefazione al Primo Codice di Leggi della Repubblica Russa socialista federale e dei Soviety il compagno Alessandro Hoichbarg, redattore capo dell’Ufficio delle leggi, avverte che in governo proletario che instaura il socialismo non intende fare delle leggi qual che cosa di stabile, per una lunga durata; non vuol creare codici eterni, o che debbano sussistere attraverso i secoli; non vuole imitare la borghesia che tende a consolidare la sua [non leggibile] con l’aiuto di codici eterni che in realtà sono sorpassati (come per es. il codice prussiano dal 1794 al 1900), o continuano a sussistere per più di un secolo (come il codice francese del 1804 o austriaco del 1811). Il governo proletario costruisce i suoi codici, come tutte le sue leggi, in forma dialettica; in forma tale che ogni giorno della loro esistenza abolisce la necessità della loro esistenza, in quanto che lo Stato pone quale scopo delle sue leggi il renderle inutili, a somiglianza del filosofo Fichte che poneva lo scopo d’ogni governo nel render questo inutile. Infatti, ad es., la costituzione dei Soviety, basata sui principii dell’unità del potere politico, della dittatura politica del proletariato, è stabilita in tal maniera che ogni giorno della sua esistenza, ogni giorno della sua applicazione, infrangendosi la resistenza e l’organizzazione delle classi degli antichi oppressori e concentrandosi l’antica classe oppressa, organizzando la vita economica secondo i principii socialisti diminuisce la necessità di una unità del potere coercitivo del proletariato, ed in generale, di un potere politico. Nello stesso modo tutte le altre leggi e codici di leggi proletarie debbono essere fatte in tal maniera che ogni giorno della loro esistenza diminuisce il tempo necessario al trapasso dalla vecchia organizzazione a quella sociale e che in tal modo ogni giorno della loro esistenza, corroda energicamente la loro stessa esistenza.
Tale principio della gradualità fu fissato nel Manifesto dei comunisti là dove questo avverte che il proletariato arrivato al potere, può, nei paesi più avanzati, prendere una serie di misure che portano al socialismo. E tale principio si differenzia, fra gli altri, dalla teoria anarchica che fa coincidere l’atto della presa di possesso del potere con l’espropriazione dei privilegi borghesi e con la trasformazione del regime statale e dei rapporti Individuali e morali.
Cosicché in Russia il problema della famiglia non è stato risolto ma è stato avviato verso la via della soluzione.
Esaminiamo particolarmente le nuove norme adottate nel diritto matrimoniale. L’età per contrarre matrimonio è, in Russia, per le donne 16 anni e per gli uomini 18 anni, Coloro che desiderano contrarre matrimonio ne fanno dichiarazione verbale o scritta alla Sezione del registro degli atti di Stato, civile del luogo ove essi hanno domicilio. Tale dichiarazione deve essere accompagnata da un certificato d’identificazione personale dei futuri sроsі da una dichiarazione scritta dalle parti ch’essi contraggono matrimonio per libero consentimento. Il pubblico ufficiale dopo aver steso l’atto di matrimonio sull’apposito registro nella lettura alle parti e dichiara il matrimonio concluso in virtù della legge. Come vedersi tale procedura è assai libera e sollecita. Vi sono, naturalmente, alcuni casi di nullità del matrimonio. Esso e nullo se contratto fra sposi che non avevano l’età consentita; ma se da tale matrimonio è nato un figlio, ovvero se la donna è incinta, l’eccezione di nullità non ha più ragion d’essere ed il matrimonio è valido. Non si può, infatti, sciogliere un legame dal quale già derivarono o sono per derivarne le responsabilità dell’allevamento dei figli.
Il matrimonio è nullo allorché uno degli sposi è legato ad altro matrimonio valido e non disciolto dalla morte d’uno dei coniugi o dal divorzio; oppure quando esso fu contratto senza il libero consentimento d’uno degli sposi o quando questo fu dato in stato d’ incoscienza. Esso è sciolto, oltre che per la morte d’uno degli sposi, in seguito a divorzio, La domanda
di divorzio può essere fatta verbalmente o per iscritto da uno degli sposi, al tribunale del Luogo ove risiedono gli sposti, se la domanda e avanzata da ambedue, oppure al tribunale del luogo ove risiede il coniuge che l’avanza.
Le domande di divorzio sono giudicate dal giudice locate in seduta pubblica e senza avvocati. Gli sposi hanno un ‘nome di famiglia comune che può essere tanto quello del marito quanto quello della moglie, secondo apposita scelta da essi fatta e dichiarata all’atto di celebrazione del matrimonio. Se gli sposi appartengono a diversa nazionalità, il cambiamento di nazionalità non può aver luogo se non a richiesta del fidanzato o della fidanzata. Il cambiamento di domicilio d’un coniuge non obbliga l’altro a seguirlo. Il matrimonio non porta di conseguenza la comunione dei beni fra gli sposi, Ma lo sposo bisognoso od invalido ha il diritto di domandare gli alimenti all’astro sposo se questo è in stato di dargli assistenza.
Non vi è alcuna differenza tra figli naturali e legittimi: il fondamento della famiglia e la filiazione effettiva. Il diritto di provare la filiazione effettiva del fanciullo appartiene alle persone interessato, specie alla madre. Se questa è sposa, il padre del fanciullo è colui che al momento della concezione era suo marito. Se essa non è sposa, deve, non più tardi di tre mesi innanzi la nascita del figlio, fare una dichiarazione alla Sezione del registro degli atti di Stato civile, indicante L’epoca della concezione, il nome ed il domicilio del padre del fanciullo. Eguale dichiarazione deve fare la donna maritata se il figlio nato non ha per padre il suo legittimo consorte. Se la madre, all’epoca della concezione, era in rapporti intimi con più uomini, questi sono parte, in egual modo, in presenza d’un tal legame o in presenza d’un legame illegale, di doveri eguali, e certamente non minimi, sono imposti al padre verso i figli. L’eguaglianza intera dei diritti di tutti i fanciulli, senza distinzioni delle loro origini, è una misura sociale e psicologica che prepara a tutti i fanciulli delle cure sociali, che prepara il regime socialista in questo campo, privando della sua ultima base il matrimonio borghese con i suoi privilegi, i suoi interessi di famiglia di corte vedute, il suo isolamento e la sua spilorceria patriarcale.
Così l’Hoichharg. Ed invero i compagni russi si volgono serenamente verso l’avvenire, creando pietra su pietra, gli istituti del nuovo stato bolscevico. La calia che i nemici fanno a noi è grossolana e disvela la mala fede che la motiva.
E’ il sorriso sardonico di chi ha paura e mentisce per incoraggiare se stesso. Noi miriamo, come fine, a sciogliere i legami del matrimonio, ma vogliamo creare le condizioni economiche e sociali adatte a tale perfezione. Non siamo degli improvvisatori, degli estemporanei. Perché siamo dei rivoluzionari coscienti, ed educati ad una dottrina positiva e logica che segue ed affretta gli sviluppi della storia senza, peraltro, saltarli.
R.G.