Partito Comunista Internazionale

PER LA DIFESA DEI DIRITTI del proletariato femminile

Categorie: Women's Question

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Al Congresso dell’Internazionale di Amsterdam il Comitato Esecutivo propose che le operaie fossero organizzate separatamente dagli operai.

Tra l’ilarità generale e la indifferenza dei congressisti, che ritenevano cosa superflua occuparsi e perdere tempo a discutere ciò che può interessare le donne operaie, la discussione di tale proposta e dei problemi femminili fu rimandata al prossimo congresso.

Noi sosteniamo che solo l’unione di tutte le forze operaie, che solo il fronte unico di tutti i proletari potrà impedire la distruzione della classe operaia come classe, e solo la lotta generale di tutte queste forze riuscirà a frenare lo scatenarsi della reazione fascista ed industriale. Appunto perché noi crediamo solo nella forza del proletariato unito, siamo contrari alla costituzione di organismi sindacali femminili.

Quale utilità ne ricaverebbero le donne lavoratrici, dalla creazione di questi organismi? Essi servirebbero soltanto a far rimanere sempre più in una condizione di inferiorità l’operaia in confronto dell’operaio, tanto nella differenza delle paghe che nei miglioramenti morali.

Le donne coi bassi salari fanno una larga concorrenza alla mano d’opera maschile, colla crisi e la disoccupazione che imperversa, questa concorrenza si accresce creando una lotta continua tra sfruttati di diverso sesso. Colla divisione delle forze proletarie, creando organismi sindacali femminili, questa lotta fra operai ed operaie si accentuerà ottenendo cosi i risultati desiderati dagli industriali: non più lotta di una classe contro il capitale, ma lotta fra sfruttati di diverso sesso.

Cosa ha fatto e cosa intende di fare l’Internazionale di Amsterdam per eliminare questa situazione? Nella realtà, noi constatiamo che nulla essi hanno fatto in favore delle condizioni del proletariato femminile.

Nessuna lotta è stata ingaggiata perché le paghe delle operaie fossero uguali a quelle degli operai. Dopo la guerra le operaie furono licenziate in massa per far posto agli smobilitati. In certi casi esse vennero poi riprese con le paghe diminuite.

Le organizzazioni sindacali della F. S. I. di Amsterdam nulla hanno fatto per difendere i diritti più elementari delle operaie; nulla contro l’inferiorità dei salari femminili e contro la soppressione delle otto ore, poiché dobbiamo riconoscerlo nelle industrie e nei laboratori dove la maestranza è in maggioranza formata dal proletariato femminile si verificarono i primi casi di soppressione delle otto ore.

Dovunque le organizzazioni aderenti ad Amsterdam ammettono i salari inferiori per le operaie tollerando per queste – dopo averle durante la guerra spinte nei laboratori e negli stabilimenti a fabbricare gli strumenti fratricidi – i loro licenziamenti come la cosa più naturale di questo mondo.

Quale opera va invece svolgendo l’Internazionale dei Sindacati Rossi? Il Congresso dell’Internazionale dei Sindacati Rossi ha votato la seguente risoluzione sulla partecipazione dell’operaia al movimento sindacale rivoluzionario:

“Gli aderenti all’Internazionale dei Sindacati Rossi devono sforzarsi di guadagnare le operaie al loro movimento. La creazione di organizzazioni sindacali speciali per le operaie non può essere ammessa.”

Il proletariato è uno. Le sue organizzazioni devono essere formate per branca di industria e non per il sesso dei lavoratori.

L’Ufficio Esecutivo dell’Internazionale dei Sindacati Rossi invita i compagni ad applicare questa risoluzione iniziando energicamente una campagna:

1. Contro la costituzione di speciali sindacati per le operaie;

2. Per l’ammissione delle donne nei sindacati che non l’acconsentono ancora;

3. Per principio: Uguale salario per uguale lavoro.

4. Contro tutte le restrizioni alla protezione legale del lavoro femminile;

5. Per l’efficace protezione della madre e del fanciullo.

E’ necessario quindi di far conoscere alle salariate a tutte le sfruttate del capitalismo queste rivendicazioni e conquistarle al nostro movimento.

I sindacati rivoluzionari e gli aderenti all’Internazionale dei Sindacati Rossi devono prestare alla loro azione fra le operaie una maggior cura che per il passato. E’ ormai tempo di mettersi all’organizzazione metodica delle operaie e di affidare tale compito a dei militanti dotati di un profondo senso di responsabilità. E’ necessario che le organizzazioni sindacali che seguono le direttive comuniste si occupino seriamente di queste questioni. Le compagne ed i compagni lavorino assiduamente in quelle organizzazioni dirette da riformisti per far conoscere alle masse operaie che cosa intendono fare i comunisti per tutelare gli interessi delle lavoratrici.

Se lavoreremo bene, e con volontà non tarderemo ad ottenere anche in questo campo ottimi risultati.

Tutti al lavoro dunque per attrarre nelle nostre file le grandi falangi delle lavoratrici, oggi più che mai infamemente angariate e sottoposte nelle fabbriche ad un regime di schiavitù.

PICCOLATO RINA