Partito Comunista Internazionale

L’ Opposizione Russa, i pericoli di guerra ed i problemi della difesa

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Pubblichiamo un discorso che il comp. Trotzky ha pronunciato nel 1927. Esso interessa non solamente perchè inquadra un episodio importante dei sistemi impiegati dall’opportunismo per combattere contro la sinistra, ma sovratutto perché contiene il punto di vista dell’Opposizione russa nei confronti di una guerra contro la Russia, punto di vista al quale Trotzky si è recentemente richiamato per precisare la sua posizione per il conflitto russo-cinese.

La nostra frazione troverà in questi articoli del materiale utile alla fissazione della sua posizione in questa delicata ed importante questione.

(Discorso pronunciato all’Assemblea plenaria del Comitato Centrale e della Commissione Centrale di Controllo, 1 Agosto 1927).

Il presidium della Commissione Centrale di Controllo che esaminò, nel Giugno 1027, la proposta di espulsione di Trotzky e di Zinoviev dal Comitato Centrale del Partito, non prese nessuna deliberazione in proposito. L’affare non era stato ancora sufficientemente “preparato”. L’arte principale della strategia stalinista consiste a saper dosare prudentemente i colpi diretti contro il Partito.

L’Opposizione continua ad essere colpita durante, i mesi Giugno e Luglio.

L’eliminazione degli oppositori dalle istituzioni superiori del Partito fu affidata all’assemblea plenaria del C. C. e della Commissione Centrale di Controllo.

Durante la discussione, il problema del pericolo di guerra fu volontariamente confuso con quello dell’Opposizione, per rendere la lotta ulteriore più velenosa. Malgrado questo, il Plenum non si decise ancora ad escludere Trotzky e Zinoviev dal Comitato Centrale.

La frazione stalinista aveva bisogno di guadagnare qualche settimana per condurre l’agitazione contro l’Opposizione per poterla presentare come l’alleata di “Chamberlain”.

Trotzky – Voi mi avete accordato 45 minuti, lo parlerò’ riassumendomi rigorosamente, data l’estensione dei problemi che noi esaminiamo in questo momento. Le vostre tesi affermano che l’opposizione avrebbe un certa maniera trotzkista nell’ esaminare lo questione della guerra o del disfattismo. Ecco un’invenzione di più. L’articolo 13 delle vostre tesi è completamente consacrato a questa assurdita’. Per quanto concerne l’insieme dell’Opposizione, essa non puo’ essere responsabile delle divergenze tutt’affatto secondarie che ebbi nel passato, su questo punto, con Lenin.

Per quanto mi concerne personalmente, rispondo subito contro questa insinuazione stupida. Durante la guerra imperialista, ebbi a scrivere degli appelli al Proletario mondiale, in nome del primo consiglio dei commissari del popolo e del C. C. del Partito.

Sono stato io che scrissi la parte del programma del nostro partito riguardante la guerra, le risoluzioni del VIII Congresso del partito sullo stesso soggetto, le risoluzioni di tutta una serie di Congressi dei Soviet, il manifesto del Iº Congresso della I. C. consacrato in grande parte allo stesso problema, il manifesto programma del IIº Congresso della I. C. il quale, nella sua grandissima parte, trattava il “problema della guerra”, delle sue conseguenze e delle sue prospettive, sono stato io che ho scritto le tesi del III Congresso della I. C. sulla situazione, internazionale e le prospettive della rivoluzione e della guerra.

Io fui incaricato dal C. C. del partito di presentare al IV”.Congresso della I.C. un rapporto sulle prospettive della guerra e della rivoluzione internazionale, Al V Congresso della I. C. (1924) scrissi il manifesto nell’occasione del Xº anniversario della guerra imperialista. Non vi fu nel С. С. nessuna divergenza: tutti questi documenti furono accettati  non soltanto senza discussione ma quasi tutti senza emendamenti.

Allora mi domando come avviene che
la “deviazione” della quale io sono accusato non si sia fatta mai sentire durante il lavoro intenso che io ebbi a compiere nella I. C. … Ma, eccoci; quando io respinsi nel 1920 il disfattismo economico parola d’ordine stupida e ignara destinata da Molotov agli operai inglesi, avrei rotto col leninismo. Allora perchi, dopo la mia critica, Molotov ha messo la sua assurda parola d’ordine in tasca?…

Molotof. Non vi fu nessuna parola d’ordine.

Trotzky. E’ vero: non vi furono che delle coglionerie, e non una parola d’ordine. E’ quello che io dicevo. (Risa).

Perchè è stato necessario esagerare fino all’estremo le vecchie divergenze, da tanto tempo liquidate… perchè ?…

Per nascondere a mascherare le divergenze reali, le vere; quelle di oggi.

E’ possibile porre seriamente il problema della lotta rivoluzionaria contro In guerra e della vera difesa della U.R.S.S. puntando nella stesso tempo sul comitato anglo-russo?… Si possono dirigere le masse proletarie verso uno sciopero generale, e l’insurrezione nel corso della guerra mantenendo il blocco coi Purcel, IIlicks, e altri traditori… Io mi domando: II nostro spirito di difesa sarà bolscevico o tradunionista? questione. Ecco come si posa la questione.

Per cominciare io rammenterò quello che i capi attuali hanno insegnato su questo punto al proletariato di Mosca, nel corso di tutto l’anno passato. Eccovi il punto essenziale.

Vi leggo testualmente le direttive del Comitato di Mosca: “Il Comitato anglo-russo puo’, deve e avrà senza alcun dubbio, un compito enorme nella lotta contro gli interventi di ogni genere diretti contro U. R. S. S. Esso, il Comitato anglo-russo diventerà il centro organizzativo delle forze internazionali del proletariato in lotta contro tutti i tentativi della borghesia internazionale”.

Molotov ha detto: “Attraverso il Comitato anglo-russo noi disgregheremo Amsterdam”, Molotov non ha compreso nulla, nemmeno adesso. Voi avete disgregato gli operai di Mosca e del mondo intero, ingannandoli a tal punto da non far loro conoscere chi era il loro amico ed il loro nemico.

Skrypnik: Che tono!

Trotzky. Il tono corrisponde all’importanza della questione. Voi avete resа della coesione ad Amsterdam, indebolendo voi stessi. II Consiglio Generale adesso è unanime, come non lo fu mai – contro di noi!

Bisogna confessare che le direttive scandalose Comitato di Mosca, che ho riletto, esprimono molto chiaramente e più onestamente, che i ?acchi scolastici
di Bukarine, il vero punto di vista di coloro che erano per il mantenimento del Comitato anglo-russo.

II Comitato di Mosca ha inscenato ai proletari di questa città, ed il Bureau Politique a quelli dell’Unione Sovietista, che in un pericolo di guerra, la nostra classe proletaria potrebbe attaccarsi alla corda del Comitato anglo-russo. E’ cosi’ che viene posta la questione da un punto di vista politico.

Questa corda è una corda marein. La Pravda di sabato parla di un fronte unico di traditori del Consiglio Generale, Arturo Cook, il beniamino caro di Tomsky, tace.

“Silenzio completamente incomprensibile” … esclama la Pravda. E’ il vostro solito ritornello completamente incomprensibile!… Avete incominciato con l’appoggiarvi al gruppo di Chang-Kai-Chek, cioè su Purcell e Hicks, a dopo avete posto le vostra speranze nel fedele Wan-Tin-Wei cioè Arturo Cook. Ma Cook ha tradito come Want-Tin-Wei aveva tradito due giorni dopo che Bukarine lo aveva iscritto fra i suoi fedeli.

Voi avete consegnato il movimento della minoranza, mani e piedi legati, a questi signori del Consiglio Generale: voi non sapevate e non volevate opporre in questo movimento i veri rivoluzionari, ai riformisti. Vai avete respinto una corda piccola, ma solida, per prenderne una molto più grossa ma marcia. Quando si passa per mia passerella stretta, poco si dura, un piccolo punto d’appoggio può offrire in salvezza.

Ma guai se ci si aggrappa a una tavola tarlata che vede sotto i piedi, la caduta è inevitabile. La vostra politica interna attuale è quella delle tavole tarlate. Voi vi siete successivamente aggrappati a Chang-Kai-Chek, a Feng-You-Siang, a Ton-Chan-Teki, Wang-Tin-Wei, a Purcel, a Hicka, a Cook. Ognuna di queste tavole si è rotta nel momento giusto quando essa poteva essere necessaria. Tutte le volte avete cominciato col dire ” è assolutamente incomprensibile” come lo fa l’articolo di fondo della Pravda a proposito di Cook per aggiungere poi, il giorno dopo “Lo avevamo sempre previsto”.