Un socialismo da prelati
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« Lei ritiene possibile la coesistenza tra il sistema socialista e la Chiesa cattolica? », ha chiesto al vescovo Maurizio Picha il corrispondente dell’Unità (24-5) a Praga: « Sì – risponde il vescovo -, praticamente ed anche teoricamente ».
Cosi, siamo bell’e a posto: avremo il paradiso in terra e il paradiso assicurato in cielo. Invero, monsignor Picha non ha ragione di lamentarsi del regime « socialista » cecoslovacco: « Abbiamo piena libertà di disporre e di effettuare i diritti della Chiesa … la nostra libertà si svolge nel migliore dei modi … i funzionari del Dipartimento degli affari religiosi sono miei buoni amici, coi quali si collabora amichevolmente e lealmente »; inoltre, « occorre saper distinguere fra teoria e prassi » (come direbbero anche gli opportunisti di tutte le sfumature, da Pietro Nenni a Giuseppe Saragat e a Palmiro Togliatti: la teoria in soffitta, la pratica piantata saldamente su questa pingue terra). Nè la soddisfazione si ferma qui, o alla constatazione che i pellegrinaggi si svolgono in piena e assoluta libertà ed in perfetto ordine. Infatti interrogato sui suoi emolumenti, il prelato precisa: « Ecco: ho ricevuto ora per posta una parte del mio stipendio. Sono 1.600 corone del distretto e 2.600 dello Stato… Nel 1949, alcuni volevano che i parroci respingessero le 36.000 corone annue (cifra anteriore al cambio della valuta, n. d. r. dell’Unità) fissate per legge dallo Stato e dicevano che i sacerdoti avrebbero potuto vivere con gli aiuti dei fedeli. Che terribile sbaglio…! Vorrei vedere cosa farebbero i miei parroci se dovessero provvedere con gli aiuti dei fedeli all’adempimento delle loro funzioni. In tutta la mia diocesi, su 470 parroci, appena 20 avrebbero potuto vivere coi mezzi procurati dai fedeli ». Invece, con lo stipendio dello Stato « socialista » il prelato non solo vive, ma, quando nel 1948 raccontò il card. Piazza com’erano pagati i sacerdoti, quello rispose: « come, tanto? ». Siamo o no progressisti? Il « socialismo » di lor signori salva tutto, compresi lo Stato e la Chiesa.
Allegri, operai: sulla scia del « comunismo » aggiornato di Togliatti e Kruscev, prospereranno i ben pasciuti prelati che voi, il « vostro » Stato, manterrete!