Partito Comunista Internazionale

Il sotto salario femminile

Categorie: Women's Question

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E’ una vergogna alla quale noi abbiamo fatto l’abitudine quella di sapere che una donna, messa al lavoro nelle stesse condizioni di un uomo, sarà meno retribuita. Nell’officina di apparecchi Thompson della polveriera di Angoulême, il personale femminile riceveva nel 1918 un salario inferiore re dal 10 al 20 per cento a quello del personale maschile che faceva esattamente lo stesso lavoro. Le tariffe n. 1 e n. 2, diverse a seconda dell’anzianità degli operai, comprendevano una cifra speciale per ogni scisso. Secondo la tariffa n. 1 le donne ricevevano 60 cent, allora, gli uomini 75; secondo la tariffa n. 2 le donne ricevevano 67 centesimi, e gli uomini gr.

Nelle officine dove lavoravano squadre miste pagate a cottimo, il salario delle donne era eguale a quello degli uomini per il motivo che trattandosi di una retribuzione globale data a tutta la squadra, non si poteva fare distinzione per le donne. Ma nelle squadre interamente composte di donne, le quali facevano esattamente lo stesso lavoro delle squadre di nomini, il salario era ridotto. Sarebbe bastato che un uomo entrasse nella squadra, perché la ricompensa salisse per tutti.

L’amministrazione applicava integralmente te la legge del, sotto salario femminile senza cercarne alcuna giustificazione. «Il lavoro delle donne deve essere meno pagato perché esso è lavoro di donne».

Le dichiarazioni delle padrone dei laboratori femminili sono a questo proposito più istruttive di quelle degli ingegneri delle polveriere. Alle operaie che esse pagano male, danno una spiegazione: «Non sarebbe giusto che voi guadagnaste tanto quanto un uomo. Voi avete un arnese in più, che può rendervi molto ».

Infatti per molte donne l’esercizio sessuale, come compensatore del prezzo iniquo del lavoro, è una necessità. Non si fratta di prostituzione dichiarata e visibile, della prostituzione che si rivolge ogni giorno ad un uomo diverso, ma della difficoltà in cui la donna si trova di tenersi casta. Le occorre, com’essa dice, trovare un aiuto. Non la si accetterà in un posto buono se il suo modo di vestire non è attraente. L’occupazione viene sempre data a quella che si presenta, bene, che è giovane, che hanno viso simpatico, che veste in un modo abbastanza elegante benché le sia difficile di mantenere questa eleganza con la paga che le verrà data. Si pretende che il personale faccia onore alla casa e perciò la paga dell’impiegato deve contenere il prezzo della stiratura di un sufficiente numero di colletti, ma quello della ragazza non corrisponde al valore degli abiti che il padrone desidera che essa porti. Se essa vestisse come le per- mette il suo salario, verrebbe congedata per trascuratezza nell’abbigliamento. La differenza non può essere coperta che dalla vita in famiglia o da un amico.

Quando un padrone congeda un impiegato al quale dava 400 lire al mese per prendere una ragazza, dà a questa 300 lire. E il direttore di un’azienda dichiara: «Anche

quando son pagate molto care, le donne finquando son pagate molto care, le donne finiscono di essere sempre a più buon mercato che gli uomini, Quando guadagnano 200 lire al mese, sono già contente».

Una simile dichiarazione riconduce alla idea unanimemente accettata che il salario della donna non è la sua sola riserva. Adolescente, essa viene aiutata dalla famiglia; donna, essa si aiuta con la sessualità.

Ma quando noi vediamo esposte delle merci, non vi è l’uso di applicare ad esse dei cartellini cosi compilati:

«Fatto da un uomo: L. 1,50 ».

«Fatto da una donna: L. 1,25 ».

L’odio per le donne che regna nelle corporazioni le quali sono invase dalla mano d’opera femminile ha fatto ammettere dagli operai stessi che il diritto della donna ad avere un salario eguale a quello degli uomini non è sostenibile, perché il suo lavoro non è equivalente a quello dell’uomo, perché essa non ha la vecchia abilità corporativa dell’uomo, perché occorre un personale apposito per riparare gli errori delle mani notizie sue.

Non si può dire però che i vecchi mestieri maschili agiscano in modo sciocco quando cercano di allontanare la donna dal lavoro. Se la sposa, la sorella, la figlia dell’operaio vanno all’officina, chi resterà a casa? Ma tutto ciò fende a mantenere l’operaia alla paga ridotta.

Gli uomini possono rivendicare la soppressione del salariato. Per le donne lo stesso salariato totale è ancora una conquista lontana. Esse sono ancora nella condizione di sotto-salariate.